venerdì 24 novembre 2023

Una fede generosa e concreta

 

DOMENICA 26 NOVEMBRE

ULTIMA DOPO PENTECOSTE      ULTIMA DELL'ANNO LITURGICO 

- DOMENICA DELL'ETERNITÀ

Bibbia Versione Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,37b-40

"Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?" E il re risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me". 


la Lumière

Una Domenica di Memoria        

Una 'pennellata' teologica d'autore

Una fede che generosamente ti raggiunge

   

BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


             Una fede generosa e concreta

                                                                      Meditazione di Maurizio Abbà


Una piccola nota storico-liturgica comparata:

l'Ultima Domenica dell'Anno Liturgico ha significati 

molto diversi tra loro per le chiese cristiane, 

ma di certo, almeno qui, non per forza in contrasto tra loro.


- In ambito luterano: 

Federico Guglielmo III di Prussia, in data 17 novembre 1816,

dichiarò l'Ultima Domenica dell'Anno Liturgico: 

"Festa generale della Chiesa a ricordo dei defunti",

è "il pendant evangelico della Commemorazione dei defunti."

(- Karl-Heinrich Bieritz, Il Tempo e la Festa, Marietti 1820, 1996, p. 160,

il testo di Bieritz rimane un solido punto di riferimento 

per la storia della liturgia).


- In ambito riformato:

è tempo altresì di Memoria e di Prospettive, 

con il nuovo Anno Liturgico ed il conseguente tempo nell'Avvento

che sulla soglia con delicatezza e tatto sta per incontrarci.


- In ambito cattolico: 

è la Domenica designata come 

Solennità di Cristo, re dell'universo 

fu papa Pio XI, nel 1925,

che per rimarcare la regalità di Cristo introdusse la Festa di Cristo Re,

in occasione della ricorrenza di 1600 anni dal Concilio di Nicea (325),

la festa era celebrata, originariamente, l'ultima Domenica di Ottobre.

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Una fede concreta è suggerita,

a chiare lettere,

dal brano evangelico di Matteo.


I suoi contenuti ed orizzonti

sono esemplarmente e magistralmente delineati

in questa 'pennellata' teologica d'autore:


«Resta 

nella fede, che ti dà Cristo: 

qui tu hai infinitamente più che abbastanza; 

e nell’amore, che dà te al prossimo: 

qui tu da fare ne troverai talmente 

da essere infinitamente troppo poco»

                                                            Martin Lutero



citazione da: 

M. LUTERO, Evangelo dei Dieci Lebbrosi [1521], 

scritto per Giovanni di Sassonia, che aveva chiesto informazioni 

sul rapporto tra fede e opere 

(qui WA 8,366,22-25). Traduzione di Sergio Rostagno.

Tratto da: 
Sergio ROSTAGNO, Doctor Martinus. Studi sulla Riforma 
(Piccola biblioteca teologica 117), Claudiana, Torino, 2015, 9.


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Didattica delle letture a corredo


Come ogni settimana anche i 'passi' biblici a corredo, 

della Parola della Predicazione sono anch'essi pregni di significati,

e questa settimana lo sono ancor più intensamente. 


Ezechiele 34,11-12.15-17

Tornano in mente le parole di una canzone 

di Fabrizio De André, Spiritual (album Vol.1°),

"Dio del cielo ... vienimi a cercare".

Risuona chiaro e forte l'Eccomi! del Signore DIO,

per fasciare la pecora quella ferita, 

per curare quella malata

per sostenere la più debole, la più fragile.

Il giudizio sarà discernimento di benignità e benedizione.


Salmi 23 

L'esordio di questo Salmo alla lettera suona così:

"Dio è pascente me, non manco (di nulla)".

- Maternità e Paternità di Dio qui strettamente unite. 


I Corinzi 15,20-26.28

Morte ultima nemica.

Siamo circondati da morte nemica: le guerre e le violenze a partire da contesti

che dovrebbero essere quelli che dovrebbero invece proteggere,

i 'nidi' umani invece non poche volte sono dei vespai.

Le relazioni sono avvelenate.

Tensioni sociali, disagio psichico, la violenza per controllare ed umiliare,

il tutto si aggroviglia e pare inestricabile,

non si sa a chi rivolgersi, a chi rivolgersi per chiedere aiuto.


Le famiglie dovrebbero fare la loro parte all'origine, decisiva,

ma è proprio lì che, a volte,

drammi in miniatura diventano poi tragedie ciclopiche.


La scuola è già sovraccarica di urgenze e deleghe educative,

ed inoltre non è supportata adeguatamente da risorse umane e materiali 

per fronteggiare l'ordinario, 

figuriamoci per le urgenze che ormai sono divenute quotidiane.


Ma non ci si può rassegnare.

Una possibilità di cambiamento, 

e per questo ci vorranno tempo e risorse, 

è da ricercare nell'educazione sentimentale.


Sì, l'educazione sentimentale è necessaria,

andrebbe coltivata con cura e premura.

Quando essa è trascurata i risultati devastanti si vedono.

Educazione ai Sentimenti ed alle Emozioni,

educazione capillare, massiccia.

Non episodica, non servirebbe.

La teologia può fare anch'essa la sua parte,

certamente, sarebbe ora.

non episodicamente.


'Passi' biblici 

davvero pregni di significato, 

però mai saturi, 

davvero inesauribili nel porgere senso ed orientamento!