mercoledì 6 gennaio 2021

Morfologia e sintassi del Presepe

 

in copertina: Giotto, La Natività di Cristo(1303-1305), affresco, Cappella degli Scrovegni,  Padova.


IL PRESEPE

Fernando Lanzi - Gioia Lanzi

con un contributo di storia dell’arte di François Bœspflug e Emanuela Fogliadini 

Editoriale Jaca Book, Milano, Prima edizione italiana settembre 2000

Seconda edizione italiana novembre 2019, pp. 216;

nuovo sito internet dell'editrice: www.jacabook.org



Un libro dove religiosità, arte, storia, liturgia, si affiancano e a volte s'intrecciano con folklore.

La dimensione della fede è presente si potrebbe dire artigianalmente con creatività artistica.

L'apparato iconografico è ampio ed interessante nello stile dei libri d'arte 

dell'editrice Jaca Book.

Il libro è un punto di riferimento sulla storia, la 'morfologia e la sintassi' del presepio;

presentato nella sua articolazione molteplice sia sul versante culturale 

sia sul versante geografico.

" È come dire che ogni popolo si sente familiare di Gesù 

e consanguineo della Sacra Famiglia ",

citazione da pagina 147.


- L'universalità quando è accolta può essere 

un potente antidoto ai veleni degli egoismi razzisti!


Posso notare che la bellezza dei presepi la si raggiunge con la semplicità

dei materiali impiegati per realizzarli e il libro lo attesta.

Tra i materiali utilizzabili è invece da evitare l'avorio,

l'estinzione degli elefanti  (dalle cui zanne, com'è noto, si ricava l'avorio) 

non è ammissibile. Occorre una diversa sensibilità 

per l'ambiente e per i suoi abitanti, animali compresi.

 

   Ritengo poi personalmente che il presepe da parte protestante 

possa trovare spazio in una concentrazione cristologica,

come ausilio didattico in una pedagogia catechistica che riguarda ogni età della vita.

                                                                                                                   Maurizio Abbà


di seguito alcuni scampoli di citazioni dal libro:


"La pasta di pane è uno dei materiali prediletti, anche per la facile analogia con Betlemme casa del pane e Gesù pane di vita. Può essere lavorata semplicemente da bambini, oppure in modo raffinato e artistico da fornai provetti, fino a dar luogo a vere e proprie sculture e a presepi di grandi dimensioni. "

citazione da pagina 87.


" ANTROPOLOGIA E ICONOGRAFIA

LE FIGURE E IL LORO VALORE SIMBOLICO

Il presepe rappresenta la prima parusia di Cristo, e l’accoglienza che ebbe – o non ebbe – dai suoi contemporanei, che divennero in tal modo paradigmatici degli uomini di ogni tempo.

La scena presepiale, prima di comparire in relazione alla festa del Natale di Gesù, compare nelle catacombe e sui portali delle cattedrali, sovente inserita in un ciclo iconografico che ripercorre la storia della salvezza: qui aveva il compito di annunciare l’universalità della salvezza, cioè il fondamentale messaggio che la salvezza era per tutti quanti, senza esclusione di alcuno, entrassero nella chiesa, di cui l’edificio ecclesiale è immagine e metafora. Tali immagini sono comunque tra le fonti dell’iconografia delle diverse rappresentazioni della natività e dei presepi propriamente detti.

La scena presepiale presenta un nucleo portante, costituito dalla Sacra Famiglia accompagnata dall’asino e dal bue e/o dai Magi e dai pastori.

Se c’è ambientazione, il nucleo di questa è dato dalla grotta (o dalla capanna), cui fa da contorno un paesaggio più o meno ampio. Alle figure del nucleo se ne aggiungono poi altre, secondo l’ampiezza del presepe "

citazione da pagina 111.






Gli autori porgono i loro

Ringraziamenti

Quest’opera è il risultato di un lungo dialogo tra gli autori e gli artisti del presepe. 

I nomi di artisti e collezionisti che hanno messo le loro opere e/o collezioni sono tutti deducibili dalle didascalie delle immagini. Ringraziamo dunque Leonardo Bozzetti, Luciano Conti, Ivan Dimitrov, Franca Maria Fiorini, Giuliana Guasti, Luigi E. Mattei, e tutti i presepisti della Diocesi di Bologna; il Museo Davia Bargellini, l’Istituto Gualandi, fra’ Giangabriele Chierici di Bologna, padre Francesco Colajanni di Milano Marittima; Angelo Donati di Lugagnano d’Arda e, soprattutto, Carlo Mambelli e l’avsi di Cesena.

Non avremmo poi potuto vedere la bellezza e il senso dei presepi senza gli amici che da decenni accompagnano il nostro lavoro e, soprattutto, senza i canti natalizi del gruppo di ricerca musicale
“La Contrada” di Milano.