DOMENICA 19 NOVEMBRE
25a DOPO PENTECOSTE
Versione Biblica Nuova Riveduta
Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,14-15.19-21
«Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì.
Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque". Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore".
la Lumière
Un dono da offrire
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Il talento generoso
Meditazione di Maurizio Abbà
Quando il 'talento' non è inteso come moneta,
ma come dono da esprimere.
Un dono da offrire anche balbettando,
da esprimere anche nel rossore della timidezza,
nei limiti delle nostre fragilità,
non li usa come scudo,
non si fa oscurare l'orizzonte di fiducia e di speranza.
Una definizione di talento? - Avere stoffa ...
pensi di non averla? C'è, tirala fuori,
anzi la stai già utilizzando,
è il talento artistico che metti nell'affrontare la vita,
per poter dipingere sulla tela delle emozioni,
sulle note del pentagramma del ritmo dei sentimenti di ogni giorno.
Il talento sa osare generosamente ed intraprendemente,
e sa aspettare (il tempo di Avvento inizia già a fischiettare),
si ricordi, la promessa:
"getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo ritroverai",
Qohelet 11,1
Fare spazio alla gioia,
per le sue caratteristiche è raramente programmabile,
la gioia è improvvisa e più è improvvisa, più è grande e festosa.
Essere convinti di quello che si può fare,
di ciò che si può condividere,
moltiplicando risorse, attitudini e prospettive.
(questa parabola è dello stesso conio di un altro racconto evangelico,
quello della condivisione dei pani e del companatico!).
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TALENTO
di derivazione greca inteso come unità di misura,
di probabile origine babilonese.
Inizialmente misura ponderale poi anche moneta di conto.
Il valore del talento è variato a seconda dei tempi e dei luoghi.
In una scala monetaria: si può valutare un talento corrispondente
a 60 mine e a 6000 dramme.
(dati desunti dalla: Enciclopedia on line Treccani www.treccani.it).
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Didattica delle letture a corredo
Proverbi 31,10-13.19-20.30-31
Questa lode del 'genio femminile' potrebbe anche essere appropriata
nel riconoscimento dell'enorme sforzo lavorativo che le donne svolgono
con abilità ed ingegno,
ma, a volte, è fatta risuonare soltanto
in sede di emarginazione e sottrazione reale di diritti delle donne,
diciamo come 'contentino'.
- La tragedia dei femminicidi,
l'uccisione di donne da parte di uomini,
sta lì invece
a ricordarci, preoccupantemente, che siamo distanti anni luce
da una riconosciuta dignità al soggetto donna ed ai suoi diritti a 360°,
non c' diritto ad una vita vera
in essere ed in prospettiva per le donne.
Soprattutto sui comportamenti violenti
gli uomini devono lavorare molto e farsi aiutare,
per capire i meccanismi di violenza
che scattano in loro,
quando mascherano i gesti assassini con un malinteso 'amore',
prima che il sangue delle donne sia versato 'per un amore' da brividi.
Di certo non sono brividi da innamoramento.
Come si può dire 'amore' in questi contesti e situazioni violente??
'Amore' termine abusato come pochi altri,
come la parola 'Dio'.
Siamo altresì lontani da un egualitarismo
di dignità sociale tra i due sessi,
- per intenderci: medesima retribuzione di salario a parità di lavoro -
Nella grammatica della vita la donna non è considerata soggetto
ma complemento oggetto.
La grammatica relazionale deve cambiare profondamente. Per una
nuova morfologia e sintassi di azioni, gesti e linguaggi,
dall'abolizione della schiavitù del possesso maschile,
ad una libertà di vita per donne e uomini.
Salmi 128
Camminare nelle vie di Dio,
è il percorso del discepolato,
e lo sa solo Dio.
Nessuna istituzione religiosa, piccola o grande che sia,
può pretendere di agire e parlare al suo posto.
Dio non ha avatar, non ha 'duplicati'.
Il cammino nelle vie del SIGNORE
è il gustare anche delle piccole cose (piccole ma grandi!)
che Dio ci porge.
Una benedizione che si vuole intergenerazionale
che riguarda nonni e nipoti.
Guardare oggi al futuro,
gettando semi diversi,
diversi da quelli che siamo soliti invece seminare senza frutto
e con tanta preoccupazione.
I Tessalonicesi 5,1-6
Qui l'insegnamento è prestare attenzione,
essere desti,
risuonano le parole di Gesù in Matteo 10,16:
"siate dunque prudenti come serpenti e semplici come le colombe".