sabato 25 gennaio 2020

la Lumière - Matteo 4,12-17 - Domenica 26 gennaio 2020

 foglio biblico, teologico, liturgico


 DOMENICA 26 GENNAIO 2020 - 3a DOPO L'EPIFANIA


Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 4,12-17

12 Gesù, udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò in Galilea.
13 E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali,  
14 affinché si adempisse quello che era stato detto dal profeta Isaia:
15 «Il paese di Zabulon e il paese di Neftali,
sulla via del mare, di là dal Giordano,
la Galilea dei pagani,
 
16 il popolo che stava nelle tenebre,
ha visto una gran luce;
su quelli che erano nella contrada e nell'ombra della morte
una luce si è levata
».
17 Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire:
«Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino».


                                   
                                       BRICIOLE DI FEDE
         per una fede non in briciole 

      I fili dei ricordi e della speranza

Maurizio Abbà



Siamo nella Domenica che è in coda alla conclusione della
Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani,

Giovanni è stato messo in prigione,
effettivamente è difficile fare ecumenismo con persone che sono fatte prigioniere
(Giovanni, che i Sinottici chiamano il Battista, com'è noto sarà poi ucciso),
accadeva allora, e accade purtroppo anche oggi,
persone prigioniere torturate e uccise, Giulio Regeni è stato uno di questi.

Difficile fare ecumenismo con le tante preoccupazioni per la salute, il lavoro,
per un futuro precario che rende il presente ancora più fragile.
Meglio ritirarsi, vien da pensare.
Gesù si ritira, dice il testo matteano, ma non per rassegnarsi e farsi da parte,
ma per ripartire.
Il suo manifesto era molto semplice:
«Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Semplice, semplicissimo,
messaggio profondo, profondissimo,
è la base per un cambiamento interiore e di quanto accade intorno,
in semplicità e in grande profondità.
La fede cristiana dovrebbe nutrirsi quotidianamente di questo messaggio
e regalarselo e regalarlo al mondo.
Per questo, seppur difficile, è necessario fare ecumenismo,
lo è ancora di più in tempi difficili,
anzi è necessario ed urgente proprio perché i tempi sono difficili.
Allora ecumenismo, avanti tutta!

Ecumenismo e anche saper fare Memoria.

La Memoria della tragedia della Shoa ricorda che il Male si è annidato nel cuore
dell'Europa cristiana,
ricordare per non far ripetere l'orrore di Auschwitz.

La Memoria è fragile, per renderla robusta bisogna intrecciare i fili
dei ricordi con quelli della speranza,
questi sono i fili di cui abbiamo bisogno,
non di fili spinati.
E da non dimenticare mai: l'antisemitismo è anticristiano.
Gesù è Ebreo.