DOMENICA 3 DICEMBRE
I NELL'AVVENTO
Versione Biblica Nuova Riveduta
Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 13,33-37
33 State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel momento.
34 È come un uomo che si è messo in viaggio, dopo aver lasciato la sua casa, dandone la responsabilità ai suoi servi, a ciascuno il proprio compito, e comandando al portinaio di vegliare.
35 Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padrone di casa;
se a sera, o a mezzanotte, o al cantare del gallo, o la mattina;
36 perché, venendo all'improvviso, non vi trovi addormentati.
37 Quel che dico a voi, lo dico a tutti: "Vegliate"».
la Lumière
Un nuovo Anno Liturgico
Un Avvento da radici antiche con foglie nuove
Il momento ottimale
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
L'attimo che non deve sfuggire
Meditazione di Maurizio Abbà
Il nuovo Anno Liturgico è iniziato e quindi è iniziato
il periodo nell'Avvento.
Per quest'anno liturgico il lezionario
pone la candidatura dell'Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco.
Avvento periodo che celebra l'attesa,
il Natale è sulla soglia.
La conclusione del testo evangelico di questa Domenica è:
Vegliate.
- I predicozzi moralistici sul periodo natalizio
ed il suo consumismo di luci sfavillanti ma ingannevoli,
stanno a zero, non da oggi.
Del resto cosa vuoi consumare?
- Per le ferite del mordere della crisi sociale,
persino le luci di richiamo delle spese natalizie fanno fatica ad accendersi...
Vegliate
Riferito alla società:
occorre un movimento artistico di Pace e Bellezza per giorni migliori,
quindi molto diversi da quelli attuali di Guerre e Bruttezze.
Riferito alla chiesa:
la chiesa non è una caserma, non deve diventarlo.
se dovesse diventare una caserma non sarebbe più comunità evangelica.
Nella chiesa ortodossa orientale prima dell'inizio della liturgia
il diacono si rivolge al prete con queste parole:
«È tempo [kairós] che il Signore agisca».
Il Signore Dio agisce anche e soprattutto fuori dalle mura ecclesiastiche.
Compito della chiesa è di farsi trovare anche fuori dai soliti recinti.
Riferito alla nostra esistenza, anche esistenza di fede:
saper cogliere il momento importante, anzi, il momento.
Il passo evangelico al v. 33 "non sapete quando sarà quel momento",
afferma che il momento è proprio il kairós,
ma non lo si conosce a priori.
Quando accadrà occorrerà quindi saperlo distinguere ed individuare,
così da poterlo ac-cogliere.
Gli studiosi di filosofia e storia antica ci dicono
che il kairós non è solo un tempo favorevole, utile,
ma è qualitativamente il tempo in cui,
per le situazioni che ci saranno,
l'ottimo abiterà quel momento.
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Didattica delle letture a corredo
Isaia 63,16-17.19; 64,2-7
"tutti quanti appassiamo come foglie" (v. 4),
così la Scrittura,
- in età contemporanea:
"Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie",
Giuseppe Ungaretti, Soldati
(poesia scritta nella guerra di trincea nel luglio del 1918).
Vegliare, sapendo che la vita ci fa la guerra,
il decadimento del corpo,
attenzione, guerra è una parola da utilizzare puntualmente,
da non banalizzare.
Il silenzioso fragore assordante delle guerre attorno a noi
non può lasciarci indifferenti.
Non può esserci assuefazione alla guerra,
purtroppo è un dato che ogni generazione trasmette alla successiva,
purtroppo non lo impariamo MAI.
- Quando i nostri corpi appassiscono come dice il testo biblico
neppure questo possiamo banalizzare.
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni
- così canta Francesco Guccini ne:
Il Vecchio e il Bambino, (album Radici, pubblicato nel 1972) - .
Una canzone che narra di un mondo che non c'è più, ormai distrutto,
è stata definita una favola apocalittica e generazionale.
La fragilità estrema di vita:
può essere di un soldato in trincea,
può essere di una persona, non conta l'età, ma anch'essa fiaccata.
In quella canzone ci sono parole che lasciano sperare seppur controcorrènte:
- I vecchi non sanno distinguere il vero dai sogni.
Controcorrènte, a volte, è l'unico modo di procedere.
Per aiutarsi e così poter aiutare.
Salmi 80
Dio degli eserciti,
è il Dio delle schiere celesti,
non è un dio guerrafondaio
come invece vorrebbero gli uomini bellicosi e belligeranti.
Il Dio degli eserciti è il Dio di tutto il Creato,
di tutto l'Universo,
anche del tuo universo,
del tuo spazio-tempo dove ami, respiri, abiti.
Il Dio degli eserciti è il Dio di tutte le forze del bene,
sono forze disarmate, ma ripiene di amore e di speranza.
Dopo lacrime di dolore,
sono attese lacrime di gioia indescrivibile.
I Corinzi 1,3-9
questo testo, in estrema sintesi ci dice di nutrire:
GRATITUDINE,
solo così in questa dimensione
di accoglienza ricevuta e riconosciuta,
restando saldi
nel ringraziare ed esortare
c'è possibilità di futuro oggi.