martedì 22 dicembre 2020

La collana Nativitas - Interlinea edizioni

 

ERASMO DA ROTTERDAM

La capanna natale del bambino Gesù

A CURA DI CARLO CARENA CON INCISIONI D’EPOCA

(collana Nativitas 100), Interlinea edizioni, Novara, 2020.

In copertina: Martin Schongauer, Natività, particolare 

 

 

Premessa dell’editore

Nella primavera del 1993 al primo piccolo stand di Interlinea al Salone del libro di Torino 

passa a trovarci Carlo Carena, che significa classicità e progettualità einaudiana, 

avendo curato per lo Struzzo la segreteria editoriale e i “Millenni”. 

Ma significa anche radici, in quella nostra terra che guarda al lago d’Orta, 

cara a Montale, Rodari e altri numi ispiratori della casa editrice, 

ancora incerta sulle gambe e alla ricerca di una via.

Carena prende in mano i primi titoli della collana “Passio”, stampati artigianalmente nel segno della 

poesia – Turoldo, Rebora e Claudel –. Da quei volumetti, nel grigio della vecchia “Bur” ma tanto 

controcorrente in quel periodo di copertine sgargianti e plastificate, 

occhieggiano le incisioni a puntasecca del comune amico Mauro Maulini: «Perché non pubblicate testi 

classici natalizi, sempre impreziositi da incisioni originali? Dalla “Passio” alla “Nativitas”, no?»


Poco dopo passa un altro vecchio einaudiano di origini novaresi, Roberto Cerati: sornione, approva 

l’idea. 

Così pochi mesi dopo, nell’inverno successivo, escono, in cofanetto, i primi tre titoli della collana, con 

testi tratti da 

Protovangelo di Giacomo, Legenda aurea e La storia dei re magi di Giovanni da Hildesheim. 

Sarà la prima collana in Italia ed Europa interamente dedicata a testi tra letteratura e spiritualità ispirati 

o ambientati a Natale, dalla tradizione classica e moderna a opere di autori contemporanei. 

Carena ha ispirato diversi titoli, pur tradotti da altri, 

dai Sette discorsi di Natale di Agostino d’Ippona, con incisioni di Italo Valenti, agli Inni natalizi di 

Ambrogio, con incisioni di Albrecht Dürer.

Alla vigilia del Natale 2020 pubblichiamo una piccola ode giovanile di Erasmo, nel suo allestimento.

R.C.