“ Se la speranza cristiana è quindi la speranza di un amore,
che prende su di sé la sofferenza umana e attende il regno della
giustizia, Cristo viene come il giudice che rialza i prostrati
e solleva a libertà i miseri.
La «fine del mondo», altrimenti così tenebrosa,
in Cristo ci mostra il suo volto familiare,
fatto di amore e di speranza.
Per questo in mezzo ai conflitti della storia,
nella fortuna e nelle sventura del pari provvisorie,
sono necessarie soltanto due cose che realmente eliminano la miseria:
1. Rimanete nell’amore. Portate l’affetto nel mondo delle tenebre e del grande freddo.
2. Perseverate nella diffusione dell’evangelo del regno,
portate a tutti gli uomini la testimonianza della loro speranza.
Spezzate, nell’amore per l’uomo, i circoli viziosi della povertà
e dell’autodistruzione collettiva.
Rafforzate la volontà di vivere contro gli stimoli della morte che hanno assalito molti.
Imparate, in mezzo ai sistemi della dominazione e dello sfruttamento dell’uomo
e della natura, il linguaggio della liberazione,
che non blocca per dominare bensì assolve per liberare e redimere.
Quest’amore e questa libertà sono i segni del ritorno di Cristo
e della fine del mondo nel cuore della storia.
Non lasciatevi sedurre – non lasciatevi spaventare;
non ci sono segni diversi da questi segni di Gesù:
l’amore di colui che è morto sulla croce per i miseri
e il futuro di colui che è stato risuscitato dai morti per la loro libertà,
per la loro vita e felicità.
In questo segno Dio trionferà su un mondo perduto.
In questo segno noi resisteremo e non periremo; noi e i nostri figli. “
Jürgen Moltmann