le Lettere di Paolo
Nel marzo 2015 Àncora pubblicò un volume con la traduzione e il commento dei Vangeli, realizzato secondo i criteri più aggiornati della scienza esegetica.
Punti di forza del libro erano la completezza e la vastità dell'opera; la novità assoluta di una traduzione/commento integrale affidate a bibliste italiane; il linguaggio non specialistico e ricco di sensibilità femminile.
Questo volume rappresenta la continuazione di quel progetto, con la traduzione e il commento dell'epistolario paolino - a opera di Rosanna Virgili, Rosalba Manes ed Emanuela Buccioni
- cui seguirà un volume dedicato agli altri scritti del Nuovo Testamento.
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Il pensiero paolino ha suscitato incessantemente adesioni e, viceversa, posizioni contrastanti.
Vere svolte importanti, costitutive di capitoli pregnanti della storia della teologia; basti pensare all'importanza della Lettera ai Romani e appunto ai commentari che ha suscitato nei secoli, le svolte cui ha dato impulso, tra cui quella di Karl Barth, teologo riformato (per la precisione: riformato, non luterano, diversamente da quanto affermato nell'Introduzione a a p. 46).
Maurizio Abbà
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Vangeli (I)
Tradotti e commentati da quattro bibliste
- Prima opera completa di traduzione e commento dei vangeli realizzata da quattro bibliste: Rosalba Manes (Matteo), Annalisa Guida (Marco), Rosanna Virgili (Luca), Marida Nicolaci (Giovanni).
- Traduzione del testo originale in una lingua italiana fluente e suggestiva, per rendere la sorprendente ricchezza del linguaggio evangelico.
- Commento fondato su un'accurata analisi del testo, arricchita da sensibilità e intuizione femminili con particolare attenzione - nei commenti e nel saggio conclusivo - alla presenza straordinariamente decisiva delle donne nel racconto evangelico.
La parte delle donne
L'entrata in scena delle donne nel mondo degli studi biblici comincia a far vedere i suoi primi frutti.
A una passione di rara intensità che esse generalmente mostrano per la Scrittura,
si unisce il rigore scientifico custodito da un impegno diligente e tenace,
quale la vastità degli studi prevede e chiede.
A tutto ciò le donne aggiungono una capacità di intuizione speciale
nella comprensione e l'impatto con la profonda e
complessa esperienza umana e spirituale che la Bibbia contiene
e con l'espressione letteraria con cui essa si consegna.
Trattandosi di una scrittura sapienziale, la Bibbia si presenta, infatti, particolarmente consona
all'intelligenza femminile che è fatta di buon senso, intelletto, capacità di discernimento e saggia
decisione. Non sarà un caso che proprio nella Bibbia - fatto altresì condiviso dalle culture dall'intero
bacino del Mediterraneo - la donna sia simbolo della Sapienza, quella "fanciulla" che era accanto a Dio
mentre creava il mondo (cf Pr 8,22ss.)
e da cui ogni inesperto sulla terra prende consiglio per avere la vita (cf Pr 9,1-6).
La presenza straordinariamente decisiva delle donne nella storia biblica
- da Eva e Maria, passando per Agar, Rachele, Giuditta, Ester, Elisabetta, Lidia,
la diacona Febe, e molte altre
- ci fa interrogare sul come mai, nella storia della Chiesa, la Parola biblica
sia stata negata alle menti e alla bocca delle donne.
Non finiremo di chiederci perché mai le donne non abbiano potuto continuare a dare il loro
insostituibile contributo alla comprensione, riflessione, interpretazione,
traduzione e trasmissione di tale Parola lungo il corso dei secoli.
Rosanna Virgili, Presentazione, 10-11.

