La Fonte della Parola
BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE
Domenica 28 marzo 2021 – DOMENICA DELLE PALME
ISAIA 50,4-7 FILIPPESI 2,6-11
Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 11,1-10
|
1 Quando furono giunti vicino a Gerusalemme, a Betfage e Betania, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nel villaggio che è di fronte a voi; appena entrati, troverete legato un puledro d'asino, sopra il quale non è montato ancora nessuno; scioglietelo e conducetelo qui da me. 3 Se qualcuno vi dice: "Perché fate questo?" rispondete: "Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua"». 4 Essi andarono e trovarono un puledro legato a una porta, fuori, sulla strada, e lo sciolsero. 5 Alcuni tra quelli che erano lì presenti dissero loro: «Che fate? Perché sciogliete il puledro?» 6 Essi risposero come Gesù aveva detto. E quelli li lasciarono fare. 7 Essi condussero il puledro a Gesù, gettarono su quello i loro mantelli ed egli vi montò sopra. 8 Molti stendevano sulla via i loro mantelli; e altri, delle |
|
fronde che avevano tagliate nei campi. 9 Coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! 10 Benedetto il regno che viene, il regno di Davide, nostro padre! Osanna nei luoghi altissimi!»
MEDITAZIONE a cura del pastore Maurizio Abbà ...FRAGILITÀ E LIBERAZIONE...
Nelle crisi, e noi viviamo purtroppo incontestabilmente in un tempo di crisi, fra tante difficoltà e problemi possiamo intravedere qualche spiraglio di una possibile nuova dimensione, forse meno ampia quantitativamente ma, qualitativamente, più consistente e più libera, come qualche anno fa ben delineava il filosofo francese Paul Ricœur. Tenere animali legati non è bello, sciogliere i vincoli, liberare le catene è un programma sempre valido, così come sciogliere le catene alla Bibbia, un messaggio, letteralmente, scatenato, che libera. In tempo di fragilità il racconto della Domenica delle Palme ci descrive persone che
osannano ma che pochi giorni dopo grideranno ‘Crocifiggilo!’. La Domenica delle Palme inizia, liturgicamente, la Settimana di Passione, che porterà alla Pasqua. Noi sappiamo che vi è questa cadenza liturgica: Domenica delle Palme, Giovedì Santo, Venerdì Santo, Sabato Santo, Pasqua di Resurrezione. Ovviamente i primi discepoli non avevano questa scansione temporale da vivere e gli accadimenti li frastornavano e li stupivano. Un elemento in comune, che viviamo in questi anni in particolare in questa Domenica, è la fragilità che caratterizza le nostre esistenze. Siamo in un tempo di fragilità, in certi momenti di massima fragilità. Tempi Fragilissimi: causa pandemia, per prudenza, molte attività necessariamente chiudono o sono drasticamente ridotte, ma le fabbriche di armi perché restano aperte? Già bisogna adorare il dio PIL (Prodotto Interno Lordo) e la corsa agli armamenti lo ingigantisce, dicono che ciò sia per il nostro benessere, sarà, anzi non sarà proprio: purtroppo quando i soldati italiani in missione all’estero ‘inciampano’ nelle mine antiuomo, sovente accade che sono fabbricate in Italia, resta solo una medaglia da porgere ai congiunti... Fragilità è anche umiltà e nonviolenza, cavalcando un puledro d’asina. Puledro che simbologia mitezza e grande tenacia, caratteristiche proprie dell’asino: • l’asina di Balaam nel libro biblico dei Numeri capitolo 22,21-35, rende decisamente l’idea, anche di più! • in Giobbe 39,5: Chi manda libero l’onagro e chi scioglie i legami all’asino selvatico? • Francesco d’Assisi collocherà l’asinello nel suo presepio a riscaldare il bambino Gesù. Fragilità non è per forza e sempre qualcosa che non va.
Fragilità richiede modi e toni accurati e premurosi in una delicatezza di fede, una fede
fiera ma non arrogante. Gesù sarà onagro, asino selvatico che non può essere catturato. Occorre sempre discernimento acuto e profondo, infatti, in Marco 11,11 troviamo l’espressione: Περιβλεψάμενος che si può tradurre con “avendo guardato intorno”.
«Gesù guarda ogni cosa attorno! Il verbo guardare (periblépesthai) attribuito solo a Gesù nel Vangelo di Marco (3,5.34;5,32; 10,23) indica uno sguardo carico di riflessione, di silenzio, di tensione. Da che cosa è colpito profondamente il suo sguardo? Il lettore si aspetta delle indicazioni, invece segue l’uscita di Gesù dalla città e la partenza per Betania, giustificata dall’ora già avanzata. Si allontana per motivi di sicurezza oppure per trovare ospitalità in casa di amici? I Dodici sono con lui, ma tutti tacciono. L’entusiasmo precedente è velocemente scemato». (Rita Pellegrini (a cura di), Il Vangelo di Marco, Edizioni Messagero Padova, 2008, 182).
Può illuminarci l’incastonare questo brano che troviamo inserito a sandwich tra il racconto in cui Gesù guarisce il cieco Bartimeo e la descrizione del fico che inaspettatamente non dà frutto (Betfage vuol dire ‘casa dei fichi’!) e poi i mercanti cacciati dal tempio. Fragilità e Liberazione, appunto.
ZACCARIA 9,9 Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile, in groppa a un asino,
|