sabato 30 aprile 2022

Movimento e modalità della preghiera

 

Credere e pregare


La fede ci aiuta a vivere, perché in modo inesauribile dà significato

alla vita; 

e d'altra parte aggrava e complica la nostra vita, 

perché è missione e sequela.

Il credente sperimenta la certezza volgendosi, 

con un movimento sempre rinnovato, 

alla parola di colui che lo chiama.

Questo movimento si compie in tre modi:

la preghiera che chiede, 

la preghiera che ringrazia,

la preghiera adorante.

                                                                        Helmut Gollwitzer



I testi sono tratti da: 

- Helmut Gollwitzer

Liberazione e Solidarietà Introduzione alla Teologia Evangelica

Traduzione di Gino Conte

(nuovi studi teologici/Sola Scriptura 12), Claudiana Editrice, Torino, 1986.

Per cercare la convivenza solidale


Il diritto e la pace, compito dei discepoli in mezzo alle lotte

di questo mondo. A proposito della tesi V di Barmen


All'interno della situazione di questo mondo "vecchio", i discepoli 

di Gesù s'impegnano affinché il diritto sia regolato in modo da dare 

«a ciascuno il suo» e quindi pure affinché a ciascuno sia garantito il

diritto di usare la propria libertà entro i limiti della comunità.

Proporsi il fine della cogestione e della cooperazione di tutti comporta

che venga sottoposto a vaglio critico il nostro ordinamento sociale attuale,

in vista di un ordinamento migliore, egualitario.


                                                                                         Helmut Gollwitzer

La responsabilità del discepolato

 

Il discepolato in mezzo alle lotte di questo mondo


Essere perdonati vuol dire ricevere una nuova missione nel mondo, 

che è però il mondo delle lotte di idee e d'interessi.

I discepoli di Gesù non possono sottrarsi alla responsabilità di cooperare

all'ordine di questo mondo, con tutti i suoi condizionamenti. Ma così facendo

saranno coinvolti in queste lotte, 

all'interno delle quali la questione centrale è quella del potere politico.

Come riuscire?

Come accordare questa responsabilità e la loro vita nuova?

                                                                                                 

                                                                                                 Helmut Gollwitzer

venerdì 29 aprile 2022

Ringraziare nella grazia di Dio

 

Grazia e ringraziamento


«Regno di Dio» vuol dire presenza della grazia 

e della promessa della vittoria della grazia.

La grazia di Dio sembra contrapporsi alla libertà dell’uomo.

Rettamente intesa, però, è l’atto che ci rende liberi affinché siamo attivi.

La libertà nella quale ci immette la grazia, è la libertà di ringraziare. 

Ringraziare per la grazia vuol dire cooperare al fine del disegno salvifico di Dio.

                                                                                        

                                                                                        Helmut Gollwitzer


Il Regno di Dio al cuore dell'Evangelo


Il regno di Dio


Al cuore dell'Evangelo, e quindi della fede cristiana vi è l'annuncio del regno di Dio.

L'espressione indica l'affermarsi 

della volontà benigna di Dio, contro ogni resistenza.

La volontà di Dio è che l'uomo abbia una vita buona, 

già nella provvisorietà dell'esistenza attuale, 

fin d'ora nella prospettiva del compimento avvenire.

                                                                                                   Helmut Gollwitzer



Due diverse comunità di Dio unite nella persona dell'ebreo Gesù


Cristianesimo ed ebraismo


Ebraismo e cristianesimo sembrano due religioni diverse.

Se però prendiamo sul serio il Nuovo Testamento, 

allora la chiesa e Israele 

sono in rapporto fra loro come due diverse comunità di Dio, 

unite nella persona dell'ebreo Gesù di Nazaret.

In contrasto con la tradizione antigiudaica delle chiese cristiane, 

prendere coscienza di questa reciproca appartenenza, del significato

e della portata che essa ha, costituisce oggi un compito essenziale.


                                                                              Helmut Gollwitzer

Alla ricerca della chiesa


La storia della chiesa: alla ricerca della chiesa


La chiesa è la comunione di coloro che l'Evangelo ha fatto diventare i soggetti 

di una vita nuova.

Essi sono, al tempo stesso, uomini vecchi e nuovi.

Singoli e comunità, sono quindi il campo di battaglia 

sul quale la vita nuova attacca quella vecchia. 

La storia della chiesa è la storia delle vittorie e delle sconfitte 

di queste due forme di vita. 

Il Signore della vita nuova, Gesù Cristo, 

è conforto e speranza di fronte a tutte le sconfitte.


                                                                                                 Helmut Gollwitzer


giovedì 28 aprile 2022

Dio può valersi degli uomini

 

Dio


«Dio» è un vocabolo universale. 

Colui al quale la Bibbia attribuisce questo titolo, 

è altro dagli dèi delle religioni e dal dio metafisico. 

Ciò che la Bibbia dice di Dio è però vicino a questi altri due usi del vocabolo «Dio». 

Se li distinguiamo, lo facciamo per evitare di confonderli, e per chiarire:

1) che questo Dio assicura all’uomo il rapporto con lui, e

2) che questo Dio può valersi degli uomini, averne bisogno.

                                                                                                          Helmut Gollwitzer


mercoledì 27 aprile 2022

Gesù Cristo al centro della fede e della teologia

 

Gesù Cristo


Al centro della fede cristiana e quindi anche della riflessione teologica

c’è il fatto di Cristo, con le asserzioni straordinarie che gli scritti neotestamentari

hanno fatto riguardo alla sua portata universale. 

Bisogna prendere sul serio tanto l’umanità di Gesù, 

la sua umanità specifica di ebreo, quanto il carattere

incomparabile di queste dichiarazioni di valore, 

incentrate sul «per noi» del Nuovo Testamento. 

Questo «per noi» afferma che l’Iddio eterno si autoidentifica 

con quell’uomo concreto

per salvare la sua umanità, 

per realizzare il regno di Dio.


                                                                            Helmut Gollwitzer


Il valore della Bibbia


La Bibbia


La Bibbia: per quale ragione è importante, anzi indispensabile per la fede cristiana

e quindi anche per la teologia?

La scienza moderna ha reso insostenibili le idee antiche circa l'affidabilità storica

e l'unità della Bibbia. 

Al tempo stesso, 

però, è evidente che questo non ha diminuito affatto il valore della Bibbia. 

Tenendo presente questo duplice aspetto, 

possiamo esaminare

in che modo la teologia si confronta con la Bibbia, oggi.

                                                                                        Helmut Gollwitzer


Sollecitati a fare teologia critica


Teoria e prassi, problema per la teologia odierna


Il costituirsi della teologia in scienza universitaria è un fenomeno

della società nella quale il lavoro è sempre più parcellizzato.

La divisione del lavoro è però collegata, in quesa società, 

con determinati privilegi sociali.

Se i teologi fanno parte di un gruppo privilegiato della società,

la cosa ha riflessi negativi sul loro lavoro.

Perciò per noi sono importanti altre forme di teologia, 

come quelle che sorgono in particolare nelle zone dolenti 

del nostro mondo attuale. 

Esse ci sollecitano a fare noi pure teologia 

in modo tale che questa reagisca al predominio degli esperti e ai privilegi sociali.


                                                          Helmut Gollwitzer

martedì 26 aprile 2022

La teologia protestante è anche una scienza universitaria


Libertà e vincoli della teologia


La teologia protestante è anche una scienza universitaria.

Ma può esserlo?

Può essere una scienza libera, critica, 

vincolata unicamente alla ricerca della verità,

e al tempo stesso una scienza 

al servizio della fede e della predicazione della chiesa?

Il problema è esaminato affrontando 

anzitutto il rapporto fra la teologia e la filosofia e le scienze specialistiche,

poi il rapporto fra la teologia e la chiesa

e il compito di cui quest'ultima è investita.

Ne risulta che la teologia è esempio tipico di una scienza di ricerca;

solo così può rendere alla chiesa un retto servizio.

Ed ecco perché il pensiero teologico vive 

in una dialettica di libertà e di vincolamento.


                                                                                       Helmut Gollwitzer


I testi seguenti di Helmut Gollwitzer sono tratti da: 

- Helmut Gollwitzer

Liberazione e Solidarietà Introduzione alla Teologia Evangelica

Traduzione di Gino Conte

(nuovi studi teologici/Sola Scriptura 12), Claudiana Editrice, Torino, 1986.



lunedì 25 aprile 2022

Gesù Cristo


Qual è il rapporto tra il Gesù storico e il Cristo della fede?

Lo stesso doppio nome Gesù Cristo fissa una situazione che dobbiamo esaminare.

Gesù: l'uomo che ad un dipresso duemila anni fa visse in Palestina;

e Cristo: titolo onorifico con il quale la fede lo riconosce attuale signore e salvatore.

Dunque non un vero e proprio doppio nome, 

ma la forma originaria della professione di fede cristiana: Gesù il Cristo.


                                                                            Gerhard Ebeling

venerdì 22 aprile 2022


«Risvègliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce»

Efesini 5,14


il commento del teologo valdese Bruno Rostagno:

“Risvegliati, scuotiti dal sonno, prendi coscienza. Coscienza di cosa? Del fatto che sei una persona liberata da Cristo, non più dominata dall’intreccio soffocante creato dalla voglia di prevalere, dall’invidia, dalla diffidenza. Coscienza delle cose che si possono fare al seguito di Gesù».

«Risorgi dai morti». Non sei immobilizzato, impotente. Puoi metterti in movimento. Puoi trovare altre persone che si muovono come te, spinte dalla risurrezione di Cristo a lodare Dio a cercare il bene delle creature.

«Cristo ti inonderà di luce». Conoscerai la bellezza della comunione. Quando scopriamo di poter accettare gli altri e di essere accettati da loro, Cristo ci inonda di luce. Quando abbiamo la gioia di lavorare insieme, Cristo ci inonda di luce. Quando torna la fiducia e l’affetto, dopo un litigio o un’incomprensione, Cristo ci inonda di luce.   

    La comunione di Cristo dà una forza inesauribile. Vediamo i problemi, ci vengono idee, entriamo in azione, riusciamo, sbagliamo, ci riprendiamo, ma al di sotto, al disopra, attorno a tutto questo c’è Lui, con il suo perdono, con la sua vita, con il suo «Non temere!». 

Questa è la luce. Questa è l’azione luminosa di Gesù, il Cristo risorto."


tratto da:

-Bruno Rostagno, Dio incontra, ama, unisce Introduzione alla fede evangelica

Editrice Claudiana, Torino, 2021, 49.

Foto in copertina: DANIEL LONN su Unsplash

giovedì 21 aprile 2022

L'energia del racconto nel chassidismo

La forza del narrare – una storia chassidica

Quando il gran Rabbi Israel Baal Shem-Tov avvertiva l’incombere di una qualche sciagura sul popolo ebreo, aveva l’abitudine di andare a riflettere in un punto della foresta; là, accendeva il fuoco, recitava una certa preghiera e il miracolo si compiva: la sciagura si allontanava.

Più tardi, quando il suo discepolo, il famoso Magid di Mezeritsch [rabbi Dov Ber “Maggid di Mezeritsch, 1704-1772] doveva intercedere presso il cielo per le stesse ragioni, si recava nello stesso punto della foresta e diceva: 

«Signore dell’universo, porgi l’orecchio. Non so come accendere il fuoco, ma sono ancora capace di recitare la preghiera». E il miracolo si compiva.

Successivamente, anche il Rabbi Moshe-Leib di Sassov [1745-1807], per salvare il suo popolo, andava nella foresta e diceva:

«Non so come accendere il fuoco, non conosco la preghiera, ma posso ancora rintracciare il luogo e questo dovrebbe bastare». Infatti bastava: anche in quel caso, il miracolo si compiva.

Poi toccò al Rabbi Israel di Rizsin [1796-1850] allontanare la minaccia. Seduto nella sua poltrona, si prendeva la testa fra le mani e diceva a Dio: 

«Non sono capace di accendere il fuoco, non conosco la preghiera, non sono neppure in grado di ritrovare il posto nella foresta. Tutto quello che so fare è raccontare questa storia. Dovrebbe bastare». E bastava.


tratto da:

- Elie Wiesel, Le porte della foresta, traduzione di Laura Guarino, Tea, Milano, 1994,

citato in: Ebraismo Guida per non ebrei 

edizione italiana a cura di Daniele Garrone, Claudiana Editrice, Torino 2019, 38.


mercoledì 20 aprile 2022

Gesù parola vivente per la fede

Gesù dice: 

«Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; 

se uno mangia di questo pane vivrà in eterno» 

Giovanni 6,51a

martedì 19 aprile 2022

O come Orto

 


Milano, l’orto metodista è il più votato

 

Vince il concorso indetto dal Comune, “Premia il tuo verde”, con il numero più alto di preferenze

 

Allinizio del 2016, con un progetto finanziato dallotto per mille valdese e il contributo dellOpera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (Opcemi), la chiesa metodista di Milano ha avviato sul proprio tetto un interessante esperimento di orto-giardino urbano, concretizzando unidea che era “in gestazione” già da alcuni anni (ne avevamo parlato qui). 

Nel tempo questo spazio è diventato luogo di educazione ambientale per grandi e piccoli, ma anche risorsa alimentare, e infine prezioso luogo di incontro, in tempi in cui la pandemia impediva di usare gli spazi al chiuso: per un certo periodo, infatti, non è stato possibile fare il culto nel tempio, anche per la sua collocazione nel seminterrato dello stabile.

Pochi giorni fa l’orto urbano metodista è risultato il più votato, con 873 preferenze, nel concorso Premia il tuo verde”, indetto dal Comune di Milano insieme a Clever, azienda specializzata nella creazione e manutenzione di pareti e tetti verdi. Si poteva votare sul sito premiailtuoverde.it fino al 14 aprile, e dei diciotto candidati il progetto di via Porro Lambertenghi è risultato il più apprezzato, complice anche il passaparola effettuato tra le chiese.

Come raccontava Giulietta Mazzotta, responsabile dellorto e tra le prime animatrici delliniziativa, (qui l’intervista integrale su Radio Beckwith evangelica), «avuta notizia dalle comunicazioni (chat e newsletter) del Comune, mi sono informata sui requisiti necessari per partecipare, che erano molto semplici: così ci siamo candidati», anche nella speranza di ottenere il premio economico finalizzato alla manutenzione dell’orto stesso, di cui (notava Mazzotta) c’è sempre bisogno. 

Le speranze non sono andate deluse e questo spazio, curato e condiviso dai membri della comunità, da simpatizzanti, dai ragazzi della scuola di italiano che utilizza i locali della chiesa metodista, seguiti dalla Diaconia valdese, nonché dagli abitanti del palazzo, potrà avere risorse per migliorare sempre di più il proprio servizio anche “ecologico” nel quartiere.

La presenza dellorto infatti rallenta il deflusso dellacqua piovana verso la rete fognaria, trattenendo una risorsa preziosa che poi viene distribuita con un sistema di irrigazione automatico goccia a goccia”, e i bancali in legno costituiscono la struttura sia per camminare sia per contenere le piante e i fiori, che vengono rinnovati a seconda delle stagioni. Vengono privilegiate piante locali, erbe aromatiche, spiegava Mazzotta, «e con un po’ di difficoltà stiamo facendo dei tentativi anche con orzo e frumento». 

Inoltre, questo orto sul tetto” fa parte della rete di chiese evangeliche che hanno aderito al progetto dei corridoi ecologici per insetti impollinatori” promosso dalla Commissione Globalizzazione e Ambiente della Fcei. Vengono quindi scelte piante che attraggono api, farfalle e piccoli uccelli, a cui possono fornire nutrimento e rifugio allinterno di un contesto urbano di solito poco adatto a loro. 


tratto da: www.riforma.it 

19 aprile 2022

domenica 17 aprile 2022

Le ali della Pace volano ancora

 

disegno di MARIJA PRYMAČENKO

pittura popolare ucraina

venerdì 15 aprile 2022

Käsemann meditando sul Venerdì Santo


L’Iddio di Gesù e della croce crea mettendo le mani nel nulla,

fa risorgere conducendo attraverso le tombe, e le sue grandi gesta

ovunque avvengano, sono ignorate, spregiate, bestemmiate e non credute.

Egli si contrappone all’uomo che progetta senza sosta il suo cielo

e si fabbrica l’inferno, 

che sempre dimentica se stesso mentre cerca di innalzarsi al di sopra di sé, 

e che pure nella sua religione presuppone l’assenza di Dio, 

perché non sa che occuparsi sempre e solo di se stesso.

                                                                                               Ernst Käsemann


giovedì 14 aprile 2022

Bonhoeffer sulla responsabilità


La responsabilità è, nel legame con Dio e con il prossimo,

l'unica libertà concessa all'umanità.

                                                                Dietrich Bonhoeffer

sabato 9 aprile 2022

Bonhoeffer, Saldezza e Responsabilità

 


Fulvio Ferrario

BONHOEFFER

Carocci editore, Roma, 2014, 1a ristampa 2016, Pagine 263


“Chi resta saldo? Solo colui che non ha come criterio ultimo la propria ragione, il proprio principio, la propria coscienza, la propria libertà, la propria virtù, ma che è pronto a sacrificare tutto questo quando sia chiamato all’azione ubbidiente e responsabile, nella fede e nel vincolo esclusivo a Dio: l’uomo responsabile, la cui vita non vuol essere altro che una risposta alla domanda e alla chiamata di Dio. Dove sono questi uomini responsabili?”


venerdì 8 aprile 2022

Musica a Pavia per iniziativa umanitaria

 


giovedì 7 aprile 2022

Concerto a Pavia


La Chiesa Valdese di Pavia, invita al concerto gratuito che si terrà sabato 9 aprile alle ore 20.45 presso la Sala conferenze del Broletto, a Pavia.

Organizzato dall'Associazione 753 Arte e Bellezza in collaborazione con l'Ensemble "Giulio Rusconi", l'evento musicale presenterà "Le Quattro Stagioni" di Antonio Vivaldi.

L'Associazione 753 Arte Bellezza ha sede a Bellinzona, in Svizzera, e da molti anni organizza concerti gratuiti aperti a tutti in diversi cantoni svizzeri e in Piemonte e Lombardia con l'obiettivo di diffondere la cultura musicale.

Organizza inoltre attività di sostegno alle persone più fragili e collabora con associazioni presenti sui vari territori che operano nel sociale e con scopi benefici. Ha ottenuto i fondi dell'8Xmille Valdese Bando 2021.

L'evento pavese è finalizzato alla raccolta fondi da destinare alla Fondazione Soleterre per il sostegno del programma internazionale per l'oncologia pediatrica attivo in Ucraina.

Il concerto è dedicato a "Le Quattro Stagioni", celeberrimo capolavoro di uno dei massimi esponenti del barocco musicale, Antonio Vivaldi (1648 – 1741).

Si tratta di quattro Concerti per violino, orchestra d'archi e basso continuo che aprono l'opera "Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione (op. 8)", accompagnati da quattro sonetti, uno per stagione, probabilmente scritti dallo stesso compositore.

Protagonista dell'evento musicale sarà l'Ensemble "Giulio Rusconi" , un gruppo che svolge intensa attività concertistica affrontando in maniera sempre fresca e originale i programmi cameristici per archi, sino a valorizzare le più ardite pagine del linguaggio contemporaneo.

tratto da: vivipavia.it

Sala Conferenze del Broletto  Ingresso in Via Paratici, 21 - Pavia

lunedì 4 aprile 2022

L'attualità di Martin Luther King

articolo della Redazione di Riforma

tratto da: www.riforma.it  4 aprile 2022


 

4 aprile 1968. L’assassinio di Martin Luther King


«King, denunciando la connessione tra razzismo, ingiustizia sociale e militarismo, firmò la sua condanna a morte»

Martin Luther King (pastore battista e considerato tra i leader di rilievo che si spesero per la difesa dei diritti civili) moriva il 4 aprile del 1968 colpito dal proiettile di un’arma da fuoco mentre si trova su un balcone del Lorraine Motel di Memphis (Usa). A dare la notizia in Italia fu allora un giovane Piero Angela, conduttore del Telegiornale del servizio pubblico Rai

Nel 2018 il mondo e l’Italia hanno celebrato i cinquant’anni dalla morte del pastore battista. 

Cinquantanove anni fa, il noto discorso (era il 28 agosto del 1963) con il quale il pastore battista King lanciò al mondo il suo celebre: I have a dream

La cornice di quell’evento, che raccolse oltre 200.000 persone, fu il Lincoln Memorial a Washington, un luogo simbolico per la comunità afroamericana. 

«Nonostante contenesse dure critiche all’establishment degli Stati Uniti, che nel 1963 continuava a negare il diritto di voto agli oltre venti milioni di cittadini di colore, quel discorso – si legge sul sito dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi) –, è ricordato ancora oggi e citato come esempio della coscienza civile americana. La forza e l’attualità di quel discorso sono nella sua capacità di recuperare un tipico elemento della retorica e della cultura americana, il sogno, per esprimere la visione di una società giusta e riconciliata. “Siamo venuti nella capitale del nostro paese per incassare un assegno” – esordì King. 

Quando gli artefici della nostra Repubblica scrissero le magnifiche parole della Costituzione e della Dichiarazione di Indipendenza, stavano firmando una cambiale di cui ogni americano era garante. Questa cambiale era la promessa che tutti gli uomini, sì, l’uomo nero e l’uomo bianco, avrebbero avuto garantiti i diritti inalienabili alla vita, alla libertà, e al perseguimento della felicità. È ovvio oggi che l’America è venuta meno a questa promessa per quanto riguarda i suoi cittadini di colore».

La storia racconta che dopo poche battute del leader afroamericano, l’ampia platea che l’ascoltava fu rapita da quelle parole.

«Il trasporto divenne totale - prosegue l’Ucebi - quando il pastore, con la retorica cantilenante e tipica dei predicatori afroamericani, pronunciò le parole forse più famose di quel discorso: “Anche se affronteremo le difficoltà di oggi e di domani, io ho un sogno. È un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si solleverà e vivrà nel vero significato del suo credo: tutti noi consideriamo questa verità evidente, che tutti gli uomini sono creati uguali. Io sogno che nella terra rossa di Georgia, i figli di quelli che erano schiavi e i figli di quelli che erano padroni degli schiavi si potranno sedere assieme alla tavola della fraternità. Io sogno che un giorno anche lo stato di Mississippi, uno stato ardente per il calore della giustizia, ardente per il calore dell’oppressione, sarà trasformato in un’oasi di libertà e giustizia. Io sogno che i miei quattro figli piccoli un giorno vivranno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per il carattere della loro personalità”».

L’idea di quel discorso, di quel sogno è stato nel tempo più volte rievocato, adattato, citato, adeguato alle diverse necessità. L’ha fatto recentemente anche il leader ucraino Volodymyr Zelensky rivolgendosi al Congresso americano: «Martin Luther King diceva “I have a Dream. Io vi vi dico: I have a need”, in quel caso la richiesta era quella di proteggere i cieli dell’Ucraina. 

Nonostante il grande rilievo politico della sua azione e le difficoltà con la dirigenza delle chiese, King rimase sempre fedele alla sua vocazione di pastore e mai abbandonò il linguaggio tipico dei sermoni domenicali, ricorda ancora l’Ucebi. 

«Anche al Lincoln Memorial – concludendo il suo discorso – King volle così affermare: “Questa è la fede con cui ritorno al Sud. Con questa fede potremo tagliare una pietra di speranza dalla montagna della disperazione. Con questa fede potremo trasformare il suono dissonante della nostra nazione in un’armoniosa sinfonia di fraternità. Con questa fede potremo lavorare insieme, pregare insieme, lottare insieme, andare in carcere insieme, sollevarci insieme per la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi, e questo è il giorno. Questo sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio potranno cantare con nuovo significato: “Il mio paese è tuo, dolce terra di libertà, di te io canto”».

Dopo la morte di King sarà la moglie a prendere in mano le redini del movimento per i diritti civili, Coretta Scott King, lei stessa attivista.

Di Coretta, Martin Luther King disse, «Il mio orgoglio maschile mi suggerirebbe di dire che ho plasmato la coscienza politica di mia moglie, ma non è così». 

Qualche giorno dopo l’assassinio, Coretta Scott King guiderà la marcia a nome dei lavoratori del servizio sanitario a Memphis, sostituendo il marito e nello stesso mese terrà il suo discorso alla manifestazione contro la guerra in Vietnam a New York, fino a diventare una delle più influenti leader afro-americane per i diritti civili. 

Un libro, ancora disponibile, ripercorre quelle tappe: La mia vita con Martin Luther King (Pgreco edizioni), dove Coretta «fa confluire il pensiero che li spinse a condurre instancabili battaglie contro la segregazione razziale e a favore della pace nel mondo. Un’opera che rispecchia quella filosofia della non violenza condivisa con Martin Luther King e che l’ha elevata a guida nazionale per gli afro-americani e a icona del pacifismo».

La pubblicazione più recente dedicata a Martin Luther King è invece quella del professor Paolo NasoMartin Luther King. Una storia americana (Editore Laterza), libro che ricorda quanto King, famoso e celebrato per aver dato un’eccezionale forma retorica al «sogno americano» dell’uguaglianza e della giustizia nelle relazioni sociali, denunciò con grande forza l’incubo del razzismo, diventando portavoce del più ampio movimento nonviolento della storia americana. Il libro è una biografia che intende ricostruire l’azione di un uomo e di un movimento che divengono parte integrante della storia americana senza nasconderne i travagli e il progressivo isolamento di «un leader che, denunciando la connessione tra razzismo, ingiustizia sociale e militarismo, firmò la sua condanna a morte».


Foto da Picryl

Qualcosa di buono si può fare


Io sono soltanto uno, ma comunque sono uno.

Non posso fare tutto, ma comunque posso fare qualcosa

e il fatto di non poter fare tutto, non mi fermerà dal 

fare quel poco che posso fare.                                                                          

                                                                   Edward Everett Hale