martedì 10 dicembre 2019

Storia Valdese - Nell'Italia dell'800

I valdesi partecipano attivamente alla costruzione dell'Italia risorgimentale
Bibbia Con la fine del ghetto alpino i valdesi si trovarono coinvolti nel processo risorgimentale e vi si impegnarono attivamente, convinti di dover partecipare al rinnovamento del paese non solo sotto l'aspetto politico e sociale ma anche religioso.
Per esprimere questo loro impegno i valdesi, come gli altri evangelici, usarono il termine "evangelizzazione". Parlando di "evangelizzare" l'Italia essi non intendevano fondare una nuova religione, ma, come Valdo, rendere attuale il messaggio dell'Evangelo: diffondere la Bibbia, stimolando la riflessione teologica per un rinnovamento della fede cristiana. Questa opera di testimonianza fu effettuata a livello di predicazione con l'apertura di sale di conferenze e di locali di culto, ma si espresse anche nel campo dell'assistenza e con particolare impegno in quello dell'educazione. Venne creata una diffusa rete di scuole elementari e si può dire che ogni comunità evangelica ebbe una sede scolastica; il maestro insieme al venditore di Bibbie fu il personaggio tipico dell'evangelismo italiano. Ed accanto alle scuole, convitti, orfanotrofi, scuole di artigianato, altrettanto intenso fu l'impegno nel campo sanitario ed assistenziale con fondazioni di ospedali, ricoveri per anziani, asili. 
Dopo il 1848 i valdesi non furono però i soli evangelici presenti in Italia. Gruppi di esuli politici che si erano rifugiati in Europa ed avevano conosciuto il protestantesimo, tornando in patria, diedero vita ad una chiesa libera italiana.
Giunsero però anche dal mondo anglosassone esponenti di chiese evangeliche, in particolare metodiste che diedero vita con la loro predicazione a comunità in molte parti del paese.



Segregazione della minoranza valdese in Piemonte
Lettere Patenti del re Carlo Alberto 17 febbraio 1848 Per tutto il XVIII secolo però i valdesi vissero nei limiti territoriali fissati nel Cinquecento, emarginati e oggetto di una legislazione discriminatoria che ne faceva dei cittadini di seconda categoria come gli ebrei nei ghetti cittadini.
Riuscirono però a mantenere un livello di istruzione molto alto grazie all'aiuto dei paesi protestanti, in particolare l'Inghilterra e i Paesi Bassi e all'uso della lingua francese.
Dovettero attendere il 17 febbraio 1848 per vedere riconosciuti i loro diritti civili e politici dalle Lettere Patenti di Carlo Alberto. Per quanto riguarda invece la libertà di coscienza, era negata per il fatto che la religione cattolica restava religione dello Stato. Il principio moderno di una separazione della Chiesa dallo Stato e della libertà religiosa non venne attuato; né la chiesa cattolica né la società italiana erano pronte ad accoglierlo.


Le lettere patenti del 17 febbraio 1848 con cui il Re Carlo Alberto concesse i diritti civili ai valdesi
Lettere Patenti del re Carlo Alberto 17 febbraio 1848
CARLO ALBERTO
per grazia di Dio
re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme
duca di Savoia, di Genova, ecc. ecc.
principe di Piemonte, ecc. ecc.

Prendendo in considerazione la fedeltà ed i buoni sentimenti delle popolazioni Valdesi, i Reali Nostri Predecessori hanno gradatamente e con successivi provvedimenti abrogate in parte o moderate le leggi che anticamente restringevano le loro capacità civili. E Noi stessi, seguendone le traccie, abbiamo concedute a que' Nostri sudditi sempre più ampie facilitazioni, accordando frequenti e larghe dispense dalla osservanza delle leggi medesime. Ora poi che, cessati i motivi da cui quelle restrizioni erano state suggerite, può compiersi il sistema a loro favore progressivamente già adottato, Ci siamo di buon grado risoluti a farli partecipi di tutti i vantaggi conciliabili con le massime generali della nostra legislazione.
Epperciò per le seguenti, di Nostra certa scienza, Regia autorità, avuto il parere del Nostro Consiglio, abbiamo ordinato ed ordiniamo quanto segue:
I Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de' Nostri sudditi; a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, ed a conseguire i gradi accademici.
Nulla è però innovato quanto all'esercizio del loro culto ed alle scuole da essi dirette.
Date in Torino, addì diciassette del mese di febbraio, l'anno del Signore mille ottocento quarantotto e del Regno Nostro il Decimottavo.


tratto da:
www.chiesavaldese.org