disegno tratto da: www.qumran2.net
Uno sguardo cristiano-protestante sul presepio
Maurizio Abbà
1. Presepio per i cristiani-protestanti ?!?
corona dell’Avvento, ghirlande e pigne, albero di Natale, vanno bene, sono doc per i protestanti,
ma… il presepio …?!?, il presepio no, non appartiene come sensibilità spirituale al mondo protestante,
al riguardo si possono avanzare due serie obiezioni a sostegno del rifiuto del presepio da parte evangelica:
- rifiuto di tipo teologico;- rifiuto di tipo pedagogico.
-
Il rifiuto di tipo teologico si basa sul divieto biblico, la seconda
delle Dieci Parole, il secondo comandamento afferma infatti:
«Non
farti scultura, né immagine alcune delle cose che sono lassù nel cielo o
quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare
davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE il tuo Dio, sono
un Dio geloso», Esodo 20,4-5; Deuteronomio 5,8-9.
-
Il rifiuto di tipo pedagogico è per evitare che il bambino crescendo
accomuni la sorte di Babbo Natale e Gesù bambino, si delinea il rischio
che una volta dissolta la convinzione sull’esistenza del primo, per
l’effetto ‘trascinamento’, anche Gesù diventerebbe un balocco buono
soltanto per il periodo dell’infanzia.
2. un nuova prospettiva sul presepio
Considerate
le obiezioni di cui sopra, per una rivalutazione del presepio da parte
cristiano-protestante occorre inquadrare in maniera del tutto diversa,
nella forma e nel contenuto, la rappresentazione della nascita di
Cristo.
Questo
comporta l’interrogarsi su alcuni pregi che possono, all’inizio
cautamente ma poi decisamente fatti emergere da un’utilizzo del presepio
come strumento di richiamo e di divulgazione biblica, per una didattica
fruttuosa a partire da uno spunto interessante per ri-meditare alcune
figure bibliche.
Innanzitutto:
- Gesù: è stato un Bambino in
un mondo che già all’epoca con Erode uccideva i bambini. In Matteo e
Luca abbiamo i racconti dell’infanzia che ci ricordano l’importanza, la
difficoltà, e la gioia di un bambino che arriva tra noi;
- Maria e Giuseppe:
finalmente possono essere visti come figure terrestri, e senza
sdolcinatura, si può affermare l’importanza e la solidità di questo
‘ritratto’: quello di una coppia che si ama e che si coccola il proprio
bambino;
- gli Animali sembrerebbero
la parte più controversa: da una parte sono una parte costitutiva del
presepio tradizionale, ma, d’altra parte, non hanno riscontro nei
racconti evangelici della natività. Bisogna però tener presente che
all’epoca persone e animali condividevano gli stessi ambienti, e
soprattutto non si può certo dire che vi sia il silenzio nella Bibbia su
episodi e vicende che concernono gli animali! Basti qui citare: nel
Primo Testamento l’asina di Balaam, libro biblico dei Numeri capitolo
22; e poi: Gesù «stava tra le bestie selvatiche» Marco 1,13, il riferimento è a Gesù in età adulta, all’inizio della sua attività pubblica!
Nella
Bibbia e nella successiva tradizione artistico-letteraria-musicale la
simbologia animale è stata richiamata per rappresentare Cristo con
animali veri ma anche con animali leggendari, fra gli altri: l’unicorno,
il pellicano, il leone, la tigre;
- i Pastori:
sono coloro che all’epoca erano considerati ai margini della società,
nel racconto della Natività c’è una grande nota di attenzione e di
considerazione nei loro confronti.
Luca
2,14: «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini
ch’egli gradisce!» questo dice il testo biblico e non il fuorviante:
“pace in terra agli uomini di buona volontà!”, si tratta di uno
spostamento d’accento significativo: sull’iniziativa di Dio che va
incontro alle persone;
- gli Angeli:
la figura dell’angelo, solitamente sequestrata dal consumismo religioso
e commerciale, inquadrata anch’essa correttamente (cioè secondo il dato
biblico) permette di riscoprire l’importanza del messaggero di Dio,
nell’angelo è Dio medesimo che ci raggiunge. L’angelo biblico è un
comunicatore della Parola, non ha bisogno, solitamente, di descrizioni
immaginifiche e fuori dalla norma, appartiene alla quotidianità. Come
dice il teologo Claus Westermann: «Gli angeli di Dio non hanno bisogno
di ali».*
* Claus Westermann, Gli Angeli di Dio non hanno bisogno di Ali. Riflessioni e letture bibliche,
traduzione di Teresa Franzosi, (collana I Triangoli), Edizioni Piemme, 1995, Casale Monferrato (AL).
- i Magi:
nella narrazione biblica si usa il plurale, quindi erano più di uno ma
il loro numero non è riportato (il tre è poi sorto anche e soprattutto
in riferimento ai tre doni che portano); non sono riportati i nomi (una
tradizione successiva li chiamerà: Gaspare, Melchiorre, Baldassarre),
nella narrazione biblica non si dice che sono dei re (e questo comunque
non sminuisce il loro omaggio al bambino Gesù!).
La
parola biblica può illuminare il presepio di cose genuine e di altre
secondarie, riscoprendo persone e vicende bibliche e della tradizione
cristiana successiva che meritano di essere conosciute.
3. Didattica del presepio:
Per
l’elaborazione dello schema seguente ho ripreso, con alcune varianti,
lo specchietto con i temi su cui riflettere e lavorare proposto da
Roberta Colonna Romano da lei elaborato con molta competenza:
argomento ricerca biblica ricerca storico-geografica o scientifica
Gesù ( Yehôsûa΄ )
Evangeli di Luca e Matteo
i neonati: cure, modi di vestirli,
a seconda dei paesi e delle culture,
in diverse epoche, nelle civiltà mediterranee.
Maria ( Miriàm )
Evangeli di Luca e Matteo
condizione della donna in Israele.
Abbigliamento, modo di viaggiare.
Censimenti: nell’antichità ed ai nostri giorni.
Giuseppe ( Iosef )
Evangeli di Luca e Matteo
vivere in un paese sotto l'occupazione dell'Impero Romano.
gli Animali
gli animali nella Bibbia,
nella tradizione artistica,
alcuni animali sono considerati simboli di Gesù Cristo.
i Pastori
Evangelo di Luca
condizione dei pastori in Israele;
la pastorizia al giorno d'oggi;
gli Angeli
Evangeli di Luca e di Matteo
vari modi di raffigurarli
(sogno di Giuseppe)
gli angeli nell’arte del Nuovo e dell'Antico Testamento.
i Magi
Evangelo di Matteo astrologia e astronomia
profezie in Mesopotamia e, in genere, in Oriente.
la stella
Evangelo di Matteo
natura delle comete
la capanna
Evangelo di Luca
abitazioni in Israele e nel bacino del Mediterraneo.
la neve
clima di Israele
4. Quali contatti con il presepio di francescana memoria ?
Nella
memoria dei protestanti, Francesco d’Assisi è sentito in gran parte
vicino alla fede evangelica. Le sue ‘somiglianze di fede’ con Valdo ( la
cui vicenda di fede, precede di alcuni anni quella di Francesco. Valdo è
all’origine del movimento dei ‘Poveri di Lione’ da cui sorgeranno i
movimenti valdesi medievali) sono notevoli: il richiamo ad una
predicazione di fede vissuta nella povertà come stile di vita che
rovescia ambizioni ormai consolidate; la nonviolenza e il rifiuto della
guerra.
Francesco
d’Assisi storicamente è inquadrato nella tradizione cattolico-romana,
il suo messaggio ha però valicato gli steccati confessionali.
(Francescani, uomini e donne, sono presenti con un proprio ordinamento anche tra i luterani e gli anglicani).
Il
messaggio francescano è attuale nel cercare un rapporto diverso con la
natura e tutto il creato e le creature; di estrema attualità è altresì
il suo tentativo di dialogare.
Sono
due i punti di contatto che in quanto cristiano-protestante mi sento di
condividere con altri cristiani riflettendo sul presepio ideato da
Francesco.
Primo punto di contatto:
- Per il Natale del 1223, nel paese di Greccio*,
*
Il paese di Greccio è nel Lazio, in provincia di Rieti, ancora oggi si
svolge il presepio. La memoria di quell’evento è mantenuta viva. Il
presepio proposto ha delle caratteristiche peculiari: non è quello
tradizionale con i personaggi tipici della Natività: i personaggi del
presepio di Greccio, infatti, non sono quelli della famiglia di Gesù,
troviamo invece i personaggi e la riproposizione dell’ambiente
dell’epoca per rammentare cosa accadde in quella notte del XIII secolo
per cui troviamo: Francesco d’Assisi, i frati, il cavaliere Giovanni
Velita (con il titolo di signore di Greccio) e sua moglie Alticama.
Francesco,
che in tempo di crociate belliche per (ri)conquistare violentemente la
“Terra Santa”, era riuscito invece a parlare con il “lupo” cioè con il
Sultano, Francesco aveva cercato, in qualche modo, di dialogare facendo
tacere le armi.
combattere per la fede, la terra santa è dentro ognuno di noi, riecheggiano le parole dell’apostolo Paolo:
«Non
sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in
voi?». Là dove siamo, abitiamo, viviamo, speriamo e amiamo ecco è il
luogo dove Cristo nasce: nei nostri cuori e nei luoghi dove ogni giorno
ci troviamo e ci ri-troviamo.
Una
scelta di fede che squarcia il buio dell’epoca e di quelle successive:
la nostra più che mai ha bisogno di questo raggio di sole. Una scelta
che adotta la nonviolenza: infatti, non si va a combattere per la fede,
in quanto non ci sono dei luoghi “più santi di altri che richiedono che
sia versato del sangue ”, si pensi alle parole che Gesù rivolge alla
Samaritana nell’Evangelo di Giovanni 4,23: «i veri adoratori adoreranno
il Padre in spirito e verità: poiché il Padre cerca tali adoratori» è
Dio che s’incammina in pellegrinaggio verso di noi!
- Secondo punto di contatto:
è
la possibile partecipazione attiva alla Natività, diventando parte
attiva e costitutiva della rappresentazione. Si può fare un parallelo
con quello che sosteneva il filosofo danese protestante Søren Aabye
Kierkegaard (1813-1855) che bisogna essere ‘contemporanei di Cristo’ che
significa essere lì presenti dove Gesù sta predicando il Regno di Dio,
guarendo i malati, ascoltando i bisognosi, resistendo al male, pregando.
Fare parte della narrazione biblica, questo vuol dire diventare
protagonisti delle vicende bibliche, sentirsi coinvolti nelle vicende
descritte nei due Testamenti,
breve nota bibliografica:
- Tonino Conte, …e San Francesco inventò il presepio, illustrazioni di Emanuele Luzzati,Il
Melangolo, Genova, 2002 - volume realizzato in collaborazione con la
città di Torino - . (Tonino Conte ha fondato nel 1975, insieme ad
Emanuele Luzzati, il Teatro della Tosse di cui è direttore artistico).
-
Da questo volume, - p.15 e p.42 - sono tratte le illustrazioni di
Emanuele Luzzati riportate nell'articolo apparso sulla rivista: Tempi di
Fraternità
- Roberta Colonna Romano, "Didattica del presepio",
in:
«La Scuola Domenicale –
rivista del consiglio nazionale scuole domenicali del servizio
istruzione ed educazione della Federazione delle Chiese Evangeliche in
Italia», luglio 1993, anno C – n.1, pp. 107-116; lo schema sopra
riportato (con alcune modifiche) è tratto da p. 111.
Ho qui ripreso, con alcune piccole modifiche, il mio articolo apparso nel periodico:
«Tempi di Fraternità – donne e uomini in ricerca e confronto comunitario»,
n. 10, anno trentatreesimo, dicembre 2004, pp. 14-16,
pubblicato, successivamente, nei seguenti blog:
biellaprotestante.blogspot.it in data 25 dicembre 2008
ivreavaldese.blogspot.it in data 20 dicembre 2011
aostavaldese.blogspot.it in data 15 dicembre 2012
courmayeurvaldese.blogspot.it in data 22 dicembre 2013
ginevravaldese.blogspot.it in data 16 dicembre 2014
aostavaldese.blogspot.com in data 22 dicembre 2015
ginevravaldese.blogspot.it in data 16 dicembre 2014
aostavaldese.blogspot.com in data 22 dicembre 2015
