Lo sguardo dal basso
Resta un’esperienza d’incomparabile valore l’aver imparato a vedere dal basso i grandi avvenimenti della storia del mondo, nella prospettiva degli esclusi, dei sospettati, dei maltrattati, dei deboli, degli oppressi e derisi, in breve dei sofferenti.
È già tanto se in questo tempo l’amarezza o l’invidia non hanno divorato il cuore, ma guardiamo con occhi nuovi la grandezza e la meschinità, la felicità e l’infelicità, la forza e la debolezza e la nostra capacità di vedere la grandezza, l’umanità, il diritto e la misericordia è diventata più chiara, più libera, più incorruttibile, e la sofferenza personale è una chiave più idonea, un principio più fecondo della felicità personale nell’accedere al mondo con la riflessione e la pratica.
Tutto dipende solo dal non trasformare questa prospettiva dal basso in uno schierarsi con gli eterni scontenti, e invece nel fare la giustizia e nell’affermare la vita in tutte le sue dimensioni, sulla base di una contentezza maggiore, i cui fondamenti non sono né in basso, né in alto, ma al di là di queste dimensioni.
Dietrich Bonhoeffer