IL PADRE OFFRE DA MANGIARE
E DA BERE A TUTTI
Il padre si sedette a capo del tavolo,
assieme agli altri uomini. Arrivarono dei parenti di un paese vicino,
arrivarono dei ragazzi,
arrivarono delle donne.
Il padre offrì da bere e da mangiare a tutti, seduti intorno a lui.
Versò il vino e disse: “Bevete”. Ruppe il pane e disse: “Mangiate”.
“È mio figlio - egli disse - che mi ha aiutato a seminare,
a sarchiare, a mietere, a trebbiare, a macinare il grano di cui è fatto questo pane.
Prendete e mangiate, questo è il suo pane”.
Arrivarono altri. Il padre versò da bere e disse:
“È mio figlio che mi ha aiutato a potare,
inzolfare, sarchiare, vendemmiare la vigna dalla quale viene questo vino.
Bevete, questo è il suo vino”.
Gli uomini mangiavano e bevevano.
E c’era chi bagnava il pane nel vino.
“Il pane è fatto da molti chicchi di grano.
Perciò esso significa unità. Il vino è fatto da molti acini d’uva,
e anch’esso significa unità.
Unità di cose simili, uguali, utili.
Quindi anche verità e fraternità, sono cose che stanno bene insieme”.
“Per fare il pane ci vogliono nove mesi” disse il padre.
“A novembre il grano è seminato, a luglio mietuto e trebbiato”.
Il vecchio contò i mesi:
“Novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio.
Fanno giusto nove mesi.
Per maturare l’uva ci vogliono anche nove mesi, da marzo a novembre”.
Egli contò i mesi:
“Marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre e novembre.
Anch’essi fanno nove mesi”.
“Nove mesi?” domandò la madre. Non ci aveva mai pensato.
Ci vuole lo stesso tempo per fare un uomo.
da Ignazio Silone, “Vino e Pane”