SENTIRSI AMATO
Hai ottenuto quello che volevi dalla vita? ... E cosa volevi?
Potermi dire amato, sentirmi amato ... È della tenerezza che mi importa.
Questo è il dono / che stamattina mi commuove
e sostiene. / Al pari di ogni mattina.
Quando si definisce la scrittura di Raymond Carver, autore statunitense morto nel 1988 a cinquant’anni, si è soliti ricorrere ad aggettivi come «lapidario, minimalista, asciutto» e simili. Effettivamente, la marginalità quotidiana che egli descrive, e che riflette la sua biografia di operaio precario, alcolizzato, malato, non sopporta un dettato enfatico o sontuoso. Eppure, spesso i sentimenti che affiorano nelle sue righe spezzate o quasi a singhiozzo sono potenti e autentici.
È il caso del piccolo brano che abbiamo ritagliato da due sue poesie presenti nella raccolta Blu oltremare. Esse evocano la storia breve di un amore forse frustrato, di una tenerezza sognata e non afferrata.
Ciò che rende luminosa una giornata quando ci si alza al mattino non è il sole sfolgorante, ma sapere che c’è una persona che ti ama, che pensa e vibra di dolcezza e passione per te. È questo il dono più grande.
È importante, però, aggiungere in contrappunto una nota complementare. Per essere amati è necessario amare.
«Ti amo perché ho bisogno di te» dice l’amore ancora egoista.
L’amore vero, invece, esclama: «Ho bisogno di te perché ti amo».
Gianfranco Ravasi
tratto da:
- Gianfranco Ravasi, Breviario dei nostri giorni (Orizzonti), Mondadori, Milano, 2018, 11.