venerdì 31 gennaio 2025

C'è un Messia di consolazione per tutti i popoli

 

Evangelo di Gesù Cristo secondo "Luca" 2,25-32


Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; 

quest'uomo era giusto e timorato di Dio, 

e aspettava la consolazione d'Israele; 

lo Spirito Santo era sopra di lui; 

e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. 

Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; 

e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù 

per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, lo prese in braccio, 

e benedisse Dio, dicendo:


«Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo,

secondo la tua parola;

perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

che hai preparata dinanzi a tutti i popoli

per essere luce da illuminare le genti

e gloria del tuo popolo Israele».


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dipinto di Aleksej Egorov

(1830-1840)



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


C'è un Messia di consolazione per tutti i popoli

                            Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


Simeone

è uno dei cinque personaggi biblici (tra Antico e Nuovo Testamento)

con questo nome.

Il suo nome deriva dal verbo ebraico 'udire'.


Noto secondo tradizione anche come Simeone il Vecchio.

Venerato come San Simeone quindi come santo dalle chiese 

che ammettono nella loro fede e liturgia il culto dei santi.


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Ancora per via di tradizione è considerato uno degli autori 

della versione della Bibbia Septuaginta,

la sigla latina è la LXX, Settanta appunto,

è la traduzione del Primo Testamento (l'Antico Testamento) dall'ebraico al greco.

Traduzione effettuata per gli ebrei della Diaspora che si erano stabiliti in Occidente

e non avevano più grande familiarità con la lingua ebraica.


Traduzione avviata a partire dal III secolo a.e.v. 

e conclusa nel I primo secolo prima della nostra era.


Opera di traduzione

intrapresa ad Alessandria, in Egitto.

Il suo nome - la Settanta - è dovuto alla leggenda descritta

nella Lettera di Aristea:

72 traduttori (6 per ciascuna delle tribù di Israele) in 72 giorni,

avrebbero tradotto, in maniera distinta

ma con risultati esattamente congruenti 

il testo biblico dall'ebraico al greco.

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Consolazione

Simeone è un uomo che aspetta il conforto per Israele

ed è speranza che si compie:

ci sarà conforto per Israele allora ci sarà conforto per tutti i popoli

e viceversa ci sarà consolazione per tutti i popoli quindi anche per Israele.


Simeone dove l'udire e il vedere s'incontrano felicemente.


Spirito Santo

in un linguaggio non religioso qui si può dire:

occorre studiare e lavorare adesso per un futuro prossimo

.

Per preparare un domani di conforto e di consolazione, 

che potrà avere già il sapore dell'oggi,

ecco qui un nome di spiegazione per

Spirito Santo





lunedì 27 gennaio 2025

Informarsi per Fare Memoria

 



www.reteparri.it


Fare Memoria

 


entrata del campo di concentramento di Auschwitz (in Polonia)
  con la beffarda scritta Arbeit macht frei Il lavoro rende liberi

Giorno della Memoria per ricordare le Vittime della Shoah, 

lo sterminio nazista di tanti esseri umani uccisi, milioni di persone.


Fare Memoria dev'essere esercizio non meccanico ma impegno costante, 

non di un solo giorno.


Memoria delle vittime della Shoah, dello Sterminio nazista.

Le vittime: ebrei e non ebrei. La memoria di tutte le vittime sia rispettata. 


Una memoria che rischia di essere sempre più fragile.


- Il razzismo e gli antisemitismi purtroppo tornano prepotenti 

e sempre più violenti.

Allora, ancora di più occorre urgentemente Fare Memoria 

per dare un futuro dignitoso alle generazioni di domani,

perché non si ripeta quanto accaduto.


Ogni generazione domani, a sua volta, si dovrà attrezzare per fare memoria. 

La memoria della libertà e della dignità non è acquisita una volta per tutte.


La memoria di ieri è per il futuro di domani, 

questo dev'essere il nostro presente.

Non dimentichiamolo.

Ci riguarda, 

sì riguarda noi.

                                                                                                                Maurizio Abbà


venerdì 24 gennaio 2025

Avventura di Fede da ri-cominciare

 


Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 1,1-4. 4,14-21

Bibbia versione Nuova Riveduta


Poiché molti hanno intrapreso a ordinare una narrazione dei fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi, come ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola, è parso bene anche a me, dopo essermi accuratamente informato di ogni cosa dall'origine, di scrivertene per ordine, illustre Teofilo, perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate.

Gesù, nella potenza dello Spirito, se ne tornò in Galilea; 

e la sua fama si sparse per tutta la regione. 

E insegnava nelle loro sinagoghe, glorificato da tutti.


Si recò a Nazaret, dov'era stato allevato e, com'era solito, 

entrò in giorno di sabato nella sinagoga. 

Alzatosi per leggere, gli fu dato il libro del profeta Isaia. 

Aperto il libro, trovò quel passo dov'era scritto:


«Lo Spirito del Signore è sopra di me,

perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri;

mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri

e il ricupero della vista ai ciechi;

per rimettere in libertà gli oppressi,

per proclamare l'anno accettevole del Signore».


Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si mise a sedere; 

e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui.

Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite».


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

AVVENTURA DI FEDE DA RI-COMINCIARE

                                        Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


L'illustre Teòfilo probabilmente personaggio vero  

il suo nome significa "caro a Dio", 

e se  l'ottimo Teòfilo fosse personaggio immaginario?

Comunque sia, l'autore "Luca" si rivolge al lettore dislocato nel tempo,

e noi pure diventiamo 'Teofilo'.


Gesù, com'era solito entrò in giorno di sabato in sinagoga 

Gesù legge il rotolo del profeta Isaia,  

Gesù ebreo, 

comprendere l'ebraicità di Gesù vuol dire anche no all'antisemitismo, 

no all'antisemitismo in ogni angolo del mondo.


L'anno accettevole del Signore

si basa su di un programma di teologia pratica fondamentale

in cui libertà & guarigione sono i riferimenti,


gli occhi di tutti 

concentrazione, massima concentrazione su Gesù

nella fede sarà poi concentrazione cristologica,


L'anno giubilare era fissato da Levitico 25,10-13

ogni cinquant'anni.

Anno Giubilare: Anno di libertà e liberazione,

non è mai stato applicato.


Il cristianesimo al cuore del suo messaggio è ancora agli inizi,

deve ancora ri-cominciare davvero la sua avventura di fede.






mercoledì 22 gennaio 2025

Teologia Pratica Fondamentale


In copertina: Vincent van GOGH

Campo di grano con volo di corvi 

(1890)

Van Gogh Museum - Amsterdam



Con questa raccolta di contributi teologici di Ermanno Genre (1),

siamo nell’ambito della Teologia pratica fondamentale,

che è il titolo di una pubblicazione di riferimento 

di Don S. Browning, professore di etica e scienze sociali a Chicago.


Il che vuol dire che la teologia pratica con riferimenti disciplinari già molto ampi:

la relazione d’aiuto, l’arte dell’omiletica, la catechetica, l’innologia, le scienze liturgiche, 

il costante confronto con le scienze umane, solo per citarne alcuni!  

ora attraversa e soggiorna, per così dire, 

anche nei territori della teologia dogmatica e della morale.


Teologia Pratica Fondamentale che incontra tutta la teologia,

e

accompagna la vita, tutta, non solo in prospettiva religiosa.


Così Lutero per superare le speculazioni della teologia scolastica, 

di derivazione aristotelica, 

e riaffermando una concentrazione tutta cristologica:

«la vera teologia è pratica ed ha il suo fondamento in Cristo» (2),

 

Teologia pratica fondamentale come punto d’incontro vibrante 

tra discipline teologiche e scienze umane. 



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(1) Ermanno Genre, Salute, malattia e morte: Percorsi di etica e di spiritualità protestante,

(Collana Piccola biblioteca teologica, 156),

Claudiana, Torino, 2024; 

i testi qui raccolti hanno origine dalla partecipazione

ad incontri ecumenici di studio e di formazione. 


Pubblicazione disponibile anche in Edizione e-book

www.claudiana.it


(2) Martin Lutero: «Vera theologia est practica, et fundamentum eius est Christus, cuius mors fide apprehenditur. Omnes autem hodie, qui non sentium nobiscum, et non habent doctrinam nostrum, faciunt eam speculativam», cit. in G. EBELING, Evangelische Evangelienauslegung. Eine Untersuchung zu Luthers Hermeneutik, De Gruyter, Darmstadt, 1942, 344, nota 310,, citato da E. GENRE, Salute, malattia e morte, nell'Introduzione.


martedì 21 gennaio 2025

Pace senza confini

 

La pace che Dio ci dà vuole gettare ponti fra di noi.

Egli toglie i confini che ci fanno male.

Abbatte le mura che abbiamo costruito.

La sua pace è la forza che ci fa amare.


                                                             Johannes Kuhn

venerdì 17 gennaio 2025

Il segno laico e gratuito della trasformazione

 

Evangelo di Gesù Cristo "secondo Giovanni" 2,1-11

versione Bibbia Nuova Riveduta

Tre giorni dopo ci fu un matrimonio in Cana di Galilea, e la madre di Gesù era là. Anche Gesù fu invitato con i suoi discepoli al matrimonio. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». Gesù le disse: «Che c'è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta». Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà». C'erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure. Gesù disse loro: «Riempite d'acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all'orlo. Poi disse loro: «Adesso attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l'acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora».

Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Il segno laico e gratuito della trasformazione

                  

               Meditazione Biblico-Teologica di Maurizio Abbà


Nella Bibbia i 'miracoli' evangelicamente intesi

cioè come Buona Notizia che ci è offerta,

dicono i biblisti, sono: 

atti materiali di compassione,

compiuti a favore dei malati e dei poveri.


Ma alle nozze di Cana non c'è un miracolo di questo tipo,

non nella concezione sopra citata.

Infatti il termine riportato è 'segno'.

Il primo riportato nel 'Libretto dei segni' in Gv.

A cosa serve allora?


- La località è Cana, ma quale?

Si tratta comunque di un villaggio di periferia

che diventa importante.


I tre giorni dopo 

Pinchas Lapide:

"Solo quando si ritraduce l’espressione in ebraico ci si accorge subito che qui si parla semplicemente di un martedì, che è in ebraico «il terzo giorno» della settimana della creazione descritta nella Genesi (1,13). Nella Bibbia questo terzo giorno racchiude un privilegio: a suo riguardo si dice per due volte che «Dio vide che era cosa buona» (Gen 1,10 e 1,12), la prima in riferimento alla terraferma e ai mari appena creati e la seconda con un significato più profondo. Infatti, a partire dalla creazione della flora terrestre, Dio non dice più come in precedenza: «Sia la luce! Appaia l’asciutto! Si raccolgano le acque!», ma dice: «La terra produca germogli» (Gen 1,11). La creatura cioè non è più inerte e insensibile, ma è chiamata a offrire il suo contributo all’azione di Dio."

- Pinchas Lapide, La Bibbia tradita. Sviste, malintesi ed errori di traduzione

nuova edizione, EDB, Bologna, 2024, p. 149.


Il Trittico Liturgico:

Adorazione dei Magi - Battesimo di Gesù - Cana,

 fu anticamente, da Roma, suddiviso in tre momenti liturgici distinti.

 

"Che c'è fra me e te o Donna?"

Maria la madre di Gesù non è mai citata per nome nel IV Evangelo,

e qui Gesù pare a dir poco brusco con lei,

una conversazione acetosa, 

che sa di vino andato in aceto.


- Ad una certa lettura protestante non pareva vero 

di poter cavalcare questo testo nell'arsenale controversistico antimariano;

viceversa una certa lettura cattolica, sorvolava rapidamente,

premendo soprattutto sul:

"Fate tutto quel che vi dirà".


Però le lenti confessionali, quali che siano, 

qui non aiutano a scandagliare davvero in profondità questo 'segno'.


Lo scritto, com'è noto, non rende la tonalità del discorso, 

tonalità forse ironica, forse scherzosa, 

d'altra parte il contesto era quello di una festa,

(e all'epoca di composizione per gli scritti non c'erano gli emoticon ...).


Ironia che può andare quindi perduta con lo scritto,

(può accadere con i messaggi, ai nostri giorni come e-mail, sms,), 

mettendo le relazioni sociali in tensione, 

- lo scrivere dà, lo scrivere toglie  - 


"Quando si è già bevuto molto", (CEI 2008),

"Quando sono un po' brilli", (Eugen Drewermann),

"Quando si è bevuto abbondantemente", (Nuova Riveduta), Gv 2,10;


torna in mente una considerazione sarcastica sulla possibilità

d'intendersi tra diversi, citata in:

Atti degli Apostoli 2,12: "Sono pieni di vino dolce", 

di mattina presto, intorno alle ore 9.

- L'ora terza, l'ora in cui Gesù sarà crocifisso (Mc 15,25).


T come Trasformazione come nella Trasfigurazione-Metamorfosi

descritta negli evangeli sinottici in 

Mt 17,1-8; Mc 9,2-8; Lc 9,28-36 e menzionata nella II Pt 1,16-17.


A proposito di 'spremuta d'uva' a sorpresa,

ecco un grappolo di domande ad alta gradazione interpretativa:

- Quando si cambia? 

- Chi vuole davvero cambiare?

- Un uomo maschio vuole davvero cambiare i suoi atteggiamenti?

- E vuole davvero cambiare il suo stile di vita prepotente? 


è più facile che l'acqua diventi vino ...


T come Trasformazione

I bambini sanno trasformare,

un dono che gli adulti hanno perduto, 

si può ri-trovare?


Eugen Drewermann in-segna:

"Prima o poi ogni vero bisogno e ogni reale peso della vita umana non si può assolutamente scuotere via né cambiare, ma solo trasformare dall'interno. Questo miracolo è il nocciolo di ogni religione, la quintessenza di ciò che Gesù è e significa, punto centrale di tutto ciò di cui viviamo."

(Eugen Drewermann, E imponeva loro le mani. Prediche sui miracoli di Gesù

Editrice Queriniana, Brescia, 253).


Il cambiamento in Buona Notizia

 riguarda tutti e tutte









mercoledì 15 gennaio 2025

Per poter coniugare il verbo credere

 

«Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità».

                                                       Evangelo di Gesù Cristo "secondo Marco" 9,24

venerdì 10 gennaio 2025

La socialità di Dio


Evangelo di Gesù Cristo "secondo Luca" 3,15-16.21-22

Bibbia versione Nuova Riveduta

Ora il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro se Giovanni fosse il Cristo.  Giovanni rispose, dicendo a tutti: «Io vi battezzo in acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

Ora, mentre tutto il popolo si faceva battezzare, anche Gesù fu battezzato; e, mentre pregava, si aprì il cielo, e lo Spirito Santo scese su di lui in forma corporea, come una colomba; e venne una voce dal cielo: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto».


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

La socialità di Dio

                 Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


BATTEZZO

Il Battesimo è una preghiera


"Nei vangeli il battesimo del Signore è qualcosa di più che un gesto rituale: 

è l’inizio della vita pubblica di Gesù."

(Gustavo Gutiérrez, Condividere la Parola, Editrice Queriniana, 1996, 5)


SPIRITO SANTO  E  LIBERTÀ

 

Fuoco segno simbolico 

di una spiritualità che sceglie,

sceglie non dare spazio a quanto corrode l'esistere,

sceglie di non  vivere in maniera competitiva esasperando le relazioni, 

sceglie di non dare spazio alla gelosia distruttiva 

ed anch'essa esasperata ed esasperante.

Atteggiamenti e sentimenti tormentosi che ci rodono dentro 

e ci deteriorano la vita quotidiana, inasprendo e logorando le relazioni.


SI APRÌ IL CIELO

i cieli aperti, tra l'altro, 

- significano il collegamento, la comunione tra il Cielo e la Terra.


La morte lacera i legami d'affetto con le persone 

ed anche con gli animali, i nostri cari, 

ma la morte non li può togliere dalla memoria, 

memoria che ci tiene uniti tra il Cielo e la Terra,


- vuol dire Buona Notizia, Dio ci cerca e ci raggiunge!

- vuol dire altresì che la volontà di Dio ci precede ed è oltre, 


Lo stesso Battesimo è risposta alla volontà di Dio che ci precede,

nei primi secoli del cristianesimo il Battesimo 

era praticato in età di adulti nella fede.

- Successivamente nell'età moderna a partire dagli Anabattisti.


I cieli si aprono mentre GESÙ PREGAVA

a Scuola di Preghiera per una preghiera che supera il monologo e diventa 

quello che è davvero: Dialogo,

quando il cielo si apre, ti cerca, ti raggiunge!


ED ECCO 

ecco! toh! modalità ebraica per esprimere pronta disponibilità ad una chiamata

nella procedura narrativa indica qualcosa, la sua dimensione preannunciante, 

sia per accattivare l'interesse del lettore con la grandezza 

della lieta sorpresa dell'evento.


VOCE DAL CIELO


(una) voce 

nel greco voce traducibile anche con suono 

Nel testo greco è senza l'articolo, 

secondo i biblisti così la frase assume uno spessore diverso, 

con impatto di maggior rilievo,


dai cieli

il greco afferma, al plurale, "dai cieli", 

la vivace diversificazione, ancora una volta, 

si afferma sul monocorde appiattito,

ed è proprio questo a non generare confusione monotona, 

allora vi è  sinfonia,


bàt qòl termine ebraico, letteralmente significa: 

"figlia della voce", "voce celeste".

Nella tradizione ebraica rabbinica la bàt qòl 

svolge, come si diceva una volta, le veci della rivelazione profetica 

che si riteneva conclusa

con la morte dei profeti Aggeo, Zaccaria, Malachia.


Per l'oggi la lezione semplice da farsi per noi è il saper ascoltare

nei rapporti affettivi ed amorosi, sempre più friabili,

nelle relazioni sociali, tra le pareti domestiche, 

nelle aule scolastiche, su tutti i luoghi di lavoro.


Imparando a leggere l'ABC di Sentimenti ed Emozioni,

per dare senso e continuità alle relazioni vere.


COME UNA COLOMBA

Come questo 'come' attesta che si cerca di descrivere la bellezza indescrivibile,

Colomba i racconti del Battesimo di Gesù descrivono tutti 

la discesa dello Spirito santo su Gesù come una colomba

(Mc 1,10; Mt 3,16; Lc 3,22; Gv 1,32). 


Colomba il suo librarsi nel cielo, 

le sue ali sono segno di libertà.


Teologicamente questo testo biblico 

offre uno squarcio sulla dimensione trinitaria di Dio

il che significa:

la grandezza del Dio Unitrino è più grande delle nostre costruzioni ideologiche

e si esprime in una socialità che vorrebbe riflettersi 

in una compagnia in Dio e tra le creature,


Amore in Nome di Dio, 

non odio in suo nome.






 

lunedì 6 gennaio 2025

Bellezza della Fede

 

O Dio, che in questo giorno,

con la guida della stella,

hai rivelato alle genti il tuo Figlio unigenito,

conduci benigno anche noi,

che già ti abbiamo conosciuto per la fede,

a contemplare la bellezza della tua gloria.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

                                              Preghiera di Colletta dalla Liturgia della Chiesa Cattolica

sabato 4 gennaio 2025

La geografia e la geometria delle nostre vite

 

LUNEDÌ 6 GENNAIO - EPIFANIA (Manifestazione del SIGNORE)

Evangelo di Gesù Cristo "secondo Matteo" 2,1-12

Bibbia versione Nuova Riveduta


Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, 

tornarono al loro paese per un'altra via. 

                                                                    Matteo 2,12


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

La geografia e la geometria delle nostre vite


                   Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


EPIFANIA Manifestazione del SIGNORE

A Natale si celebra l'abbassamento di Dio, 

all'Epifania la regalità di Cristo.

La teologia classica delinea così 

un omaggio alle due nature di Cristo.


- Per le Chiese Ortodosse di tradizione russa il Natale si festeggia il 7 gennaio - .


I magi sono saggi provenienti dall'Oriente,

(non erano per forza tre, 

invece 3 erano, com'è noto, i doni da loro offerti: oro, incenso, mirra).

I magi, anche questo è noto, non erano re, 

questo non sminuisce la regalità di Cristo,

infatti,

la regalità di Cristo,

non sta in una sovranità monarchica che richiede sudditi,

abita invece nell'orizzonte di una fraternità che sarà vissuta davvero.


E i magi da Oriente?

non sempre bisogna recarsi ad Oriente, 

c'è anche chi dall'Oriente proviene,

giusto così, c'è da imparare sempre in tutte le direzioni.


La necessità di orientamento 

una stella, anche nella notte più buia, è un orientamento,

è un punto di riferimento.


Una stella grande, che comunque 

brilla anche in Oriente, senza confini,

che indica il divino certo,

la stella non è da divinizzare;


sogno percepire i segnali diurni e notturni di una esistenza non autentica, 

quella che invece vuole Erode si basa sulla sopraffazione,


Erode cifra del potere che si autoriproduce appunto nell'inganno e nelle prepotenza, 

ma egli è il primo ad aver paura, un potente che ha paura persino di un neonato!


al loro paese i Magi tornano al loro paese, sono fortunati, loro possono farlo. 

Tornare alle loro radici che hanno, nel frattempo, ramificato oltre 

riconoscendo altre radici.

I Magi molto sapienti hanno avuto l'umiltà di Ascoltare,


per un'altra via 

traducibile anche con: per un'altra strada

pare un'annotazione secondaria, 

è invece assolutamente centrale, come poche altre,

è una puntualizzazione che riguarda la geografia della nostra vita vera,

del nostro fare e del nostro pensiero.

Il senso è per un'altra vita

La vita che abbiamo è sì una sola, da custodire con cura e premura,

sia la propria sia quella altrui,


e di vita ne possiamo vivere più di una dentro ad essa.


Su questo tre considerazioni:

- c'èra una vita prima del Covid-19 e c'è una vita dopo il Covid-19,

attrezzandosi per affrontare altre pandemie che potrebbero bussare alle nostre porte.

Con tutti i cambiamenti che questo comporta di usi, abitudini, gesti, ritualità,

nella nostra vita quotidiana feriale e festiva. 

Occorre un ripensamento non superficiale.


- Vivere più di una vita: saper accordare agli altri la possibilità di ri-cominciare,

si chiama religiosamente e laicamente: PerDONO, 

è il dono più grande che si possa elargire

ad altri e a noi stessi, 

per non restare schiacciati dalle colpe altrui e dai nostri sensi di colpa;


- e a noi stessi accordare appunto la possibilità di Ri-Cominciare, 

possibilità a volte costosa, può essere molto costosa, 

però la libertà non ha prezzo, davvero,


ri-cominciare in libertà vuol dire anche

affrontare diversamente l'avventura della vita, 

e come?

come se ... viaggiassimo nel tempo.

La macchina DeLorean della trilogia dei film Ritorno al Futuro,

sarà per noi una mentalità diversa nell'affrontare le cose, 

Metànoia ossia un profondo cambiamento di pensare.

Evangelicamente è la conversione,

al Regno di Dio che c'incontra,

nella laicità quotidiana plurale e molteplice,

in ogni direzione esistenziale,

senza scagliare facili anatemi che prima o poi tornano indietro come boomerang,

ma ri-conoscendo la presenza divina nei piccoli gesti del fare e del dire in semplicità,

negli angoli apparentemente marginali del vivere,

per una Parola che appunto tutta da raccontare,

e che prende i percorsi, che forse non ti aspetti,

sono i più luminosi da vivere,

non con mediocrità,

semmai da vivere con la piccola significativa regalità che ci è offerta.

da vivere non negli angoli "retti", là dove tutto è già preconfezionato,

non negli angoli "ottusi" della vita, spazi oscuri e deleteri,

ma negli angoli "acuti",  

dove la vita palpita intensa e vigorosa anche nella sua debolezza.

                                                                                       

                                                                                           Maurizio Abbà 






















Epifania festa per Cristo tra noi

 

"Nei primi tre secoli la cristianità  non conosceva, al di fuori di

Pasqua, nessun'altra festa annuale. Soltanto nel IV secolo si

incominciò, a Roma, a festeggiare il 25 dicembre come festa della

natività di Cristo. Un po' prima si era introdotto in Oriente, e in 

alcuni luoghi dell'Occidente, il 6 gennaio come festa della manifestazione

di Cristo (Epifania). Nello sviluppo successivo si evidenzia sempre più il

bisogno di dispiegare, storicizzandolo, l'evento della salvezza e di 

celebrare le singole stazioni della storia di Cristo in feste di volta in

volta particolari. 


È possibile, frattanto, riconoscere dei chiari

parallelismi con la strutturazione del ciclo pasquale: anche 

alla festa di Natale, oppure dell'Epifania, fu fatto precedere un tempo

proprio di preparazione (Avvento) con una propria settimana festiva

(Ottava) e un tempo di festa molto più ampio (Tempo natalizio). 


La festa conclusiva del Tempo natalizio - in corrispondenza a Pentecoste -

è per tradizione la festa della Presentazione di Gesù al Tempio (Candelora)

il 2 febbraio. Anche la liturgia della notte di Natale evidenzia determinati

parallelismi con quella della Veglia pasquale.


    A differenza di Pasqua e Pentecoste, però, Natale ed Epifania non hanno

alcun aggancio col calendario delle feste ebraiche. Non seguono nemmeno,

come Pasqua, l'anno lunare, bensì l'anno solare; hanno quindi una data fissa

e spezzano il ritmo dei sette giorni, determinante per Pasqua, della Pasqua 

settimanale (la successione delle domeniche). 


Questo differente ancoraggio al calendario dei due cicli festivi 

porta alle ben note difficoltà nella suddivisione

dell'anno liturgico nel suo complesso: ciclo pasquale e ciclo natalizio 

ogni anno sono «spostati» in maniera nuova l'uno nei confronti dell'altro. "                                                                                        

                                                                                    Karl-Heinrich Bieritz

tratto da:

-   Karl-Heinrich Bieritz, Il Tempo e la Festa L’anno liturgico cristiano

Traduzione di Lydia Marinconz 

(collana “Dabar” Saggi teologici 25),  Marietti 1820, Genova, 1996, 165-166;

edizione originale:

Das Kirchenjahr. Feste, Gedenk- und Feiertage in Geschichte und Gegenwart

C.H. Beck'sche Verlagsbuchhandlung (Oscar Beck), München 1994

venerdì 3 gennaio 2025

Una fede da raccontare con amore

DOMENICA 5 GENNAIO 

Evangelo di Gesù Cristo "secondo Giovanni" 1,1.14a

Bibbia versione Nuova Riveduta


Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.

E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità;


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Una fede da raccontare con amore

Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà


"E il vero amore 

può nascondersi, confondersi 

ma non può perdersi mai

Sempre e per sempre 

dalla stessa parte mi troverai"

(tratto dalla canzone Sempre e per sempre, di Francesco De Gregori).


La frase di Ermes Ronchi più volte citata anche in questo blog:

"La Parola si è fatta carne perché ogni carne si faccia Parola, cioè racconto di Dio",


frase che ci descrive la necessità di raccontare la fede nella Storia, 

nelle nostra Storia di oggi, 

raccontarla, trasmetterla

soprattutto testimoniarla attivamente,

perché è come se la fede cantasse la canzone citata all'inizio:


E la vera fede può nascondersi, confondersi,

ma non può perdersi mai

Sempre e per sempre

dalla stessa parte mi troverai


Fede & Amore




mercoledì 1 gennaio 2025

Ebraicità di Gesù

 

Il primo gennaio si fa memoria, nella liturgia cristiana, 

della circoncisione di Gesù, dell'ebreo Gesù, 

quindi della Sua appartenenza ad Israele.


- Il teologo evangelico Helmut Gollwitzer (1908 - 1993), 

ci ricorda questa verità fondamentale:


"Al centro della fede cristiana e quindi anche della riflessione teologica 

c'è il fatto di Cristo, con le asserzioni straordinarie che gli scritti neotestamentari 

hanno fatto riguardo alla sua portata universale. 


Bisogna prendere sul serio tanto l'umanità di Gesù, 

la sua umanità specifica di ebreo,

quanto il carattere incomparabile di queste dichiarazioni di valore, 

incentrate sul «per noi» del Nuovo Testamento. 


Questo «per noi» afferma che l'Iddio eterno si autoidentifica con  quell'uomo concreto 

per salvare la sua umanità, 

per realizzare il regno di Dio."



Tratto da: 

- Helmut Gollwitzer, Liberazione e Solidarietà. Introduzione alla teologia evangelica

Traduzione di Gino Conte

(nuovi studi teologici Sola Scriptura 12), Claudiana Editrice, Torino, 1986, p. 45.

Libro purtroppo attualmente non a catalogo.