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DOMENICA 9 GIUGNO - PENTECOSTE
"Non per potenza, né per forza, ma per lo spirito mio",
dice il SIGNORE degli eserciti
Zaccaria 4,6b
" Tutto è niente se non sappiamo e non possiamo dire nulla di Lui.
Tutto rimane vuoto discorso umano, se Egli non lo riempie.
Tutto il cristianesimo, tutte le azioni e i discorsi della Chiesa
non sono niente se Egli non rende veritiero quanto è asserito.
Tutto ciò che viene affermato spinge a porre domande su di Lui,
sulla sua realtà e la sua opera. Di chi intendiamo parlare?
È chiaro: dello Spirito Santo. Che vogliamo dire, nel richiamarci a Lui? "
tratto da: - Helmut Gollwitzer, voce "Spirito Santo",
Dizionario del Pensiero Protestante Una teologia per non teologi
a cura di Hans Jürgen Schultz, Herder - Morcelliana, Roma - Brescia, 1970, 527.
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Maurizio Abbà
Le parole del profeta Zaccaria richiamano anche l'affermazione che ci porge l'apostolo Paolo:
«La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza».
II Corinzi 12,9a
Dio è onnipotente? E allora perché...
Dio allora è debole? Ma allora è ancora Dio?...
L'onnipotenza e la debolezza di Dio sono argomenti vasti ed interessanti
che possono assumere ora toni lirici di accompagnamento nei momenti lieti,
ora, viceversa, toni drammatici nell'affrontare i duri ostacoli della vita.
Il SIGNORE degli eserciti non è il Signore che si avvale di potenze militari
e quindi di armamenti per fare spazio alla sua volontà.
Semmai sono state istituzioni e chiese che ad esso si sono richiamate
che hanno fatto purtroppo largo uso di strumenti di morte nel nome del Dio della vita!
Dio è il Signore delle schiere celesti,
come spiega puntualmente Gianfranco Ravasi:
"è stato spiegato da tempo che la locuzione biblica Jhwh sebaot, "Signore degli eserciti",
non rimanda tanto alle armate ebraiche quanto piuttosto a un'immagine marziale applicata a Dio
per celebrare la trascendenza e la signoria cosmica: nella fattispecie gli "eserciti" sarebbero gli angeli
e le costellazioni celesti.
Nella notte di Natale secondo Luca (2,13)
«Apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste
che lodava Dio.» ",
tratto dal quotidiano Avvenire, giovedì 23 gennaio 2003,
reperibile su internet, Avvenire.it - consultato in data 8 giugno 2019.Nell'articolo di Ravasi è altresì decisa e precisa l'affermazione di non strumentalizzare la religione a fini di vantaggi politici.
La debolezza di Dio non dev'essere fraintesa,
essa è umiltà e forza di amore compassionevole.
Ma non è la forza (dis)umana che quotidianamente è dispiegata nelle guerre
anche nelle piccole ma devastanti guerre che attraversano il nostro vivere.
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La Pentecoste (= cinquanta giorni dopo Pasqua)
ha radici ebraiche, è una festività ebraica.
Nel cristianesimo ha i tratti dell'accentuazione dell'opera dello Spirito santo
che è Signore e dà la vita,
come asserito nel Credo niceno-costantinopolitano.
come asserito nel Credo niceno-costantinopolitano.
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" Lo Spirito santo è stato a lungo la cenerentola della Trinità.
Quando le altre due sorelle si recavano al gran ballo teologico,
lo Spirito santo veniva sempre lasciato a casa. Ma ora non più.
La crescita del movimento carismatico all'interno di quasi tutte le chiese storiche
(...) ha fatto sì che lo Spirito santo sia presente in modo preminente nella
discussione teologica.
discussione teologica.
Una nuova esperienza della realtà e della potenza dello Spirito ha avuto una forte
influenza sul dibattito teologico sulla persona e l'opera dello Spirito santo. "
tratto da: - Alister McGrath, Teologia cristiana
(Strumenti 1 Pensiero cristiano), Traduzione: Domenico Tomasetto
Claudiana, Torino, 1999, 2010 seconda edizione corretta e aggiornata, 282.
