mercoledì 1 novembre 2023

Il filo dell'Evangelo per Comunità di persone libere e liberate


DOMENICA 5 NOVEMBRE

- 23a DOPO PENTECOSTE

Bibbia Versione Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 23,1-12

(Mc 12,38-39; Lc 20,45-47; 11,43.46;

Mt 6,1-5.16; Lc 14,7-11)


Allora Gesù parlò alla folla e ai suoi discepoli, dicendo: «Gli scribi e i farisei siedono sulla cattedra di Mosè. Fate dunque e osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le loro opere; perché dicono e non fanno. Infatti, legano dei fardelli pesanti e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito.  Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; infatti allargano le loro filatterie e allungano le frange dei mantelli; amano i primi posti nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe, i saluti nelle piazze ed essere chiamati dalla gente: "Rabbì!" Ma voi non vi fate chiamare "Rabbì"; perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore. Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato.


la Lumière

Non arroccarsi

Senza armi solo così è Festa

Discepoli e Cittadini




BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Il filo dell'Evangelo 

per Comunità di persone libere e liberate


                        Meditazione di Maurizio Abbà


I 'rimproveri' di Gesù non sono rivolti ad altri,

ma dobbiamo prestare attenzione che potrebbero essere rivolti a noi.


Attenzione! 

Testi come questo possono purtroppo 

essere strumentalizzati dagli antisemitismi mai sopiti 

ed ora tornati a ruggire violentemente, come poche altre volte nella Storia.

Attenzione agli antisemitismi e attenzione anche all'islamofobia.

La paura del fantasma dell'altro ci fa perdere 

il senso dello stare bene con noi stessi e con gli altri.

Non è arroccandoci che saremo liberi.


Legare fardelli pesanti: la retorica 'dei nostri ragazzi', 

mandati in guerra, ma sono sempre i ragazzi degli 'altri', 

della povera gente, 

che sono mandati a morire nei macelli 

delle tante guerre che arricchiscono i trafficanti di armi.


In questi giorni di quasi (ex) feste, memorie e ricorrenze: 

i 'santi', poi i 'morti', ed anche le 'forze armate',

in realtà la sequenza è stravolta ogni giorno:

le armi, i morti, e poi i santi.


Nell'orizzonte del Regno di Dio c'è spazio

invece per la festa della vita, qui ed ora,

senza armi, 

solo così può essere davvero Festa.


Una guida: è importante avere l'orientamento ed il senso della direzione,

è ovvio.

Ma una persona sola al comando per tutto, non lo può dare

e non c'è da fidarsi di chi lo promette.

                         

Questo vale anche e soprattutto in ambito religioso

e quindi anche ecclesiastico, 

infatti:

Mt 23,9: "Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre",

chi lascia situazioni e beni,

riceve il centuplo, Mc 10,29 s., 

ma non in padri.

La comunità di Gesù è di sorelle e fratelli,

non di 'padri', 

(come giustamente affermato dal teologo gesuita Gerhard Lohfink,

Gesù come voleva la sua comunità? La chiesa quale dovrebbe essere,

Edizioni Paoline, 1987, p. 73, poi San Paolo edizioni, 2015).


Sono, siamo Discepoli.


- E la società? Sono, siamo Cittadini.


Bisogna 'alzare' ciò che importa davvero.

Scoprire questo giorno dopo giorno.

Ed 'abbassare' ciò che invece non è importante.

Il tempo che abbiamo vale tanto,

allora è meglio concentrarsi, Amando 

e facendo fiorire ciò che il SIGNORE 

fa sbocciare ogni giorno.


Gesù è stato il Maestro anche in questo,

anche per questo.


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Didattica delle letture a corredo:


Malachia 1,14 - 2,2.8-10

Prendere 'la cosa a cuore' (Ml 2,2),

è una delle più belle affermazioni che possiamo ascoltare

e sentirci rivolgere,

e che, a nostra volta, possiamo rivolgere.

Per questo è molto impegnativa 

ma foriera di realizzazioni benedicenti.


Salmi 131

Riuscire a trovare calma ed equilibrio

in questo mondo che pare 

una gigantesca maionese impazzita non facilmente rimediabile,

è un compito davvero molto arduo,

prendere a cuore la Parola questo aiuta appunto.


I Tessalonicesi 2,7-9.13

come una nutrice accentuare accoglienza, tenerezza e nutrimento,

nella gratuità della Predicazione concreta del vangelo di Dio.

Imparare a dire grazie e ad Essere Gratitudine.

Il filo conduttore risulta evidente.

Non dobbiamo spezzarlo.