Paolo RICCA:
[...]
Così l'onnipotenza, riferita a Dio, non è un titolo onirifico e decorativo o un'iperbole retorica;
al contrario è il suggello stesso della divinità.
Un Dio non onnipotente potrebbe essere tante cose, tranne che Dio.
Ci sarebbe infatti qualcuno più potente di lui, e a questo qualcuno spetterebbe allora di essere considerato Dio.
[...]
Dio condividendo la nostra debolezza, non ne approfitta per imporsi come extrema ratio,
come ultima risorsa quando tutte le altre hanno fallito. E allora
ricorriamo a Dio, che però non vuole essere l'ultima risorsa, ma la
prima: prima che nella malattia, vuol essere riconosciuto e invocato
nella salute; non quando siamo in crisi, ma quando stiamo bene; non nei
giorni difficili, ma in quelli felici; non quando siamo deboli, ma
quando siamo forti.
Nella nostra debolezza, Dio non ci dice: «Adesso non puoi più fare a meno di me». No, Dio non ragiona così, non ci prende per il collo (se così si può dire);
vuole che la fede sia un atto di libertà, non di necessità.
tratto da: - Paolo Ricca, Onnipotenza e Fragilità: attributi dello stesso Dio?
in: A cura di Brunetto Salvarani,
La fragilità di Dio contrappunti teologici sul terremoto
(Itinerari Collana di spiritualità Dottrina esperienze testimonianze),
EDB Edizioni Dehoniane Bologna, 2013, Bologna, 141-156, qui 142-143.155.
post già pubblicato in questo blog in data: mercoledì 29 luglio 2015.
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