domenica 11 marzo 2018

la Lumière - Domenica 11 marzo 2018 - Giovanni 3,14-21

Domenica 11 marzo 2018
- 4a DEL TEMPO DI PASSIONE - LAETARE
Gioite con Gerusalemme - Isaia 66,10
 
 Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 3,14-21
traduzione Versione Nuova Riveduta
 
14 «E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato, 15 affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. 16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. 19 Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; 21 ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio».

BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

verità luminosa

Maurizio Abbà 

Riuscire a fare la verità nella luce

facendo opere buone in quanto opere in Dio.

Riuscire a farle senza aggrovigliarci in relazioni velenose,
attraversando i deserti della solitudine e delle folle anonime, uscendo da situazioni oscure, 
riuscendo a porgere luce là dove siamo.

Ecco che Vita Eterna allora è qualcosa che ci riguarda adesso ,
ci riguarda già adesso, è infatti una qualità diversa per vivere pienamente la vita 
e costruirla con fede operosa.
Una qualità vitale e non solo una quantità di giorni accumulati.
Rendere i giorni più belli con l'attenzione premurosa e gentile alle piccole grandi cose.
Non è banalità, è
una verità luminosa
 



*************************

serpente un simbolo considerato in maniera ambivalente nella storia delle religioni e nella storia delle culture  ostile e velenoso mentre alcune divinità in alcune religioni erano raffigurate come serpenti.
Al dio sumero Ningishzida è attribuita la raffigurazione di serpenti attorcigliati attorno ad un bastone.
Siamo oltre i mille anni prima del bastone di Mosè, il caduceo di Ermes, il bastone di Asclepio.

Le loro  note caratteristiche:
- Caduceo di Hermes: Simbolo di sapienza e d'immortalità, era associato al dio greco Hermes / Mercurio per i romani. Trattasi di un bastone alato con due serpenti aggrovigliati a spirale che salgono verso l'alto, in cui il bastone del dio è di equilibrio tra gli opposti. 
Farmaco, etimologicamente è: 'medicamento' il termine significa però anche, all'opposto, 'veleno', occorre dunque il giusto dosaggio per un sapiente equilibrio così che possa esercitare la sua funzione medicamentosa e non in dose eccessiva risultare invece di gravissimo danno.
La sua simbologia è attestata anche in diversi stemmi dell'araldica.


- Bastone di Asclepio: un serpente avvolto ad una verga: nell'antichità simbolo greco che richiamava la medicina, infatti, Asclepio era il dio della salute nel pantheon greco. 
Il suo nome latinizzato era Esculapio, ad istruirlo nella scienza medica fu il centauro Chirone (centauro: figura mitologica per metà uomo e per metà cavallo). 
Il bastone di Asclepio è simbolo delle arti mediche e terapeutiche. 
Un simbolo in cui un semplice bastone è associato ad un serpente il cui cambiamento della pelle definita 'la muta' è utilizzata a simboleggiare una sorta di rinascita con vitalità e fertilità.
- Nel Medioevo i medici  portavano una canna a simbolo della loro attività professionale  - .
- Nell'età contemporanea il bastone di Asclepio lo si ritrova nel logo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità un'agenzia speciale dell'ONU per la salute; il logo lo ritroviamo inoltre come simbolo internazionale di soccorso (detto: Simbolo della Vita o Star of Life); lo si ritrova altresì come simbolo internazionale sui mezzi di soccorso medico (riportato all'interno di una croce azzurra a sei braccia); è simbolo dell'AMA: American Medical Association (Associazione Medica Americana).
In Italia è simbolo dell'ordine dei farmacisti.
Il bastone di Asclepio e il Caduceo di Ermes sono utilizzati dalle associazioni dei farmacisti e dei medici.
(In alcune farmacie si trova la croce verde: è la croce di Ippocrate, considerato fondatore della medicina, sul cui giuramento o per la precisione: ad egli attribuito,  i medici, i chirurghi e gli odontoiatri prestano a loro volta giuramento ancora al giorno d'oggi seppure in una versione variata e modernizzata).


- Bastone di Mosè:
lo troviamo citato la prima volta nel libro biblico Esodo 4,2 bastone con cui farà segni prodigiosi, i primi riferimenti biblici: Esodo 4,17; 7,9; è menzionato anche il bastone del fratello Aaronne: Esodo 7,10.12 ve ne sono diversi altri.

- Neustan (traduzione Diodati: Nehustan) successivamente il serpente di rame era ormai solo e soltanto un 'pezzo di rame', da agente terapeutico (libro biblico dei Numeri 21,4-9) era divenuto tutt'altro: oggetto di adorazione idolatrica e fu distrutto: libro biblico II Re 18,4.


nella Storia dell'Arte:

- la scultura raffigurante un serpente nero di bronzo si trova nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, portato forse verso l'anno 1000;
- Michelangelo, il Serpente di bronzo, affresco in un pennacchio della volta della Cappella Sistina (1511-1512), custodito nei Musei Vaticani;
- Agnolo Bronzino Adorazione del serpente di bronzo nell'affresco, databile tra il 1540 e il 1545, situato nella cappella Eleonora di Toledo a Palazzo Vecchio a Firenze;
Jacopo Tintoretto, Il serpente di bronzo. Tintoretto iniziò dal 1564 a dipingere le decorazioni della Scuola Grande di San Rocco di Venezia, nella Sala Superiore è custodita quest'opera;
- Anthony Van Dyck Il serpente di bronzo (1621), olio su tela, è al Museo del Prado - Madrid
- Pieter Paul Rubens Serpente di bronzo (1638-1639), olio su tela, si trova alla National Gallery - Londra.
     



Theologica
Paola RADIF

“ Intorno a Gesù ruotano tanti personaggi. In primo piano troviamo sua madre, presente nel suo silenzio carico di presagi, poi con l'inizio della vita pubblica, gli apostoli, gli amici, i miracolati, i convertiti, ma sullo sfondo ci sono personaggi minori e tuttavia interessanti. Maria e Marta, accoglienti con Gesù fino all'ultimo. Il cireneo, che porta la croce per lui. Il ladrone pentito, il centurione. Nicodemo, colla sua sete di sapere. Se fossimo a teatro, diremmo che sono tutte comparse. Nel cammino della fede non ci sono comparse. Dunque, anche noi possiamo ritenerci davvero protagonisti di una storia unica, personale, cara al Signore. “


 pubblicato su Il Cittadino (Diocesi di Genova) del 11 marzo 2018

    riportato da: alzogliocchiversoilcielo