DOMENICA 26 NOVEMBRE
ULTIMA DOPO PENTECOSTE ULTIMA DELL'ANNO LITURGICO
- DOMENICA DELL'ETERNITÀ
Bibbia Versione Nuova Riveduta
Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,37b-40
"Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?" E il re risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me".
la Lumière
Una Domenica di Memoria
Una 'pennellata' teologica d'autore
Una fede che generosamente ti raggiunge
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Una fede generosa e concreta
Meditazione di Maurizio Abbà
Una piccola nota storico-liturgica comparata:
l'Ultima Domenica dell'Anno Liturgico ha significati
molto diversi tra loro per le chiese cristiane,
ma di certo, almeno qui, non per forza in contrasto tra loro.
- In ambito luterano:
Federico Guglielmo III di Prussia, in data 17 novembre 1816,
dichiarò l'Ultima Domenica dell'Anno Liturgico:
"Festa generale della Chiesa a ricordo dei defunti",
è "il pendant evangelico della Commemorazione dei defunti."
(- Karl-Heinrich Bieritz, Il Tempo e la Festa, Marietti 1820, 1996, p. 160,
il testo di Bieritz rimane un solido punto di riferimento
per la storia della liturgia).
- In ambito riformato:
è tempo altresì di Memoria e di Prospettive,
con il nuovo Anno Liturgico ed il conseguente tempo nell'Avvento
che sulla soglia con delicatezza e tatto sta per incontrarci.
- In ambito cattolico:
è la Domenica designata come
Solennità di Cristo, re dell'universo
fu papa Pio XI, nel 1925,
che per rimarcare la regalità di Cristo introdusse la Festa di Cristo Re,
in occasione della ricorrenza di 1600 anni dal Concilio di Nicea (325),
la festa era celebrata, originariamente, l'ultima Domenica di Ottobre.
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Una fede concreta è suggerita,
a chiare lettere,
dal brano evangelico di Matteo.
I suoi contenuti ed orizzonti
sono esemplarmente e magistralmente delineati
in questa 'pennellata' teologica d'autore:
«Resta
nella fede, che ti dà Cristo:
qui tu hai infinitamente più che abbastanza;
e nell’amore, che dà te al prossimo:
qui tu da fare ne troverai talmente
da essere infinitamente troppo poco»
Martin Lutero
citazione da:
M. LUTERO, Evangelo dei Dieci Lebbrosi [1521],
scritto per Giovanni di Sassonia, che aveva chiesto informazioni
sul rapporto tra fede e opere
(qui WA 8,366,22-25). Traduzione di Sergio Rostagno.
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Didattica delle letture a corredo
Come ogni settimana anche i 'passi' biblici a corredo,
della Parola della Predicazione sono anch'essi pregni di significati,
e questa settimana lo sono ancor più intensamente.
Ezechiele 34,11-12.15-17
Tornano in mente le parole di una canzone
di Fabrizio De André, Spiritual (album Vol.1°),
"Dio del cielo ... vienimi a cercare".
Risuona chiaro e forte l'Eccomi! del Signore DIO,
per fasciare la pecora quella ferita,
per curare quella malata
per sostenere la più debole, la più fragile.
Il giudizio sarà discernimento di benignità e benedizione.
Salmi 23
L'esordio di questo Salmo alla lettera suona così:
"Dio è pascente me, non manco (di nulla)".
- Maternità e Paternità di Dio qui strettamente unite.
I Corinzi 15,20-26.28
Morte ultima nemica.
Siamo circondati da morte nemica: le guerre e le violenze a partire da contesti
che dovrebbero essere quelli che dovrebbero invece proteggere,
i 'nidi' umani invece non poche volte sono dei vespai.
Le relazioni sono avvelenate.
Tensioni sociali, disagio psichico, la violenza per controllare ed umiliare,
il tutto si aggroviglia e pare inestricabile,
non si sa a chi rivolgersi, a chi rivolgersi per chiedere aiuto.
Le famiglie dovrebbero fare la loro parte all'origine, decisiva,
ma è proprio lì che, a volte,
drammi in miniatura diventano poi tragedie ciclopiche.
La scuola è già sovraccarica di urgenze e deleghe educative,
ed inoltre non è supportata adeguatamente da risorse umane e materiali
per fronteggiare l'ordinario,
figuriamoci per le urgenze che ormai sono divenute quotidiane.
Ma non ci si può rassegnare.
Una possibilità di cambiamento,
e per questo ci vorranno tempo e risorse,
è da ricercare nell'educazione sentimentale.
Sì, l'educazione sentimentale è necessaria,
andrebbe coltivata con cura e premura.
Quando essa è trascurata i risultati devastanti si vedono.
Educazione ai Sentimenti ed alle Emozioni,
educazione capillare, massiccia.
Non episodica, non servirebbe.
La teologia può fare anch'essa la sua parte,
certamente, sarebbe ora.
non episodicamente.
'Passi' biblici
davvero pregni di significato,
però mai saturi,
davvero inesauribili nel porgere senso ed orientamento!