MERCOLEDÌ 25 DICEMBRE - NATALE
Adorazione dei pastori (1534 circa)
dipinto a olio su tela 147x166cm Pinacoteca Tosio Martinengo - Brescia
è firmato "Lottus"
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,1-14
Bibbia Versione Nuova Riveduta
1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero.
2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea,
alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,
5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto;
7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò,
e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
8 In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte
facevano la guardia al loro gregge.
9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro,
e furono presi da gran timore.
10 L'angelo disse loro: «Non temete,
perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:
11 "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.
12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"».
13 E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!»
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Il segno che cambia tutto
Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà
Natale nel suo senso autentico è una festa controcorrente,
si celebra la fragilità che è forte,
si festeggia il donare,
la realtà però conficca anche in questo Natale la paura,
paura delle guerre, del terrorismo, delle malattie, delle pandemie, delle perdite di lavoro,
il 'contro-catalogo' è lungo ahinoi, la realtà è una potenza controcorrente,
tutto pare avverso allo spirito del Natale, del vero Natale.
Ancora di più dobbiamo soffermarci sulla Parola,
a Betlemme 'casa del pane', fame della Parola,
che rinvia alle cause della fame di cibo per tante persone nel mondo.
Come ci dicono i biblisti:
«La Parola si è fatta carne perché ogni carne si faccia Parola, cioè racconto di Dio»,
(Ermes Ronchi).
Il passo biblico ci parla di 'censimento',
non siamo numeri registrabili, siamo persone.
Dobbiamo ricordarcelo, volersi bene e voler bene ad altri ha questo significato,
non solo a Natale, tutti i giorni,
o se lo desideriamo, può essere Natale tutti i giorni.
Un censimento lo possiamo fare noi, non sempre quello delle cose che ci mancano,
ma di quello che abbiamo ricevuto, e dei grazie da porgere.
Ci torniamo tra poco.
A Betlemme, 'casa del pane', la Parola è pane da spezzare per essere suddiviso,
vale anche per il cibo
cibo per tutti,
quindi per una economia
che non sia quella capitalistica che sazia solo pochissimi
e lascia tanti in difficoltà e moltitudini in miseria.
Si può fare,
Betlemme era chiamata anche 'Efrata' che vuol dire ricca di frutti,
è, infatti, zona fertile, a pochi km da Gerusalemme,
ricca appunto di frutti: fichi, olive, mandorle, uva.
A Betlemme è stato recentemente attribuita,
dagli studiosi, come possibile l'etimologia:
casa della (dea cananaica) Lahama o Lahamu,
equiparato al dio Ninib lettura in uso della divinità babilonese ed assira Ninib,
divinità della guerra e della caccia, siamo alle solite, ahinoi,
e siamo al bivio decisivo in quanto fondamentale:
casa del pane per sfamare la fame materiale e spirituale
o
casa delle armi per distruggere persone e animali?
- Purtroppo un Natale senza alcuni dei nostri cari,
anche per loro dobbiamo raccontare il Natale,
un giorno ...
un giorno faremo festa tutti insieme,
con noi anche i cari che ci hanno lasciato sì, ma non per sempre,
torneremo a raccontare le storie dell’Evangelo anche con loro, sicuro,
allora l’Evangelo di Natale risuonerà
e sarà pienamente l’Evangelo di Pasqua di Risurrezione in Cristo.
La fede spera questo, la fede del Natale di Gesù Cristo crede questo, fede fragile e vitale, fede piccola come un cucciolo d’uomo, piccola ma grande come la speranza di vita che, nonostante tutto, ti raggiunge proprio là, là dove sei, dove vivi, credi, speri e ami;
Se c'è una com-unione dei santi, tra cielo e terra,
ecco sta in questo raccontare la Buona Notizia che si è ricevuta
e ri-raccontarla ancora, situandola di generazione in generazione.
Per 'santi' s'intende non dei supereroi della fede,
ma coloro che hanno già percorso e coloro che camminano nella fede,
dietro la croce nel discepolato della Sequela Christi;
una fede fragile e traballante,
a volte anche mutilata o persino tranciata,
ad intermittenza, forse a tratti silenziosa,
ma nonostante tutto è viva
mangiatoia la Bibbia TOB traduce: la sala degli ospiti,
"facendo osservare che Lc usa un vocabolo differente per indicare l'albergo (cf. 10,34).
La parola qui usata designa in 22,11 la sala dell'ultima cena.
Nel presente contesto si tratta o del salone di un caravanserraglio
(di solito dotato di una scuderia) o del soggiorno di un'abitazione (Mt 2,11).
La tradizione della grotta compare nel II secolo (Giustino).",
Bibbia TOB.
E questo vi servirà di segno
Gesù era un marginale, era considerato un meno, fin dalla nascita,
la triste sorte delle vite meno, collocate tra parentesi,
come i pastori citati al v. 8,
ma, com'è noto, nelle espressioni matematiche,
se il segno meno (-) è posto davanti alla parentesi,
allora la parentesi è tolta
e cambiano i segni per tutti i numeri al suo interno!
Cambia il senso dell'esistenza, cambia tutto per tutti!
Appunto: non siamo solo un numero!
Teologicamente ispirandoci per prendere lo spunto iniziale
dalla lezione di Karl Barth
nel suo commentario a L'Epistola ai Romani,
in particolare al cap. 13,
Dio è il grande segno meno (-) divino che annienta le presuntuose potenze umane.
A proposito di parentesi durate troppo poco...
com'è noto, nei giorni vicini al Natale 1914:
accadde una cosa clamorosa,
una fraternizzazione nella prima guerra mondiale, un 'cessate il fuoco' informale ma reale, soldati tedeschi e britannici (e dei francesi) sul fronte occidentale
da una trincea all'altra,
s'incontrarono, scambiandosi auguri, doni,
organizzarono persino qualche partita di calcio,
erano nemici, così gli avevano detto,
ma la forza del Natale per qualche giorno fu più forte.
Ad ogni Natale e non solo a Natale
occorre ricordare questo evento incredibile,
ma vero.
Si è svolto davvero; ma, al solito, al Potere questo non piaceva per nulla.
La forza evangelica del Natale non può essere solo una parentesi transitoria,
è una luce che risplende nelle tenebre:
tanto per cominciare e tanto per... proseguire.
Angelo della guerra? No
Angelo della Pace? Sì, che scaccia le paure ed accoglie lo spirito della Pace
Gesù è nato, Gesù è veramente nato!
Buon Vero Natale!