C’è un’avventura
che comincia, Gesù,
per tutti
quelli che ti accolgono
e decidono
di farti posto nella loro esistenza.
È un’esperienza
profonda:
non
riusciamo a descriverla
perché essa
non corrisponde
ai
risultati provocati dal nostro impegno,
ma è un
evento di grazia che fa appello
alla nostra
risposta generosa.
I nostri
genitori ci hanno trasmesso
la vita e noi
rechiamo
i segni
indelebili della nostra origine:
una somiglianza
che tradisce la nostra appartenenza.
Ma
altrettanto avviene quando ci lasciamo
trasformare
da te, dalla tua parola:
sentiamo
fluire in noi la tua stessa vita
e veniamo
generati ad una condizione nuova,
totalmente
inedita ed imprevista.
Non siamo
più degli estranei:
tu ci consideri
dei figli
che possono
contare su di te
in
qualsiasi frangente,
anche
quando ti abbiamo tradito o ignorato.
Non è una
legge che guida i nostri passi,
ma un amore
smisurato
che porta
con sé il profumo
di tutto
quello che è nobile e grande
Non è ad
una giustizia implacabile
che veniamo
sottomessi,
ma possiamo
affondare in un oceano
di misericordia
e di pace,
che non
conosce limiti.
Roberto Laurita
Servizio della Parola strumento di lavoro per la
comunicazione di fede nelle assemblee, n. 474 gennaio-febbraio 2016, Editrice
Queriniana, 63.