domenica 31 gennaio 2021

la Lumière - La predicazione autorevole di Gesù

 

La Fonte della Parola


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Domenica 31 Gennaio 2021 - 4a DOPO L’EPIFANIA


Deuteronomio 18,15-20    Salmi 95,1-2.6-9    I Corinzi 7,32-35   


Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,21-28

21 Vennero a Capernaum; e subito, il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga, insegnava. 

22 Essi si stupivano del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità 

e non come gli scribi.

23 In quel momento si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare: 

24 «Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? 

Io so chi sei: il Santo di Dio!» 

25 Gesù lo sgridò, dicendo: «Sta' zitto ed esci da costui!» 

26 E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 

27 E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro: «Che cos'è mai questo? È un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!» 

28 La sua fama si divulgò subito dappertutto, nella circostante regione della Galilea.


MEDITAZIONE   a cura del pastore Maurizio Abbà


La predicazione autorevole di Gesù


Nell’evangelo di Marco, Gesù fa la sua comparsa coram publico con un insegnamento autorevole non disgiunto dall’attività taumaturgica e di liberazione.


(su questo si può vedere: Christian Strecker, Potente in parole e opere (Esorcismo a Cafarnao) Mc 1,21-28, in: R. Zimmermann (ed.), Compendio dei Miracoli del Nuovo Testamento, Edizione italiana a cura di Flavio Dalla Vecchia, Editrice Queriniana, Brescia, 2018, 292-304).


Con questo brano inizia quella che i commentatori definiscono “una movimentata giornata in Cafarnao”, per Gesù (Marco 1,21- 45!): 

guarigione di una persona afflitta da uno spirito impuro;

guarigione di una donna, la suocera di Simone, dalla febbre;

alla sera guarisce diverse persone malate e scaccia molti demòni.


Effettivamente la potente opera terapeutica di Gesù si esprime continuamente e in diverse situazioni; come la lettura della pericope, nella sua ampiezza, attesta.


Cafàrnao antico sito che significa «villaggio di Naum» - «villaggio del conforto», località ubicata sulla riva nord-ovest del Lago di Genezaret. 

Gesù inizia la sua attività di sostegno e conforto proprio qui, programmaticamente, dal «villaggio del conforto»!


Il brano inizia con l’espressione: Vennero a Capernaum (Cafàrnao), altra traduzione possibile (cambia il tempo verbale): entrano in Cafarnao; ciò che resta invariata è l’annotazione, segnalata dai biblisti:

da questo momento il racconto dell’Evangelo è al plurale. 

Gesù ha chiamato i suoi primi quattro discepoli che saranno apostoli (Marco 1,16-20).


Alle molteplici forze dissolutrici del male che si oppongono a Gesù Cristo evangelo vivente - infatti l’uomo, che è uno solo, dice: “Che c’è fra noi e te?”-.


Ecco l’insegnamento che riceviamo per la nostra attualità: la Buona Notizia deve anch’essa attrezzarsi come molteplice per opporsi ad un male che si presenta vasto e diversificato.

Gesù proveniente da Nazaret aveva preso dimora a Cafàrnao, («E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali,», Matteo 4,13).

Luogo dell’episodio è la sinagoga dove Gesù, in quanto ebreo, si recava per l’ascolto e la lettura delle Scritture.

Sinagoga è termine di origine greca (designa un «raduno», «conduco insieme», per estensione può essere il ‘raduno’ di una congregazione di fedeli. Per inciso: il termine chiesa ha un significato simile, deriva da un verbo greco che si traduce con chiamo fuori «convoco per una riunione», per i cristiani la convocazione è divenuta poi ‘riunione’, ‘assemblea’ aggregata il culto, la chiesa).


v. 24: Io so chi sei: il Santo di Dio! Lo spirito impuro passa dal plurale al singolare. La sua è la prima affermazione cristologica, certo da parte avversa.

Gesù gl’intima di tacere e di uscire dalla persona che tiene prigioniera. 

Il tacere riguarda quello che sarà poi definito nel linguaggio tecnico teologico il “segreto messianico”.

Possiamo forse, in una sorta di filigrana dell’ascolto, udire un’invocazione d’aiuto da parte di questa creatura sofferente che sa appunto chi ha di fronte: il Santo di Dio e spera di essere liberata dalla sofferenza che l’opprime.



IL SEGRETO MESSIANICO

«Segreto messianico» definizione che non si trova negli scritti biblici ma la si ritrova nella storia dell’interpretazione del racconto evangelico di Marco. 
È stata coniata da William Wrede (das Messiasgeheimnis), è il titolo del suo studio considerato di fondamentale importanza sul Vangelo di Marco, nel 1901. 
(Esiste una traduzione italiana: William Wrede, Il segreto messianico nei vangeli, traduttore V. Fusco, D’Auria editore, Napoli, 1996).

Si tratta di una tesi interpretativa per spiegare il motivo per cui, nel vangelo di Marco, Gesù impone ai demoni, ordina ai discepoli ed esorta alcuni malati da lui guariti, di non svelare anzitempo la sua identità messianica.
(Su questo si può vedere l’excursus: Il Segreto Messianico, in: Adela Yarbro Collins, Marco I, Edizione italiana a cura di Donatella Zoroddu, Paideia, Claudiana, Torino, 2018, 305-309).

Inoltre una dimensione di riservatezza dell’insegnamento di Gesù sulla didattica delle parabole ed una incomprensione di fondo degli apostoli intersecano e dilatano questa tematica.




Lo Spirito Santo di Dio che è spirito di vita fronteggia gli spiriti impuri mortiferi. 

La creatura ed il suo cuore sono terreno di scontro tra queste forze, il biblista Klaus Berger rinvia alle parole di una benedizione, di epoca medievale, che riguarda questo testo:
 

«Il Dio Emanuele, per diventare visibile a noi uomini, si incarnò come Verbo e volle abitare fra di noi. Faccia egli di voi una degna dimora per lo Spirito Santo, affinché, come in qualità di creatore sta di fronte a voi, così rimanga anche nell’intimo del vostro cuore», 
(Bischöfl. Segens- gebete 694a), 
Citato da: 
-Klaus Berger, Commentario al Nuovo Testamento I. Vangeli e Atti degli apostoli, Edizione italiana a cura di Flavio Dalla Vecchia, Editrice Queriniana, Brescia, 2014, 172.


A un uomo con uno spirito immondo che gli fa dire: “Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno?”.

Alla lettera andrebbe tradotto con: “Cosa a noi e a te Gesù Nazareno?” 
È una tentazione. 
Le tentazioni, infatti, non erano finite nel deserto (Marco 1,13), lì Gesù era in compagnia degli animali selvatici e supportato dagli angeli.

Una tentazione anche qui che assume i tratti di una richiesta esplicita di spartizione “Cosa a noi e a te Gesù Nazareno?” 
(una spartizione di potere per il dominio sulle coscienze e sulle vite delle persone).


Didattica delle letture bibliche a corredo

-Il passo tratto dal libro del Deuteronomio evidenzia la forza della parola profetica. Profezia verace, il che vuol dire parola che legge il presente sulla scorta della memoria dell’azione di Dio nella storia e che scruta nelle feritoie del presente il delinearsi di orizzonti futuri.
Parola veritiera cui prestare ascolto.

-Il salmista invita all’adorazione, anche qui l’autenticità è dimensione necessaria, imprescindibile, da ricercare strenuamente per adorare Dio. 
Le tentazioni che, viceversa, invitano alla distorsione e ad adorare ciò che non è il Dio vivente contrastano continuamente il cammino della fede.

-L’apostolo Paolo nella I Corinzi invita gli uomini e le donne a dedicarsi a Dio senza distrazioni. L’insegnamento che riceviamo è di essere concentrati su Dio. Possiamo notare che proprio per questo, non in alternativa!, il compito della cura nella quotidianità richiede cura e premure nelle relazioni che non distolgono, di per sé, dalla consacrazione a Dio. 
Che dire? Ancora una volta come insegnano i maestri della fede:
noi riceviamo l’Evangelo da coloro ai quali lo annunciamo. 




Dentro la sinagoga: dentro il luogo di culto, all’adunanza dei credenti, l’assemblea di fede non è un aggregato, accidentale e occasionale, ma è com-unità dove la sofferenza può essere affrontata con le risposte appropriate. 
Ai nostri giorni la fede sa umilmente accompagnare, là dove si rende necessario, alla dimensione della psicoterapia, anche questo fa parte della pluralità di forze in campo per il nostro ben-essere fisico e psichico.


Fuori dalla sinagoga: lo spirito impuro dell’antisemitismo non smette mai di minacciare presentandosi come tentazione. 
Sì, tentazione di trovare persone e situazioni (gli ebrei) su cui riversare responsabilità e colpe di tutto e di qualsiasi cosa. Tentazione tremenda e terribile, è accaduto perciò può accadere ancora.
Il veleno dell’antisemitismo fa troppo comodo al Potere che vuole farcelo ingurgitare facendoci credere che la risoluzione dei nostri problemi sia nella diffusione di questo veleno e le sue grida antisemite paiono non spegnersi mai.
L’antidoto a questo veleno dev’essere la forza liberante di una presa di coscienza che, senza se e senza ma, rifiuta le tragiche scorciatoie in cui ci fanno precipitare antisemitismi e razzismi. 
Antisemitismi e razzismi devono uscire dalla società.




Eugen Drewermann:

Quando il Nuovo Testamento parla di demoni, noi crediamo di sapere che cosa significhi questa parola, mettendo al suo posto il termine dogmatico di 'diavolo'. Ma in questo modo non si capisce granché, e quindi forse è bene prima di tutto lasciar agire su di noi la manifestazione della malattia di quest'uomo nella sinagoga di Cafarnao. Allora comprenderemo più in profondità quale potere può avere il male nel cuore umano e, viceversa, quale potere dovrebbe avere la religione di ricondurre l'uomo a Dio. 

[...]

«Che cosa significa questo?» si chiede la gente nella sinagoga di Cafarnao. Il vangelo di Marco pensa che abbia avuto inizio un tempo nuovo, né più né meno, che abbia avuto inizio una nuova epoca nella quale gli esseri umani sanno in modo definitivo di non appartenere a nessun altro se non a Dio solo. Se voi chiedete quindi: «Che cos'è il diavolo e che cos'è diabolico?», dovremo dire così: tutto ciò che, a seguito della paura, fa attaccare le persone a dei fuscelli all'intorno e le abbandona in balia di poteri che non sono Dio. Si segue allora una logica contraria a quella della creazione, si viene trascinati in un processo di distruzione sempre più profonda.
   Bisogna scegliere fra Dio, che ci vuole come persone, e un potere che in certo qual modo esiste soltanto nel collettivo, che consiste nello sfilacciare la personalità dell'individuo fino a renderlo irriconoscibile, fino a distruggerlo, fino a raggiungere il fatto sconvolgente che un essere umano comincia a credere e a dire: «Sono troppo impuro per vivere». Allora forse si tocca nel modo più profondo il mistero del demonio: un potere che vuole solo essere completamente puro, che vuole tutto affatto buono, affatto perfetto, cristallino, e che alla fine non si lascia dietro nient’altro che la distruzione, dissoluzione e odio di sé.
   Fra l’infinita tolleranza di Dio, la sua bontà e la sua pazienza ad accompagnare questa creazione, passo per passo, e la volontà antitetica di volere un mondo puro, chiaramente ordinato, governato in modo rettilineo, è fra questi due spiriti che bisogna scegliere. »

-Eugen Drewermann, E imponeva loro le mani Prediche sui miracoli di Gesù, a cura di Bernd Marz, traduzione di Annapaola Laldi, Editrice Queriniana, Brescia, 2000, 116-117; 122-123.






L’angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo


Gesù con i tuoi discepoli sei sulla via, 
tu sei la Via, la Verità e la Vita.

L’evangelo mette in movimento e non ci lascia soli.
Siamo con Te e con altre persone nel discepolato.

Gesù, sei entrato nella sinagoga luogo di ascolto e di lettura delle Scritture.
Con te la teologia diventa pratica, 
la Parola che libera e guarisce ci raggiunge
e tutto ciò è da raccontare.

                                                                             Maurizio Abbà












mercoledì 27 gennaio 2021

Padre nostro preghiera condivisa che collega cristianesimo ed ebraismo



Moshe Navon & Thomas Söding

Pregare Dio Insieme

Un’interpretazione ebraico-cristiana del Padre nostro

Traduzione dal tedesco di Gianni Poletti

(Collana Spiritualità 201), Editrice Queriniana, Brescia 2021.


Titolo originale:

Moshe Navon – Thomas Söding,

Gemeinsam zu Gott beten.

Eine jüdisch-christliche Auslegung des Vaterunsers 

2018 by Verlag Herder GmbH, Freiburg im Breisgau 


Questo libro aiuta a meditare nella preghiera delle preghiere,

riscoprendo l'ebraicità delle Scritture.

Preghiera condivisa che collega ebraismo e cristianesimo.

                                       Maurizio Abbà









martedì 26 gennaio 2021

Il sapore della condivisione



Il sapore del pane condiviso è ineguagliabile.

                                         Antoine de Saint-Exupéry





lunedì 25 gennaio 2021

Incontro ecumenico a Pavia


Particolare da un mosaico della Basilica di San Vitale - Ravenna

 

- lunedì 25 gennaio 2021 alle ore 18.00 

alla Parrocchia del SS. Crocifisso di via Suardi a Pavia 

ci sarà la Veglia ecumenica di preghiera 

con la partecipazione  delle comunità cristiane presenti nel territorio pavese




- giovedì 21 gennaio 2021 alle ore 19.00 si sono celebrati i Vespri 

a cura della comunità ortodossa-rumena di Pavia


- A Pavia, lunedì 18 gennaio alle ore 18 si è svolta la meditazione biblica 

a cura di Maurizio Abbà, pastore della Chiesa Valdese di Pavia



Gli incontri sono trasmessi anche sui canali social della Diocesi di Pavia

domenica 24 gennaio 2021

C'è un tempo per riparare

La Fonte della Parola

BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Domenica 24 Gennaio 2021 - 3a DOPO L’EPIFANIA

Giona 3,1-5.10            Salmi 25                  I Corinzi 7,29-31                Marco 1,14-20


Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,14-20

Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando il vangelo di Dio e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo».
Mentre passava lungo il mare di Galilea, egli vide Simone e Andrea, fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini». Essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. Poi, andando un po' più oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni, suo fratello, che anch'essi in barca rassettavano le reti; e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se ne andarono dietro a lui.


MEDITAZIONE   a cura del pastore Maurizio Abbà

C’è un tempo per riparare


Giovanni il Battista è stato messo in prigione (l’affermazione suona: è stato consegnato) poi sarà ucciso dal potere. 

La figura di Giovanni è stata vista anche come apripista con un messaggio, in parte diverso, ma comunque anticipatore di quello di Gesù. 

Qui anticipa il cammino tragico di Gesù verso la morte per il volere velenoso del Potere.

Questo brano è nel genere letterario del racconto di vocazione. Anzi delle vocazioni. Vocazione quadruplice! Sono, infatti, due coppie di fratelli ad essere chiamati. Sono pescatori. Gettano il giacchio in acqua. (Il giacchio, com’è noto, è una rete da pesca a forma circolare legata ad una corda al centro del cerchio). 




Gesù li vede, li sceglie, esorta loro senza indugi a seguirlo (è la Sequela). 
Gesù poi dice loro delle parole che paiono enigmatiche: «farò di voi dei pescatori di uomini», suonano quasi sgradevoli, anche, e potremmo dire soprattutto, alle nostre orecchie del XXI secolo, dove vi sono molti che vogliono adescare e plagiare per fini oscuri. 

La chiave per capire può essere tratta da un altro libro biblico (la Bibbia interpreta la Bibbia!), Qohelèt (Ecclesiaste) 3,7: «c’è un tempo per cucire». In questo brano di Marco le reti sono riparate, (rassettavano, altra traduzione: riparanti), Gesù li chiama ad un compito diverso: ad aver cura e premura delle persone. 
Gesù chiama non dei religiosi di professione, non chiama neppure delle persone altolocate e potenti.
Gesù Cristo è il pesce di salvezza che possiamo pescare per la nostra salvezza!

Nella simbologia del cristianesimo antico, com’è noto, ha un ruolo importante proprio il simbolo del pesce. 
In greco le lettere che formano la parola “pesce” scritte in maiuscolo (ΙΧΘΥΣ), formano un acronimo con le iniziali dell’espressione “Iēsous Christos Theou Yios Sōtēr“, 
il significato è: 
Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore” 

(in greco antico: Ἰησοῦς Χριστός, Θεοῦ ͑Υιός, Σωτήρ).



Didattica delle letture bibliche a corredo:

La vicenda del profeta Giona - una parabola insegna nella sua ricchezza di contenuti, fra l’altro, che la misericordia di Dio è oltre le nostre aspettative (ed oltre... i nostri desideri!). 
C’è un tempo per la misericordia.

Poter camminare nelle vie del Signore, come richiesto dal salmista, appunto questa è misericordia.

L’apostolo Paolo indica che il tempo stringe e bisogna avere un ritmo di vita e di fede diverso, dando rilievo a ciò che conta davvero (giusto, ... ma la moglie rientra tra ciò che è importante...).





Il tempo è compiuto: kairós un tempo evangelico che non ti divora, ma è il tempo della decisione. Decidersi per l’Evangelo in una comunità che vive da e per questo annuncio con le sue fragilità (le reti smagliate) e le possibilità di fare l’Evangelo.

«Venite e vedrete» sono le prime parole di Gesù ad Andrea e ad un altro discepolo di Giovanni il Battista nel IV Evangelo. 

Qui le prime parole di Gesù in Marco sono: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo».



«Molto diversamente dal carpe diem di Orazio che invita ad approfittare della vita prima che appassiscano le rose, il messaggio di Giona, di Paolo e di Gesù è un forte invito alla scoperta del senso nuovo che la storia ha assunto con l’intervento di Dio»
(Gianfranco Ravasi, Celebrare e Vivere la parola, Àncora editrice, Milano, 1997, 375).

Gesù si muove da una zona di estrema periferia. La marginalità è programmatica in Gesù e da lì giunge al centro. Giunge là dove emozioni e sentimenti, illusioni e delusioni si contendono il cuore dell’umana creatura. L’invito di Gesù è preciso ed urgente: 

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo».

Quest’appello è un manifesto programmatico in cui dottrina ed azione, ortodossia ed ortoprassi sono fuse insieme!
L’invito è a cogliere il momento, in quanto è il tempo (kairós) buono per accogliere la Buona Notizia evangelica rivolto innanzitutto ad Israele sarà delineato in una proposta rivolta a tutti.

«Evidentemente a Dio non importano le frontiere, forse perché non facevano parte del progetto originario della creazione, ma sorsero quale conseguenza del peccato di Babele (Gen 11,9)»
(Alberto Vitali, «Coraggio, sono io!», Paoline, Milano, 2020, 136-137)



Un’altra, valida traduzione possibile di questo passo è:
Cambiate mentalità e credete sulla base del vangelo 
(Marco, Nuova traduzione ecumenica commentata, a cura di Ernesto Borghi, Edizioni Terra Santa, Milano, 2017).



Questa traduzione rafforza l’idea dell’Evangelo come piedistallo su cui si basa il messaggio di liberazione. 


L’angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo


Essere presi dalle cose di tutti i giorni, non è per forza sbagliato.
Ma quando si è raggiunti dallo sguardo di Gesù
allora si è chiamati, una vocazione ci è rivolta, 
non la si chiede, la si riceve.
Questo è un segno della genuinità della chiamata, appunto.
Raggiunti dalla Buona Novella
la si offre
per porgere cure e premure

                                                                                   Maurizio Abbà


giovedì 21 gennaio 2021

Libertà e Dignità già qui sulla terra

Penso che per secoli c’è stato un abuso della vita eterna, 

una falsa consolazione, cioè «In cielo tutto sarà meglio».

Ma Dio ha promesso a tutti, qui in terra, in questo tempo, 

una vita in libertà e dignità.

                                                                           Dorothee Sölle


Abbracci

 

Ed Esaù gli corse incontro, l'abbracciò, gli si gettò al collo, lo baciò e piansero.

                                          Genesi 33,4

Quando è il cuore che prega

Cercate di comprendere quali siano le risposte di

Dio alle vostre domande. Credete forse che Egli non

parli perché non ne udiamo la voce? Quando è il

cuore che prega, Egli risponde.

                                                           Teresa d'Avila 

21 gennaio 2021 a Pavia i Vespri a cura della comunità ortodossa romena




    Particolare da un mosaico della Basilica di San Vitale - Ravenna
 


A Pavia, lunedì 18 gennaio alle ore 18 si è svolta la meditazione biblica 

a cura di Maurizio Abbà, pastore della Chiesa Valdese di Pavia; 


giovedì 21 gennaio 2021 alle ore 19.00 vengono celebrati i Vespri 

a cura della comunità ortodossa-rumena di Pavia; 


lunedì 25 gennaio 2021 alle ore 18.00 alla Parrocchia del SS. Crocifisso di via Suardi a Pavia ci sarà la Veglia ecumenica di preghiera con la partecipazione delle comunità cristiane presenti nel territorio pavese.


Gli incontri saranno trasmessi anche sui canali social della Diocesi di Pavia

martedì 19 gennaio 2021

Dio chiama Abramo

 

" Nei capitoli 12, 15 e 17 della Genesi si trovano le tre chiamate di Abramo.

Sono pagine la cui storia riguarda tutto il genere umano.

La chiamata nella vita di Abramo fu una sola.

Questa tripartizione ci offre semplicemente diversi punti di vista

del modo di interpretare la figura del patriarca 

che tiene uniti ebrei, cristiani e musulmani. "

                              Paolo De Benedetti


Paolo De Benedetti, citazione da:

- Paolo De Benedetti - Maurizio Abbà,

 Anche Dio ha i suoi guai Dialogo sulla Genesi

A cura di Marco Chiappa, (Collana "Orizzonti"), Il Margine, Trento, 2013, 55-56.

www.il-margine.it







lunedì 18 gennaio 2021

Ecumenismo a Pavia

 

Particolare da un mosaico della Basilica di San Vitale - Ravenna



Incontri Ecumenici a Pavia 

per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2021


Rimanete nel mio amore, produrrete molto frutto” 


la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2021  programmata a partire da lunedì 18 gennaio. 


Il tema scelto dalla 

Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese 

e dalla Commissione Internazionale del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei Cristiani 

è tratto dall'Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15, 1-17.


A Pavia l'incontro di apertura è lunedì 18 gennaio alle ore 18:00 

con la meditazione biblica a cura di 

Maurizio Abbà, pastore della Chiesa Evangelica Valdese di Pavia, 

il passo biblico della meditazione: Genesi 12,1-5.


- Gli incontri saranno trasmessi anche sui canali social della Diocesi di Pavia


Un bilancio sull'ecumenismo

 tratto da: www.chiesavaldese.org



                                Particolare da un mosaico della Basilica di San Vitale - Ravenna

Tornare a Cristo

di Sabina Baral

Un bilancio sull’ecumenismo in vista della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Torre Pellice, 15 Gennaio 2021

Dal 18 al 25 gennaio si terrà l'ormai consolidata Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (SPUC) sul tema tratto dal Vangelo di Giovanni 15, 1-17: “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto”. Un appuntamento che coinvolge anche le chiese protestanti italiane, presenti e attive in numerose iniziative per questo evento ecumenico di carattere mondiale promosso congiuntamente dalla Commissione fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), che riunisce le principali denominazioni evangeliche, anglicane e ortodosse nel mondo, e il Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (PCPUC). I materiali per la SPUC 2021 sono stati preparati da cinquanta diaconesse della Comunità di Grandchamp, in Svizzera. Con il pastore valdese Pawel Gajewski, nuovo coordinatore della Commissione consultiva per le relazioni ecumeniche delle chiese battiste, metodiste e valdesi, ci siamo interrogati sullo stato di salute dell'ecumenismo.



Il cristianesimo è ormai minoritario nella società e la pandemia rende ancora più difficile varcare la soglia delle chiese. Come possono i cristiani resistere e trovare nuova forza per la loro testimonianza?

Se esaminiamo la storia del cristianesimo in una prospettiva planetaria, scopriamo facilmente che la fede cristiana non è stata mai maggioritaria. 
La dimensione maggioritaria del cristianesimo si è indubbiamente manifestata nella cultura occidentale ma oggi l’intero impianto sociale e culturale dell’occidente attraversa una crisi assai profonda. 
Se ci allontaniamo solo un po’ da questo impianto scorgiamo invece che il cristianesimo è vivo, vivace e, talvolta, maggioritario in molti paesi dell’Africa, dell’Asia, dell’America del Sud. Credo che in ogni processo o evento storico ci sia sempre un momento propizio per un cambio di prospettiva e di mentalità. Secondo me, la crisi del cristianesimo occidentale e delle sue obsolete istituzioni ecclesiastiche, resa ancora più visibile dalla pandemia, è un kairos, un tempo propizio per liberarci dall’ecclesiocentrismo e tornare al cristocentrismo. 
Solo in Cristo possiamo trovare forza, ispirazione e coraggio necessari per testimoniare efficacemente l’Evangelo della Grazia.

La Settima in questione è principalmente un momento di preghiera. Non ci dimentichiamo troppo spesso che l’unità è un dono di Dio?

Il dono non esclude la preghiera, specialmente se si tratta di una preghiera di lode. La Chiesa di Gesù Cristo, nella sua accezione teologica più profonda, non è divisa perché il suo fondamento è divino e non umano. Le nostre divisioni umane oscurano questa sostanziale unità ma non la danneggiano. Quando cristiane e cristiani di confessioni diverse pregano insieme, l’unità della Chiesa si manifesta visibilmente. Sono convinto che l’unità dei cristiani intesa come un’unica istituzione ecclesiastica sia una pericolosa utopia. Per me sarebbe sufficiente un reciproco riconoscimento della nostra comune appartenenza all’unica Chiesa di Gesù Cristo. Il segno visibile di tale riconoscimento è la condivisione del pane e del vino, vale a dire la piena ospitalità eucaristica. In questo ambito noto una sorta di asimmetria. Generalmente le chiese della Riforma, inclusa ovviamente la Comunione anglicana, praticano tale ospitalità senza problemi. Le chiese ortodosse la offrono a tutti gli altri cristiani in modo simbolico, riservando tuttavia la piena partecipazione all’eucaristia ai propri membri. La chiesa cattolica e le chiese evangeliche di matrice neofondamentalista invece non ammettono ufficialmente nessun tipo di ospitalità. Il problema sta proprio lì.

I cristiani avvertono sempre di più l’esigenza di interloquire con le altre religioni. La loro teologia ne esce indebolita o rafforzata? 

Laddove il dialogo interreligioso è praticato in maniera sincera, aperta e profonda la teologia cristiana si rafforza e si aggiorna. Ovviamente bisogna evitare due derive abbastanza insidiose. Da una parte c’è la deriva del sincretismo che oggi va anche di moda; una specie di patchwork religioso, talvolta addirittura abbastanza armonioso nei colori, ma poco utile per una profonda esperienza di fede. Dall’altra parte si cela il proselitismo che non dialoga realmente e cerca soltanto di convincere l’altra parte delle proprie ragioni e delle proprie verità che non sono mai la Verità. Dialogare con le altre fedi viventi aiuta a ridimensionare le posizioni teologiche che tuttora dividono la cristianità; percepiamo che tali posizioni sono pensieri puramente umani che non hanno nulla a che vedere con la fede profonda e genuina. Scopriamo anche che le altre comunità, come ad esempio i musulmani, vivono le stesse problematiche e impariamo a risolverle insieme.

domenica 17 gennaio 2021

Preghiera Ebraica della sera


PER LA QUIETE DELLA NOTTE


    Fa o Dio che ci corichiamo nella pace e che di nuovo

ci alziamo per la vita. 

Stendi su di noi il tempo della pace e guidaci mediante una tua parola. 


Aiutaci, per amore del tuo nome, 

proteggici e allontana da noi odio, malattia e violenza. 


Abbatti ogni minaccia davanti a noi e dietro di noi.

Nascondici all'ombra delle tue ali. 

Proteggi il nostro venire 

e il nostro andare nella pace e nella vita, 

ora e in eterno. Amen

                                        Preghiera ebraica della sera 


citazione da:

- Pregare  a cura di Fulvio Ferrario 

(collana Spiritualità 5), Claudiana, Torino, 2012, 21.

Che cercate? Domanda Gesù


La Fonte della Parola

Domenica 17 Gennaio 2021  - 2a DOPO L’EPIFANIA


Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,35-42


35 Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; 

36 e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!» 

37 I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. 

38 Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: 
«Che cercate?» Ed essi gli dissero: «Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), 
dove abiti?» 

39 Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava 
e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.

40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni 
e avevano seguito Gesù. 

41 Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» 
(che, tradotto, vuol dire Cristo); 

42 e lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; 
tu sarai chiamato Cefa» (che si traduce «Pietro»).




BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
                                                                                                               Maurizio Abbà

Che cercate?

Il cercare è una delle attività che c’impegna molto nel corso delle nostre giornate.
Dal cercare le cose che pensiamo smarrite a quelle che effettivamente non si riescono a trovare, 
finché a volte non ne stiamo cercando altre. 
Cerchiamo, cerchiamo le chiavi, gli occhiali, il cellulare ... 
Sono tanti gli oggetti di uso quotidiano costante che ci paiono sfuggire letteralmente di mano.
Vi è il cercare cui prestiamo forse poca attenzione o comunque meno di quella che s’imporrebbe, 
è la ricerca di ciò che conta davvero: il senso della vita.



" Chi è Dio? Chi, solo, merita di essere da noi invocato come potenza decisiva che dà senso?  
Chi offre una vita che valga la pena di essere vissuta nel tempo e nell’eternità? 
Quella voce che era giunta a Israele dall’alto, gli ascoltatori di Gesù di Nazareth la odono 
ora dal basso: l’eterno amore che muore per la nostra mancanza di amore, 
ma che proprio per questo la infrange — è Dio, ha una potenza più grande di tutti gli dèi. 
Fare affidamento su di lei e rischiare, ha un senso infinito; non dovremo pentircene in eterno. “

                                                                                       Helmut Gollwitzer



Giovanni (il IV Evangelo non lo chiama il Battista come invece i vangeli sinottici) è con due suoi discepoli e si sofferma fissando lo sguardo su Gesù. 
Sappiamo che in questo evangelo il ‘vedere’ ha diversi aspetti e sfumature. 
Li lascerà andare con Gesù, gesto di mitezza energica.

Concentrare lo sguardo su Gesù, ecco quale potrebbe essere un esercizio utile per la nostra fede, 
per irrobustirla. Per ossigenarla. 

Concentrarci su Gesù, il che significa concentrarsi sulla sua opera, sulle sue azioni, i suoi gesti, 
le sue parole. 

Per fare questo dobbiamo riscoprire la risorsa della preghiera. 

La preghiera: poche parole ma costanti nel cadenzare il ritmo del giorno, 
dal risveglio del mattino alla sera.






Giovanni Battista in Battesimo di Cristo di Piero della Francesca (particolare)
(1440-1460) dipinto a tempera su tavola  167x116 cm  National Gallery - Londra



Ecco l’agnello di Dio! Nella simbologia cristiana l’agnello, com’è noto, è uno dei simboli 
riferiti a Gesù, a Gesù crocifisso. 

Un simbolo che ci rinvia al cuore della fede cristiana. 

- La mitezza simbolica dell’agnello è da cercare e quindi da riscoprire soprattutto di questi tempi 
(in realtà in tutti i tempi).

Matthias Grünewald, la Crocifissione (particolare)
(1512-1516) olio su tavola  269x307 cm  Musée d’Unterlinden - Colmar


Che cercate? 
Nel libro della Genesi la prima domanda (per la precisione non la prima parola) che Dio 
rivolge ad Adamo è: «Dove sei?». 
Qui nell’Evangelo secondo Giovanni le prime parole di Gesù sono: Che cercate?  
È come se le rivolgesse...a noi: Che cercate? 

Dio pone domande, ci chiede dove siamo e cosa cerchiamo.
Ci chiede del nostro vivere. 

Ci chiede: se siamo ripiegati, con tutte le nostre motivazioni e giustificazioni che riteniamo 
sacrosante, sulle nostre ansie, sui nostri acciacchi o se abbiamo una scintilla di slancio 
vitale da regalare 
e, prima ancora, da regalarci per poter essere disponibili con gli altri. Per un nuovo inizio.

Rabbi ... dove abiti? Alla lettera: “dove rimani?”, colloquialmente lo diciamo anche noi: 
‘dove rimane il tal luogo... ?’,
qui, e sempre, l’importante è rimanere con Gesù.

Venite e vedrete Mettersi in cammino, fare esperienza di fede, senza scoraggiarci nelle difficoltà 
e nei dubbi che fanno parte della fede, fanno parte della vita. 
E poi saper riconoscere la fonte vitale che è Gesù Cristo che ci cambia la vita. 



" Nella storia della nostra fede, Gesù,
c’è sempre qualcuno che con la sua testimonianza,
rappresenta un motorino di avviamento.
Ma nulla accade se poi,
spinti dal desiderio di incontrarti
noi non ci mettiamo per strada,
proprio come i due discepoli
che decidono di seguirti. "

                              Roberto Laurita




«Venite e vedrete!»
Giovanni 1,39

disegno di Monique Bruant e Catherine Chion dalla rivista Signes d’Aujourd’hui, 
riportato da: Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee, 
524/2021, Editrice Queriniana Brescia, 2020, 98.



Era circa la decima ora Era intorno alle ore 4 del pomeriggio (la decima ora appunto, 
secondo il computo romano dell’epoca). 
Ci sono momenti che restano fissati nella memoria. 
Scolpiti precisamente, i bei momenti sono in uno scrigno che teniamo troppo chiuso, 
invece li si può trarre fuori e, per quanto possibile, 
almeno alcuni di essi si possono rivivere. 
Questi sono da cercare, allora forza!



Abbiamo trovato il Messia Gesù è il Cristo sarà la confessione di fede cristiana che è anche la nostra.
Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa» (che si traduce «Pietro»).
Dio ti cambia nome, 
Una fede piccola ma forte. Gesù ci vuole cambiare nome. (Genesi 32,27-28!),
perché tu possa essere davvero quello che sei chiamata ad essere: donne e uomini di fede.
Vuol dire uscire dalle solite etichette e dai soliti angusti schemi in cui ci siamo rinchiusi e dare un ritmo diverso ai nostri giorni, un senso diverso, pieno e vitale. 

Il senso della vita, il senso della fede da cercare e da trovare, per trovarSI.



                       Cristo barbuto, (IV secolo) immagine dipinta nelle catacombe di Domitilla - Roma



L’angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo


NIENTE DI STRANO 

Niente di strano, dice Dio, se la nostra storia è costellata di appuntamenti mancati. 

Mi aspettate nell’onnipotenza, ed Io vi aspetto nella fragilità delle nascite. 

Mi cercate nelle stelle del cielo, e vi incontro nei volti che popolano la terra. 

Mi classificate negli archivi delle idee ricevute, e vengo a voi nella freschezza del perdono. 

Mi volete come risposta, ed ecco io sono nel cuore delle vostre domande. 
                    
                                                                                                 Culto Vitrolles


citato in:
- Comitato Italiano per la CEVAA Comunità di Chiese in missione
Spalanca la Finestra 
raccolta di testi di fede, Raccolta e traduzione testi: Renato Coïsson
Stampato ma non pubblicato, Giugno 2000, 58.



Le citazioni sono tratte da:
- Helmut Gollwitzer, Interrogativi sul senso della vita
Traduzione di Saverio Merlo e Pino Assandri
Claudiana Editrice, Torino, 1982, 37.


- Roberto Laurita, laPreghiera, il testo integrale della preghiera in:
Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee
n. 494/2018, anno L, Editrice Queriniana, Brescia, 99.

giovedì 14 gennaio 2021

Ti prego: liberami dalle ansie

 

PREGHIERA EBRAICA DELLA SERA


    Dio mio, io sono in ansia per il futuro, per il mio e

quello del mondo.

    Ti prego: liberami dalle ansie, affinché possa riposare in pace

e, domani, compiere quanto ti aspetti da me.

    Tu vuoi avere l'ultima parola sulla mia vita e sulla

storia del mondo.

    A essa voglio affidarmi. Amen.



citazione da: 

- Pregare  a cura di Fulvio Ferrario 

(collana Spiritualità 5), Claudiana, Torino, 2012, 21.






mercoledì 13 gennaio 2021

La ricerca di Dio

 

HO CERCATO DIO


Ho cercato Dio con la mia lampada,

così luminosa 

che tutti me la invidiavano.


Ho cercato Dio fra gli astri.


Ho cercato Dio nelle più recondite 

tane dei topolini.


Ho cercato Dio nelle biblioteche.


Ho cercato Dio nelle università.


Ho cercato Dio con il telescopio

e con il microscopio...


Ho cercato tanto che alla fine

avevo dimenticato cosa cercassi.


Allora ho spento la mia lampada,

ho gettato via le mie chiavi

e mi sono messo a piangere...


E subito, allora,

la Sua luce ha brillato in me.

Angelus Silesius

lunedì 11 gennaio 2021

 


Fabrizio De André, un sogno che continua

 di Gian Mario Gillio                                                                       11 gennaio 2021


L’11 gennaio del 1999 ci lasciava Fabrizio De André

Nel 1961 usciva il primo 45 giri di Fabrizio De André. Fu l’inizio di una carriera che lo porterà ad essere uno dei cantautori più amati dal pubblico italiano.

«Al centro delle sue canzoni – ricorda Rai cultura – ci sono in genere emarginati, ribelli e prostitute. Anarchico individualista, musicista schivo e solitario, De André vivrà una vita, come la definisce lui stesso, “in direzione ostinata e contraria”».

Nel 2011 (dieci anni fa esatti e a distanza di anni dalla  scomparsa del cantautore e poeta) usciva un cd meraviglioso: Sogno N°1.

«Sogno» è davvero un titolo azzeccato.

Un lavoro discografico realizzato per la Sony Music enorme, poderoso, un «inganno» sonoro meraviglioso, prodotto utilizzando tracce canore dell’artista precedenti poi arrangiate per essere eseguite dalla London Symphony Orchestra diretta da Geoff Westley. Un lavoro che vede affiorare nella novità dell’operazione discografica anche due tracce, incise appositamente, eseguite da Franco Battiato e da Vinicio Capossela.

Nel libretto non ci sono spiegazioni, parole, narrazioni, che gradiremmo leggere per capire com’è nato questo sogno, progetto, ossia per farci raccontare quest’album meraviglioso, quest’artificio sonoro che non sembra tale…

Tutto, dunque, è lasciato al solo ascolto. Possiamo affermare che effettivamente non servono parole se non quelle di de André e la musica che con amore, perché di questo si tratta, le accompagnano.

Fabrizio De André canta insieme a un’orchestra meravigliosa e intreccia la sua voce calda e profonda negli interstizi sonori, nei pochi silenzi, regalando i suoi versi agli arrangiamenti di Geoff (produttore e arrangiatore), che con maestria culla le parole, esaltandone sia senso che il significato. Tutto è perfetto. Come se il sogno fosse avvenuto davvero in studio con Fabrizio.

L’insieme si fonde e si amalgama, si nutre, si alimenta.

La canzoni contenute nel cd sono: Preghiera in gennaio; Ho visto Nina volare; Hotel Supramonte; Valzer per un amore (con Vinicio Capossela); Tre madri; Laudate Hominem; Disamistade; Rimini; Anime salve (con Franco Battiato); Le nuvole.

In copertina si può osservare una Londra disegnata e stilizzata, che riflette se stessa (sul Tamigi) e dove emergono e si inabissano ruote panoramiche, monumenti, campanili (Big Ben), edifici.

I testi delle canzoni (in italiano e in inglese) e alcune foto rappresentative sono contenute in un prezioso libretto.

L’immagine su due pagine in apertura è di De André. Fabrizio è ritratto baciato dal sole e seduto su una scalinata di metallo con una mano posta sulla sua nuca come a proteggersi dai raggi del sole o come a dire «guarda un po’ cosa mi hanno combinato»; poi altre immagini (dopo i testi delle canzoni), quella del direttore d’orchestra «in preghiera» mentre ringrazia gli orchestrali, i musicisti in sessione di registrazione, le partiture e Dori Ghezzi intenta a supervisionare la fasi di registrazione e di editing negli studi  Air Studios e nel più famoso Abbey Road Studios.

Il cd è ancora disponibile. Buon ascolto.


tratto da: www.riforma.it



domenica 10 gennaio 2021

Dio è la mia salvezza e la mia gloria



Dio è la mia salvezza e la mia gloria; 

la mia forte rocca e il mio rifugio sono in Dio.

                                                      Salmi 62,7


Perciò, rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti; 

fate sentieri diritti per i vostri passi

                                                      Ebrei 12,12-13a



Lui è una roccia, un rifugio sicuro; coloro che si affidano

alla sua parola di verità e confidano in lui vedranno miracoli.

Questo egli ha detto e il mio cuore felice e impavido lo accoglie

e non si lascia intimorire.

                                                       Philipp Spitta



sabato 9 gennaio 2021

Una meditazione di Franco Barbero



Sono chiamato e sospinto dal tuo «vento» a gettarmi nella mischia,

a costruire fraternità, 

a resistere agli idoli,

a bestemmiare il potere che si fa adorare,

che s’infiltra nei cuori per sedurli e incantarli con il fascino del nulla,

travestito da macchina della felicità.

Grazie, o Signore, della forza

che regali a donne e uomini fragili come me.

                                                                   Franco Barbero


citazione da:
- Un Giorno Una Preghiera Preghiere per tutti i giorni e per tutti gli anni
a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia
Claudiana, Torino, 2016, 68.



venerdì 8 gennaio 2021

Serenità

Mio Signore e mio salvatore, mi sento sicuro fra le tue braccia.

Se tu mi custodisci, non ho nulla da temere

                                                                           John Henry Newman

giovedì 7 gennaio 2021

Sentire gioia e accoglienza

 

Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.

Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre;

prostratisi, lo adorarono (Matteo 2,10-11)

 

Trovando ciò che cercano, i Magi sentono il bisogno di adorare.

La vera adorazione non è un gesto esteriore, si compie  «in spirito e verità»,

suppone un impegno e un coinvolgimento radicale. 

L'adorazione comprende l'offerta di alcuni doni... I Magi offrono

al bambino ciò che possiedono, offrono sé stessi, con atteggiamento di rispetto,

ammirazione e silenzio. Adorare, scoprire la vicinanza e la bontà di Dio,

sentire gioia e accoglienza, riconoscere il mistero, sono atteggiamenti specifici 

di ogni credente.

                                        tratto da: Un Giorno Una Parola 2021, Claudiana, Torino, 49.

mercoledì 6 gennaio 2021

La santa Parola di Dio è la stella che ci guida

 Amato Iddio,

guidaci insieme ai Magi con la stella

della tua santa parola verso il tuo Figlio Gesù Cristo 

e preservaci da ogni tentazione per l’eternità.

Giungeremo così bene alla nostra patria, da cui siamo venuti, 

cioè Dio, da cui siamo stati creati,

e la fine si ricollegherà al principio come in un anello d’oro.

Per questo aiutaci o Dio, per Cristo, nostro Re e Sacerdote, in eterno.

                                                                 Martin Lutero


Morfologia e sintassi del Presepe

 

in copertina: Giotto, La Natività di Cristo(1303-1305), affresco, Cappella degli Scrovegni,  Padova.


IL PRESEPE

Fernando Lanzi - Gioia Lanzi

con un contributo di storia dell’arte di François Bœspflug e Emanuela Fogliadini 

Editoriale Jaca Book, Milano, Prima edizione italiana settembre 2000

Seconda edizione italiana novembre 2019, pp. 216;

nuovo sito internet dell'editrice: www.jacabook.org



Un libro dove religiosità, arte, storia, liturgia, si affiancano e a volte s'intrecciano con folklore.

La dimensione della fede è presente si potrebbe dire artigianalmente con creatività artistica.

L'apparato iconografico è ampio ed interessante nello stile dei libri d'arte 

dell'editrice Jaca Book.

Il libro è un punto di riferimento sulla storia, la 'morfologia e la sintassi' del presepio;

presentato nella sua articolazione molteplice sia sul versante culturale 

sia sul versante geografico.

" È come dire che ogni popolo si sente familiare di Gesù 

e consanguineo della Sacra Famiglia ",

citazione da pagina 147.


- L'universalità quando è accolta può essere 

un potente antidoto ai veleni degli egoismi razzisti!


Posso notare che la bellezza dei presepi la si raggiunge con la semplicità

dei materiali impiegati per realizzarli e il libro lo attesta.

Tra i materiali utilizzabili è invece da evitare l'avorio,

l'estinzione degli elefanti  (dalle cui zanne, com'è noto, si ricava l'avorio) 

non è ammissibile. Occorre una diversa sensibilità 

per l'ambiente e per i suoi abitanti, animali compresi.

 

   Ritengo poi personalmente che il presepe da parte protestante 

possa trovare spazio in una concentrazione cristologica,

come ausilio didattico in una pedagogia catechistica che riguarda ogni età della vita.

                                                                                                                   Maurizio Abbà


Epifania festa della manifestazione di Cristo

    

   "Nei primi tre secoli la cristianità  non conosceva, al di fuori di

Pasqua, nessun'altra festa annuale. Soltanto nel IV secolo si

incominciò, a Roma, a festeggiare il 25 dicembre come festa della

natività di Cristo. Un po' prima si era introdotto in Oriente, e in 

alcuni luoghi dell'Occidente, il 6 gennaio come festa della manifestazione

di Cristo (Epifania). Nello sviluppo successivo si evidenzia sempre più il

bisogno di dispiegare, storicizzandolo, l'evento della salvezza e di 

celebrare le singole stazioni della storia di Cristo in feste di volta in

volta particolari. È possibile, frattanto, riconoscere dei chiari

parallelismi con la strutturazione del ciclo pasquale: anche 

alla festa di Natale, oppure dell'Epifania, fu fatto precedere un tempo

proprio di preparazione (Avvento) con una propria settimana festiva

(Ottava) e un tempo di festa molto più ampio (Tempo natalizio). La

festa conclusiva del Tempo natalizio - in corrispondenza a Pentecoste -

è per tradizione la festa della Presentazione di Gesù al Tempio (Candelora)

il 2 febbraio. Anche la liturgia della notte di Natale evidenzia determinati

parallelismi con quella della Veglia pasquale.

    A differenza di Pasqua e Pentecoste, però, Natale ed Epifania non hanno

alcun aggancio col calendario delle feste ebraiche. Non seguono nemmeno,

come Pasqua, l'anno lunare, bensì l'anno solare; hanno quindi una data fissa

e spezzano il ritmo dei sette giorni, determinante per Pasqua, della Pasqua 

settimanale (la successione delle domeniche). Questo differente ancoraggio

al calendario dei due cicli festivi porta alle ben note difficoltà nella suddivisione

dell'anno liturgico nel suo complesso: ciclo pasquale e ciclo natalizio ogni anno

sono «spostati» in maniera nuova l'uno nei confronti dell'altro. "

                                                                                               Karl-Heinrich Bieritz

tratto da:

-   Karl-Heinrich Bieritz, Il Tempo e la Festa L’anno liturgico cristiano

Traduzione di Lydia Marinconz  

(collana “Dabar” Saggi teologici 25), 

Marietti 1820, Genova, 1996, 165-166;

edizione originale:

Das Kirchenjahr. Feste, Gedenk- und Feiertage in Geschichte und Gegenwart

C.H. Beck'sche Verlagsbuchhandlung (Oscar Beck), München 1994


            





martedì 5 gennaio 2021

Io voglio vivere di Dio

 

Dio, tu hai messo in me una scintilla della tua verità:

come un lampo ha abbagliato il mio essere;

la mia coscienza si è risvegliata alla tua luce.

E ora, in me c'è una gran sete.

La mia anima aspira all'incontro con te.

Più forte di un tam-tam di guerra,

il mio cuore batte per te.

Nel mio spirito ho costruito la tua capanna.

Io voglio conoscere Dio, sì, incontrarlo.

Io voglio vivere di Dio.

                                          Mamia Woungly-Massaga  

lunedì 4 gennaio 2021

Consigliare veramente è un'arte rara

 


I CONSIGLI

Non si dà nulla con tanta liberalità quanto i consigli ... 

Tutti abbiamo forza sufficiente per sopportare i mali altrui.


Realistico e graffiante come sempre il pensatore moralista parigino François duca di La Rochefoucauld (1613-1680), e ancora oggi attuale nonostante che le sue Massime morali siano state pubblicate nel 1664. 

Ne abbiamo scelte due tra le circa 500 dell’intera raccolta, coordinate tra loro dal filo tematico del rapporto con il prossimo. 

Il «consiglio» nella tradizione ebraico-cristiana è uno dei sette doni dello Spirito Santo. Spesso, però, si riduce a un atto poco costoso, ben diverso da una condivisione genuina e operosa. 

Il profeta Isaia per descrivere una situazione di crisi e di decadenza confessava: 

«Guardai e non c’era nessuno capace di consigliare, nessuno da interrogare per avere una risposta» (41,28).

In questa linea si colloca l’altra riflessione: come i consigli troppo scontati, la solidarietà «pelosa», cioè ipocrita, può essere dispensata a buon mercato agli altri. Se, però, un male ci colpisce personalmente, allora riusciamo a capire quanto suonino artificiose le parole e i gesti di circostanza degli altri.

                                                                                 Gianfranco Ravasi

il testo completo in:  
-  Gianfranco Ravasi, Breviario dei nostri giorni (Orizzonti), Mondadori, Milano, 2018, 12.

domenica 3 gennaio 2021

                                           DOMENICA 3 GENNAIO 2a DOPO NATALE

           Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,1-5

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 

Essa era nel principio con Dio. 

Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 

In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 

La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno sopraffatta.


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

La Parola madre


Maurizio Abbà

Iniziare bene,

allora lasciamo che sia Dio a iniziare la sua opera 

e a continuarla anche un po' attraverso di noi.

Non cadiamo nella trappola delle buone intenzioni per il nuovo anno 

che, immaginate (ma solo immaginate... a capodanno, poi, all'Epifania risultano già svanite...).


   - Iniziamo ad accogliere le parole che ci sono donate per raccontare la Sua Parola.

Il lezionario Un Giorno Una Parola 2021 (editrice Claudiana) è uno scrigno aperto,

con parole come dire... nutrienti! 

Parole che rinviano alla Parola madre dello scrigno Biblico. 

Per i primi tre giorni di questo nuovo anno sono offerte queste parole 

che ci raggiungono nella comunione della fede 

attraverso i secoli e nello spazio della fede condivisa,

una parola vitale per una fede luminosa,

uno spiraglio di Luce può aprire già alla Speranza.



Fate tutto il bene che potete con tutti i mezzi che potete, 

in tutti i modi che potete,

in tutti i luoghi che potete, tutte le volte che potete,

a tutti quelli che potete, sempre, finché potrete.

                                                                                                    John Wesley



Con il nuovo anno rinvigorisci la nostra fede; 

fa' che non ci venga mai sottratto l'antico fondamento della verità; 

rinnova il nostro cuore e la nostra mente 

e non lasciare che la chiara luce della Parola di Dio si spenga in noi.

                                                                  Henriette Katharina von Gersdorf




Dai poco se doni le tue ricchezze, ma se dai te stesso tu doni veramente.

Vi sono quelli che danno con gioia e la gioia è la loro ricompensa.

Nelle loro mani Dio parla e dietro i loro occhi egli sorride alla terra.

                                                                                                    Khalil Gibran