DOMENICA 5 NOVEMBRE
- 23a DOPO PENTECOSTE
Bibbia Versione Nuova Riveduta
Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 23,1-12
(Mc 12,38-39; Lc 20,45-47; 11,43.46;
Mt 6,1-5.16; Lc 14,7-11)
Allora Gesù parlò alla folla e ai suoi discepoli, dicendo: «Gli scribi e i farisei siedono sulla cattedra di Mosè. Fate dunque e osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le loro opere; perché dicono e non fanno. Infatti, legano dei fardelli pesanti e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; infatti allargano le loro filatterie e allungano le frange dei mantelli; amano i primi posti nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe, i saluti nelle piazze ed essere chiamati dalla gente: "Rabbì!" Ma voi non vi fate chiamare "Rabbì"; perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore. Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato.
la Lumière
Non arroccarsi
Senza armi solo così è Festa
Discepoli e Cittadini
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Il filo dell'Evangelo
per Comunità di persone libere e liberate
Meditazione di Maurizio Abbà
I 'rimproveri' di Gesù non sono rivolti ad altri,
ma dobbiamo prestare attenzione che potrebbero essere rivolti a noi.
Attenzione!
Testi come questo possono purtroppo
essere strumentalizzati dagli antisemitismi mai sopiti
ed ora tornati a ruggire violentemente, come poche altre volte nella Storia.
Attenzione agli antisemitismi e attenzione anche all'islamofobia.
La paura del fantasma dell'altro ci fa perdere
il senso dello stare bene con noi stessi e con gli altri.
Non è arroccandoci che saremo liberi.
Legare fardelli pesanti: la retorica 'dei nostri ragazzi',
mandati in guerra, ma sono sempre i ragazzi degli 'altri',
della povera gente,
che sono mandati a morire nei macelli
delle tante guerre che arricchiscono i trafficanti di armi.
In questi giorni di quasi (ex) feste, memorie e ricorrenze:
i 'santi', poi i 'morti', ed anche le 'forze armate',
in realtà la sequenza è stravolta ogni giorno:
le armi, i morti, e poi i santi.
Nell'orizzonte del Regno di Dio c'è spazio
invece per la festa della vita, qui ed ora,
senza armi,
solo così può essere davvero Festa.
Una guida: è importante avere l'orientamento ed il senso della direzione,
è ovvio.
Ma una persona sola al comando per tutto, non lo può dare
e non c'è da fidarsi di chi lo promette.
Questo vale anche e soprattutto in ambito religioso
e quindi anche ecclesiastico,
infatti:
Mt 23,9: "Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre",
chi lascia situazioni e beni,
riceve il centuplo, Mc 10,29 s.,
ma non in padri.
La comunità di Gesù è di sorelle e fratelli,
non di 'padri',
(come giustamente affermato dal teologo gesuita Gerhard Lohfink,
- Gesù come voleva la sua comunità? La chiesa quale dovrebbe essere,
Edizioni Paoline, 1987, p. 73, poi San Paolo edizioni, 2015).
Sono, siamo Discepoli.
- E la società? Sono, siamo Cittadini.
Bisogna 'alzare' ciò che importa davvero.
Scoprire questo giorno dopo giorno.
Ed 'abbassare' ciò che invece non è importante.
Il tempo che abbiamo vale tanto,
allora è meglio concentrarsi, Amando
e facendo fiorire ciò che il SIGNORE
fa sbocciare ogni giorno.
Gesù è stato il Maestro anche in questo,
anche per questo.
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Didattica delle letture a corredo:
Malachia 1,14 - 2,2.8-10;
Prendere 'la cosa a cuore' (Ml 2,2),
è una delle più belle affermazioni che possiamo ascoltare
e sentirci rivolgere,
e che, a nostra volta, possiamo rivolgere.
Per questo è molto impegnativa
ma foriera di realizzazioni benedicenti.
Salmi 131
Riuscire a trovare calma ed equilibrio
in questo mondo che pare
una gigantesca maionese impazzita non facilmente rimediabile,
è un compito davvero molto arduo,
prendere a cuore la Parola questo aiuta appunto.
I Tessalonicesi 2,7-9.13
come una nutrice accentuare accoglienza, tenerezza e nutrimento,
nella gratuità della Predicazione concreta del vangelo di Dio.
Imparare a dire grazie e ad Essere Gratitudine.
Il filo conduttore risulta evidente.
Non dobbiamo spezzarlo.