giovedì 3 dicembre 2020

Avvento è saper aspettare

 

L’ARTE DI ASPETTARE

L’agricoltura è l’arte di saper aspettare.

 

Nel 1927 Riccardo Bacchelli pubblicava Il diavolo al Pontelungo, un romanzo che riusciva a contaminare la drammaticità della storia con la satira e persino con l’umorismo. Dopo tanti anni dalla mia prima lettura giovanile nei tascabili popolari che allora apparivano, ho voluto riprenderlo in mano e proporre questa citazione, simile a un lacerto, lasciandola priva di contesto e di motivazione. 

È un modo anche per ricordare uno scrittore che ebbi la fortuna di incontrare in un pomeriggio invernale nella sua casa milanese, prima che iniziasse l’arduo crepuscolo della sua esistenza nelle difficoltà economiche e nella malattia (ormai alcuni lo ricordano solo per la «legge Bacchelli», destinata a sostenere artisti in povertà grave).

Il messaggio della frase ritagliata è chiaro, soprattutto oggi in un mondo che freme sino alla frenesia. Non siamo capaci di attendere, anche quando siamo in fila cerchiamo di scavalcare chi ci sta davanti. Eppure sappiamo bene che per plasmare un bambino ci vorranno sempre nove mesi e, nonostante tutte le tecniche di accelerazione, le stagioni e i ritmi della natura sono costanti nel loro svolgersi.

Saper aspettare è segno di pacatezza, è tempo di riflessione, è preparazione alle sorprese della vita. 

Non per nulla da secoli nel calendario cristiano in questo periodo dell’anno ci sono le settimane di Avvento, il momento dell’attesa di una nascita, di una speranza, di una luce. 

Gianfranco Ravasi


tratto da:  

Gianfranco Ravasi, Breviario dei nostri giorni
(collana Orizzonti), Mondadori, Milano, 2018, 374.