mercoledì 2 dicembre 2020

Essere uomo di Dio


Karl Barth:

"Il Battista è ambedue le figure: profeta e apostolo. 
 
E proprio come profeta e apostolo è in relazione a Cristo. 
 
L'inizio del Vangelo di Luca non può essere diviso in due parti, 
 
una prima che tratti di Giovanni e una seconda che tratti di Gesù; 
 
entrambe le parti trattano di una cosa sola: della nascita di Gesù 
 
Cristo. 
 
Ma la nascita di Gesù Cristo si ricollega alla nascita di Giovanni Battista.
 
Vogliamo indugiare ancora un momento sul fatto che qui ci viene 
 
raccontato
 
l'inizio di una vita, il periodo precedente la storia di un uomo, 
 
l'infanzia di Giovanni,
 
cui poi segue l'infanzia di Gesù. 
 
Che significato può avere questo?
 
Sappiamo che nella Bibbia sono narrate le storie di diverse infanzie: 
 
di Mosè, di Sansone, di Samuele e vi è un accenno anche a quella di 
 
Geremia;
 
nel Nuovo Testamento sentiamo Paolo parlare nella Lettera ai Galati
 
della sua esistenza nel seno materno. 
 
È probabile che con questo, in linea di principio e a priori ci venga 
 
detto: 
 
qui non ci troviamo dinanzi a personalità umane che sono divenute 
 
quelle che sono 
 
per forze creative qualsiasi, per certe facoltà o virtù, per determinati 
 
successi 
 
o complessi di circostanze storiche. 
 
Tutto il resto lo si può diventare, se sia necessario. 
 
Essere uomo di Dio non è opera della forza o dell'arte o del pensiero 
 
umani;
 
essere uomo di Dio è una grazia data all'uomo in cammino, 
 
in quanto egli è questo dato uomo. 
 
La Bibbia, offrendoci i racconti delle infanzie, ci dice:
 
gli uomini di cui essa parla sono quelli che sono totalmente per la  
 
grazia di Dio.



Karl Barth
L'Avvento Meditazioni - Luca 1 
Traduzione di Clara DI Zoppola,
("Il Pellicano"), Morcelliana, Brescia, Prima edizione: 1968   
 Seconda edizione: 1978, la citazione è tratta dalle pagine: 11-12.