«Il 31 ottobre 1517, vigilia della solennità di Ognissanti, non è accaduto nulla.
O meglio, nulla di visibile e di clamoroso. Lutero prende carta e penna, e scrive due lettere una al proprio vescovo, l’altra all’arcivescovo di Magonza.
Il primo, Hieronymus Schulze, era l’ordinario di Lutero, perché Wittenberg si trovava nella sua giurisdizione; egli tuttavia non aveva alcuna diretta responsabilità per ciò che concerneva lo scandalo delle indulgenze. La lettera è andata perduta, anche se Lutero la menziona più volte.
Il secondo, Alberto di Brandeburgo, arcivescovo di Magonza, di Magdeburgo, e amministratore di Halberstadt, era il responsabile della predicazione delle indulgenze in Germania e aveva incaricato alcuni predicatori domenicani di annunciare le lettere penitenziali.
Quest’ultima corrispondenza ci è stata conservata dalla storia».
tratto da:
- Giancarlo PANI, Lutero tra eresia e profezia
EDB - Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna, 2017, pp. 84-85,
(saggi editi precedentemente su «La Civiltà Cattolica», tra il 2015 e il 2017).