martedì 22 dicembre 2020

Gli Angeli di Raffaello


MARCO CARMINATI

GLI ANGELI DI RAFFAELLO
con Tavole a colori
(Nativitas 96), Interlinea edizioni, Novara, 2020.

In copertina: particolare dalla Madonna Sistina (Dresda, Gemäldegalerie)

(Artothek/Archivi Alinari)



" È singolare constatare che il grande Raffaello Sanzio, in tutta la sua breve ma intensissima carriera di 

pittore, non abbia quasi mai trovato occasioni per dipingere scene di Natività. 

A tutt’oggi si conosce una sola tavola (trasportata su tela) con questo soggetto: 

si tratta del pannello centrale della predella della Pala Oddi

conservata nella Pinacoteca Vaticana a Roma. 

Il dipinto – dalle dimensioni contenute – rivela a una osservazione ravvicinata un’ulteriore singolarità: 

nella scena, che fissa l’episodio dell’Adorazione dei Magi, non compaiono angeli.

Per una collana che ha come titolo “Nativitas”, questa è un’assenza non irrilevante.

Tuttavia, un solido nesso che lega nascita, Raffaello e angeli per fortuna esiste, 

anche se va considerato da un diverso punto d’osservazione. 

Il Sanzio, infatti, cominciò prestissimo ad avere a che fare con gli angeli, 

esattamente nel giorno della sua nativitas, tradizionalmente fissato nel 6 aprile 1483. 

Sappiamo che appena aprì gli occhi alla vita, suo padre Giovanni Santi gli impose il nome del potente 

arcangelo Raffaele, il guaritore mandato dal Dio 

(virtù delle coincidenze: anche il “collega” e “nemico” Michelangelo Buonarroti 

era stato battezzato con il nome del potente Michele arcangelo, deputato a sconfiggere il demonio).

A ben vedere, Raffaello non si è mai neppure cimentato nella rappresentazione di quel “Raphael” di cui 

portava il nome, 

eppure angeli ed arcangeli sono una presenza diffusa e costante in tutta la produzione artistica 

del maestro di Urbino. "


citazione da: 

- Marco Carminati, Gli Angeli di Raffaello, 7.10.