martedì 10 dicembre 2024

La Teologia secondo Karl Barth

 

Fra tutte le scienze la teologia è la più bella, 

quella che tocca più profondamente l’intelligenza e il cuore, 

quella che si avvicina di più alla realtà umana 

ed offre la visione più chiara della verità che ogni scienza ricerca; 

che si avvicina di più al significato di quel nome venerabile e profondo di «facoltà». 


In altre parole un paesaggio con prospettive lontanissime e tuttavia sempre luminose, 

come quelle dell’Umbria e della Toscana; 

un’opera d’arte così sovrana e bizzarra come il duomo di Colonia o di Milano. 


Poveri teologi e poveri tempi della teologia 

che ancora non hanno percepito questa bellezza! 

Ma fra tutte le scienze la teologia è anche la più difficile e la più pericolosa, 

quella in cui, quando ci si impegna, 

si può facilmente cadere nella disperazione 

ovvero — ed è quasi ancor peggio — nell’orgoglio. 


La scienza, che svolazzando o sclerotizzandosi, 

può diventare la cosa peggiore che si possa immaginare: la caricatura di se stessa. 


C’è una scienza che possa diventare così mostruosa e così noiosa come la teologia? 

Non sarebbe teologo colui che non si fosse spaventato di fronte ai suoi abissi 

o che avesse cessato di esserne spaventato.

                                                                                                                         Karl Barth