La Fonte della Parola
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Domenica 31 Gennaio 2021 - 4a DOPO L’EPIFANIA
Deuteronomio 18,15-20 Salmi 95,1-2.6-9 I Corinzi 7,32-35
Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,21-28
21 Vennero a Capernaum; e subito, il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga, insegnava.
22 Essi si stupivano del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità
e non come gli scribi.
23 In quel momento si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare:
24 «Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione?
Io so chi sei: il Santo di Dio!»
25 Gesù lo sgridò, dicendo: «Sta' zitto ed esci da costui!»
26 E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
27 E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro: «Che cos'è mai questo? È un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!»
28 La sua fama si divulgò subito dappertutto, nella circostante regione della Galilea.
MEDITAZIONE a cura del pastore Maurizio Abbà
La predicazione autorevole di Gesù
Nell’evangelo di Marco, Gesù fa la sua comparsa coram publico con un insegnamento autorevole non disgiunto dall’attività taumaturgica e di liberazione.
(su questo si può vedere: Christian Strecker, Potente in parole e opere (Esorcismo a Cafarnao) Mc 1,21-28, in: R. Zimmermann (ed.), Compendio dei Miracoli del Nuovo Testamento, Edizione italiana a cura di Flavio Dalla Vecchia, Editrice Queriniana, Brescia, 2018, 292-304).
Con questo brano inizia quella che i commentatori definiscono “una movimentata giornata in Cafarnao”, per Gesù (Marco 1,21- 45!):
• guarigione di una persona afflitta da uno spirito impuro;
• guarigione di una donna, la suocera di Simone, dalla febbre;
• alla sera guarisce diverse persone malate e scaccia molti demòni.
Effettivamente la potente opera terapeutica di Gesù si esprime continuamente e in diverse situazioni; come la lettura della pericope, nella sua ampiezza, attesta.
Cafàrnao antico sito che significa «villaggio di Naum» - «villaggio del conforto», località ubicata sulla riva nord-ovest del Lago di Genezaret.
Gesù inizia la sua attività di sostegno e conforto proprio qui, programmaticamente, dal «villaggio del conforto»!
Il brano inizia con l’espressione: Vennero a Capernaum (Cafàrnao), altra traduzione possibile (cambia il tempo verbale): entrano in Cafarnao; ciò che resta invariata è l’annotazione, segnalata dai biblisti:
da questo momento il racconto dell’Evangelo è al plurale.
Gesù ha chiamato i suoi primi quattro discepoli che saranno apostoli (Marco 1,16-20).
Alle molteplici forze dissolutrici del male che si oppongono a Gesù Cristo evangelo vivente - infatti l’uomo, che è uno solo, dice: “Che c’è fra noi e te?”-.
Ecco l’insegnamento che riceviamo per la nostra attualità: la Buona Notizia deve anch’essa attrezzarsi come molteplice per opporsi ad un male che si presenta vasto e diversificato.
Gesù proveniente da Nazaret aveva preso dimora a Cafàrnao, («E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali,», Matteo 4,13).
Luogo dell’episodio è la sinagoga dove Gesù, in quanto ebreo, si recava per l’ascolto e la lettura delle Scritture.
Sinagoga è termine di origine greca (designa un «raduno», «conduco insieme», per estensione può essere il ‘raduno’ di una congregazione di fedeli. Per inciso: il termine chiesa ha un significato simile, deriva da un verbo greco che si traduce con chiamo fuori «convoco per una riunione», per i cristiani la convocazione è divenuta poi ‘riunione’, ‘assemblea’ aggregata il culto, la chiesa).
v. 24: Io so chi sei: il Santo di Dio! Lo spirito impuro passa dal plurale al singolare. La sua è la prima affermazione cristologica, certo da parte avversa.
Gesù gl’intima di tacere e di uscire dalla persona che tiene prigioniera.
Il tacere riguarda quello che sarà poi definito nel linguaggio tecnico teologico il “segreto messianico”.
Possiamo forse, in una sorta di filigrana dell’ascolto, udire un’invocazione d’aiuto da parte di questa creatura sofferente che sa appunto chi ha di fronte: il Santo di Dio e spera di essere liberata dalla sofferenza che l’opprime.
IL SEGRETO MESSIANICO
«Segreto messianico» definizione che non si trova negli scritti biblici ma la si ritrova nella storia dell’interpretazione del racconto evangelico di Marco.
È stata coniata da William Wrede (das Messiasgeheimnis), è il titolo del suo studio considerato di fondamentale importanza sul Vangelo di Marco, nel 1901.
(Esiste una traduzione italiana: William Wrede, Il segreto messianico nei vangeli, traduttore V. Fusco, D’Auria editore, Napoli, 1996).
Si tratta di una tesi interpretativa per spiegare il motivo per cui, nel vangelo di Marco, Gesù impone ai demoni, ordina ai discepoli ed esorta alcuni malati da lui guariti, di non svelare anzitempo la sua identità messianica.
(Su questo si può vedere l’excursus: Il Segreto Messianico, in: Adela Yarbro Collins, Marco I, Edizione italiana a cura di Donatella Zoroddu, Paideia, Claudiana, Torino, 2018, 305-309).
Inoltre una dimensione di riservatezza dell’insegnamento di Gesù sulla didattica delle parabole ed una incomprensione di fondo degli apostoli intersecano e dilatano questa tematica.
Lo Spirito Santo di Dio che è spirito di vita fronteggia gli spiriti impuri mortiferi.
La creatura ed il suo cuore sono terreno di scontro tra queste forze, il biblista Klaus Berger rinvia alle parole di una benedizione, di epoca medievale, che riguarda questo testo:
«Il Dio Emanuele, per diventare visibile a noi uomini, si incarnò come Verbo e volle abitare fra di noi. Faccia egli di voi una degna dimora per lo Spirito Santo, affinché, come in qualità di creatore sta di fronte a voi, così rimanga anche nell’intimo del vostro cuore»,
(Bischöfl. Segens- gebete 694a),
Citato da:
-Klaus Berger, Commentario al Nuovo Testamento I. Vangeli e Atti degli apostoli, Edizione italiana a cura di Flavio Dalla Vecchia, Editrice Queriniana, Brescia, 2014, 172.
A un uomo con uno spirito immondo che gli fa dire: “Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno?”.
Alla lettera andrebbe tradotto con: “Cosa a noi e a te Gesù Nazareno?”
È una tentazione.
Le tentazioni, infatti, non erano finite nel deserto (Marco 1,13), lì Gesù era in compagnia degli animali selvatici e supportato dagli angeli.
Una tentazione anche qui che assume i tratti di una richiesta esplicita di spartizione “Cosa a noi e a te Gesù Nazareno?”
(una spartizione di potere per il dominio sulle coscienze e sulle vite delle persone).
Didattica delle letture bibliche a corredo
-Il passo tratto dal libro del Deuteronomio evidenzia la forza della parola profetica. Profezia verace, il che vuol dire parola che legge il presente sulla scorta della memoria dell’azione di Dio nella storia e che scruta nelle feritoie del presente il delinearsi di orizzonti futuri.
Parola veritiera cui prestare ascolto.
-Il salmista invita all’adorazione, anche qui l’autenticità è dimensione necessaria, imprescindibile, da ricercare strenuamente per adorare Dio.
Le tentazioni che, viceversa, invitano alla distorsione e ad adorare ciò che non è il Dio vivente contrastano continuamente il cammino della fede.
-L’apostolo Paolo nella I Corinzi invita gli uomini e le donne a dedicarsi a Dio senza distrazioni. L’insegnamento che riceviamo è di essere concentrati su Dio. Possiamo notare che proprio per questo, non in alternativa!, il compito della cura nella quotidianità richiede cura e premure nelle relazioni che non distolgono, di per sé, dalla consacrazione a Dio.
Che dire? Ancora una volta come insegnano i maestri della fede:
noi riceviamo l’Evangelo da coloro ai quali lo annunciamo.
Dentro la sinagoga: dentro il luogo di culto, all’adunanza dei credenti, l’assemblea di fede non è un aggregato, accidentale e occasionale, ma è com-unità dove la sofferenza può essere affrontata con le risposte appropriate.
Ai nostri giorni la fede sa umilmente accompagnare, là dove si rende necessario, alla dimensione della psicoterapia, anche questo fa parte della pluralità di forze in campo per il nostro ben-essere fisico e psichico.
Fuori dalla sinagoga: lo spirito impuro dell’antisemitismo non smette mai di minacciare presentandosi come tentazione.
Sì, tentazione di trovare persone e situazioni (gli ebrei) su cui riversare responsabilità e colpe di tutto e di qualsiasi cosa. Tentazione tremenda e terribile, è accaduto perciò può accadere ancora.
Il veleno dell’antisemitismo fa troppo comodo al Potere che vuole farcelo ingurgitare facendoci credere che la risoluzione dei nostri problemi sia nella diffusione di questo veleno e le sue grida antisemite paiono non spegnersi mai.
L’antidoto a questo veleno dev’essere la forza liberante di una presa di coscienza che, senza se e senza ma, rifiuta le tragiche scorciatoie in cui ci fanno precipitare antisemitismi e razzismi.
Antisemitismi e razzismi devono uscire dalla società.
Eugen Drewermann:
Quando il Nuovo Testamento parla di demoni, noi crediamo di sapere che cosa significhi questa parola, mettendo al suo posto il termine dogmatico di 'diavolo'. Ma in questo modo non si capisce granché, e quindi forse è bene prima di tutto lasciar agire su di noi la manifestazione della malattia di quest'uomo nella sinagoga di Cafarnao. Allora comprenderemo più in profondità quale potere può avere il male nel cuore umano e, viceversa, quale potere dovrebbe avere la religione di ricondurre l'uomo a Dio.
[...]
«Che cosa significa questo?» si chiede la gente nella sinagoga di Cafarnao. Il vangelo di Marco pensa che abbia avuto inizio un tempo nuovo, né più né meno, che abbia avuto inizio una nuova epoca nella quale gli esseri umani sanno in modo definitivo di non appartenere a nessun altro se non a Dio solo. Se voi chiedete quindi: «Che cos'è il diavolo e che cos'è diabolico?», dovremo dire così: tutto ciò che, a seguito della paura, fa attaccare le persone a dei fuscelli all'intorno e le abbandona in balia di poteri che non sono Dio. Si segue allora una logica contraria a quella della creazione, si viene trascinati in un processo di distruzione sempre più profonda.
Bisogna scegliere fra Dio, che ci vuole come persone, e un potere che in certo qual modo esiste soltanto nel collettivo, che consiste nello sfilacciare la personalità dell'individuo fino a renderlo irriconoscibile, fino a distruggerlo, fino a raggiungere il fatto sconvolgente che un essere umano comincia a credere e a dire: «Sono troppo impuro per vivere». Allora forse si tocca nel modo più profondo il mistero del demonio: un potere che vuole solo essere completamente puro, che vuole tutto affatto buono, affatto perfetto, cristallino, e che alla fine non si lascia dietro nient’altro che la distruzione, dissoluzione e odio di sé.
Fra l’infinita tolleranza di Dio, la sua bontà e la sua pazienza ad accompagnare questa creazione, passo per passo, e la volontà antitetica di volere un mondo puro, chiaramente ordinato, governato in modo rettilineo, è fra questi due spiriti che bisogna scegliere. »
-Eugen Drewermann, E imponeva loro le mani Prediche sui miracoli di Gesù, a cura di Bernd Marz, traduzione di Annapaola Laldi, Editrice Queriniana, Brescia, 2000, 116-117; 122-123.
L’angolo della Preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo
Gesù con i tuoi discepoli sei sulla via,
tu sei la Via, la Verità e la Vita.
L’evangelo mette in movimento e non ci lascia soli.
Siamo con Te e con altre persone nel discepolato.
Gesù, sei entrato nella sinagoga luogo di ascolto e di lettura delle Scritture.
Con te la teologia diventa pratica,
la Parola che libera e guarisce ci raggiunge
e tutto ciò è da raccontare.
Maurizio Abbà