venerdì 17 marzo 2023

Lo sguardo di Gesù

DOMENICA 19 MARZO

4a del TEMPO DI PASSIONE 

- LAETARE Gioite con Gerusalemme! - Isaia 66,10 


Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 9,1-41

BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Lo sguardo di Gesù


                                                                       Meditazione di Maurizio Abbà


Gesù 

Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita...

                                                                                  Gv 9,1


Nell'Anno Liturgico

Nella scansione liturgica Domenica scorsa - la terza del tempo di Passione -

era la Domenica denominata Oculi, 

dove, con le parole tratte dal libro dei Salmi 25,15

si evidenziava che i nostri occhi sono sempre rivolti al Signore.


- La Domenica odierna - IV del tempo di Passione - è chiamata con le parole 

tratta dal libro della scuola del profeta Isaia 66,10: 

Laetare - Gioite con Gerusalemme!

In questa Domenica è lo sguardo del Signore Gesù Cristo a fare la differenza.

Di questo c'è bisogno.

Sguardo che ci raggiunge per fare Misericordia.

I biblisti c'insegnano che i miracoli sono atti materiali 

di umile compassione e forte misericordia.

Soprattutto nel IV Evangelo i 'segni' vogliono essere maestri di vita

e non solo guarigioni eclatanti.


- La 'pericope' ossia la porzione 'ritagliata' di un testo più ampio

per la meditazione e la predicazione è, appunto, Gv 9,1-41.


In altri racconti di guarigione è Gesù ad essere cercato, chiamato, 

inseguito, circondato, 

qui è Gesù invece che trova un cieco dalla nascita.


La persona essendo non vedente dalla nascita

non s'intendeva di colori, non poteva sapere cosa fossero.

Per 'colori' intendeva forse altro nella sua mente,

la diversificazione cromatica di un oggetto gli sfuggiva.

A Gesù non sfuggiva invece che non vi è diversificazione 

nell'accogliere le creature di Dio.


In questo testo non traspare gioia per una guarigione dai colori in-credibili,

avrebbe dovuto sorgere un festoso cambiamento 'climatico' nello stare insieme,

originato dalla gioia della convivialità (Gv 2,1-11!) in un crescendo festoso.


Invece regna il sospetto, c'è diffidenza, 

c'è la paura, quindi ecco interrogatori, inquisizioni,

tutte cose di cui le chiese, nel corso dei secoli, si sono macchiate.

- Mentre chi porta la vita ed i suoi colori, come dire, non è ... ben visto ... .


I 'segni' sono fragili, 

non possono imporre alcunché,

la fede non è matematica certezza,

la fede è poesia che si concretizza per chi vuole farsene attraversare.

La fede ha tutti i colori nella diversificazione delle loro sfumature.


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Avviso a chi pensa di 'vederci': 

siamo riusciti, com'è noto, nei secoli, a stabilire purtroppo 

delle gerarchie d'ingiustizie gravissime anche in base al colore della pelle.

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I modi e i tempi della cura


L'uomo di cui Gesù ha cura e premura 

riceve una terapia che funziona solo se è Gesù a compierla direttamente,

Gesù spezza il legame peccato/malattia.

Sorprendentemente sputa in terra non come segno di rifiuto,

ma secerne salvezza (la saliva!) che spalma, 

la salvezza è spalmata nella vita quotidiana feriale e festiva,

non è racchiusa tra quattro mura ecclesiastiche o di altro tipo,

ed ecco del fango salutare e creativo, (v.6) che apre gli occhi.

Siamo di nuovo nel campo dell'argilloso come Dio con Adamo (confronta con Genesi 2,7).


Gesù compie questa guarigione di Sabato,

insegnando che è sempre tempo di recare sollievo e vita nuova.

Così si manifesta la paternità e maternità di Dio nella Storia.


Gesù non porge l'elemosina di un brandello di vita, 

ma dona la vita tutta intera,

e qui porge lo sguardo su di essa ad un mendicante.

Gesù anche lui era un mendicante affamato 

come tutti, 

affamato e assetato di spiritualità vera 

e di considerazione di un amore che supera le barriere.


Vedere anche dopo

- Domenica Laetare

ai nostri giorni: ma Gerusalemme vuole davvero gioire?

in terra d'Israele: Ebrei e Palestinesi hanno desiderio di costruire qualcosa insieme? 

Costruire per i loro figli, per i loro nipoti, un futuro di Pace, 

e per farlo sono disposti

a cambiare ora il loro presente, a vedere con occhi nuovi gli altri e sé stessi?

Quale dopo lasceranno  in eredità?


- E noi, eh sì, ci siamo anche noi, non possiamo tirarci fuori, 

siamo disposti a superare gli antisemitismi sempre diffusi ora palesemente, 

ora mimetizzati?

Antisemitismi devastanti per i veleni di razzismo che spargono.

Le sculture medioevali raffiguranti 

la Chiesa trionfante e la Sinagoga invece bendata

sono dei moniti di atteggiamenti tristemente ancora ben presenti 

nella sensibilità contemporanea.

Quale dopo lasceremo in eredità?


Il passo evangelico di Gv insegna a saper vedere davvero oltre i pregiudizi. 

Pregiudizi in cui un tradizionalismo, che si voleva religioso, relegava le persone. 


Il ‘segno’ di Gesù è ancora una volta, come sempre, salutare e benefico, 

si rivolge a noi, non come singoli in una massa indistinta,

ma si rivolge a te come persona luminosamente unica.

E ti chiede di aprire gli occhi sulla Via  (Gv 14,6 e At 9,2;19,9;19,23;22,4;24,14), 

che possiamo percorrere insieme di crescita nella fede:


v. 11  Quell'uomo che si chiama Gesù

v. 17  Egli rispose: «È un profeta!»

v. 38  Ed egli disse: Io credo Signore!. E gli si prostrò innanzi.


Gesù nelle diverse considerazioni di ieri e di oggi,

- un uomo tra i tanti, ma sempre e solo un uomo  v.11

- forse qualcosa di più, sì un profeta                     v.13

- è molto più di un profeta è il Signore                 v. 38


la poesia della fede ti attraversa nella concretezza del Suo sguardo





Per confrontare diverse versioni della Bibbia,

almeno alcune,

si vedano i siti nella rete internet,

tra cui: 

www.laparola.net

www.bibbiaedu.it


Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 9,1-41

versione Nuova Riveduta

1 Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita. 2 I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» 3 Gesù rispose: «Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui. 4 Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. 5 Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo».
6 Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva, gli spalmò il fango sugli occhi, 7 e gli disse: «Va', làvati nella vasca di Siloe» (che significa «mandato»). Egli dunque andò, si lavò, e tornò che ci vedeva. 8 Perciò i vicini e quelli che l'avevano visto prima, perché era mendicante, dicevano: «Non è questo colui che stava seduto a chieder l'elemosina?» 9 Alcuni dicevano: «È lui». Altri dicevano: «No, ma gli somiglia». Egli diceva: «Sono io». 10 Allora essi gli domandarono: «Com'è che ti sono stati aperti gli occhi?» 

11 Egli rispose: «Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me ne ha spalmato gli occhi e mi ha detto: "Va' a Siloe e làvati". Io quindi sono andato, mi sono lavato e ho ricuperato la vista». 

12 Ed essi gli dissero: «Dov'è costui?» Egli rispose: «Non so». 13 Condussero dai farisei colui che era stato cieco. 14 Or era in giorno di sabato che Gesù aveva fatto il fango e gli aveva aperto gli occhi. 15 I farisei dunque gli domandarono di nuovo come egli avesse ricuperato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16 Perciò alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non è da Dio perché non osserva il sabato». Ma altri dicevano: «Come può un uomo peccatore compiere tali segni miracolosi?» E vi era disaccordo tra di loro. 

17 Essi dunque dissero di nuovo al cieco: «Tu, che dici di lui, poiché ti ha aperto gli occhi?» Egli rispose: «È un profeta». 

18 I Giudei però non credettero che lui fosse stato cieco e avesse ricuperato la vista, finché non ebbero chiamato i genitori di colui che aveva ricuperato la vista, 19 e li ebbero interrogati così: «È questo vostro figlio che dite essere nato cieco? Com'è dunque che ora ci vede?» 20 I suoi genitori allora risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; 21 ma come ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli abbia aperto gli occhi; domandatelo a lui; egli è adulto, parlerà lui di sé». 22 Questo dissero i suoi genitori perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che se uno avesse riconosciuto Gesù come Cristo, sarebbe stato espulso dalla sinagoga. 23 Per questo i suoi genitori dissero: «Egli è adulto, domandatelo a lui». 24 Essi dunque chiamarono per la seconda volta l'uomo che era stato cieco, e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». 25 Egli dunque rispose: «Se egli sia un peccatore, non lo so; una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo». 26 Essi allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti aprì gli occhi?» 27 Egli rispose loro: «Ve l'ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare suoi discepoli anche voi?» 28 Essi lo insultarono e dissero: «Tu sei discepolo di costui! Noi siamo discepoli di Mosè. 29 Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma in quanto a costui, non sappiamo di dove sia». 30 L'uomo rispose loro: «Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure mi ha aperto gli occhi! 31 Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio e fa la volontà di Dio, egli lo esaudisce. 32 Da che mondo è mondo non si è mai udito che uno abbia aperto gli occhi a uno nato cieco. 33 Se quest'uomo non fosse da Dio, non potrebbe fare nulla». 34 Essi gli risposero: «Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi?» E lo cacciarono fuori. 35 Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: «Credi nel Figlio dell'uomo?» 
36 Quegli rispose: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?» 37 Gesù gli disse: «Tu l'hai già visto; è colui che ti sta parlando». 

38 Egli disse: «Signore, io credo». E l'adorò. 

39 Gesù disse: «Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi». 40 Alcuni farisei, che erano con lui, udirono queste cose e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?» 41 Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane.



versione CEI 2008

 1  Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: "Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?". 3Rispose Gesù: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. 5Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo". Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: "Va' a lavarti nella piscina di Sìloe" - che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

8Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: "Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?". 9Alcuni dicevano: "È lui"; altri dicevano: "No, ma è uno che gli assomiglia". Ed egli diceva: "Sono io!". 10Allora gli domandarono: "In che modo ti sono stati aperti gli occhi?". 

11Egli rispose: "L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: "Va' a Sìloe e làvati!". Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista". 

12Gli dissero: "Dov'è costui?". Rispose: "Non lo so".
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: "Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo". 16Allora alcuni dei farisei dicevano: "Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato". Altri invece dicevano: "Come può un peccatore compiere segni di questo genere?". E c'era dissenso tra loro. 

17Allora dissero di nuovo al cieco: "Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?". Egli rispose: "È un profeta!".

18Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. 19E li interrogarono: "È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?". 20I genitori di lui risposero: "Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; 21ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l'età, parlerà lui di sé". 22Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. 23Per questo i suoi genitori dissero: "Ha l'età: chiedetelo a lui!".
Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: "Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore". 25Quello rispose: "Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo". 26Allora gli dissero: "Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?". 27Rispose loro: "Ve l'ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?". 28Lo insultarono e dissero: "Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! 29Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia". 30Rispose loro quell'uomo: "Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. 31Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. 32Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. 33Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla". 34Gli replicarono: "Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?". E lo cacciarono fuori.
35Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: "Tu, credi nel Figlio dell'uomo?". 36Egli rispose: "E chi è, Signore, perché io creda in lui?". 37Gli disse Gesù: "Lo hai visto: è colui che parla con te". 

38Ed egli disse: "Credo, Signore!". E si prostrò dinanzi a lui.

39Gesù allora disse: "È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi". 40Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: "Siamo ciechi anche noi?". 41Gesù rispose loro: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane".


versione TILC Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente

1Camminando, Gesù passò accanto a un uomo che era cieco fin dalla nascita. *discepoli chiesero a Gesù:
— *Maestro, se quest’uomo è nato cieco, di chi è la colpa? Sua o dei suoi genitori?
Gesù rispose:
— Non ne hanno colpa né lui né i suoi genitori, ma è così perché in lui si possano manifestare le opere di Dio.
 
Finché è giorno, io devo fare le opere del Padre che mi ha mandato. Poi verrà la notte, e allora nessuno può agire più. Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo.
Così disse Gesù, poi sputò in terra, fece un po’ di fango e lo mise sugli occhi del cieco. Poi gli disse:
— Va’ a lavarti alla piscina di Siloe (Siloe vuol dire «mandato»).
Quello andò, si lavò e tornò indietro che ci vedeva.
Allora i vicini di casa e tutti quelli che prima lo vedevano chiedere l’elemosina dicevano:
— Ma questo non è il mendicante che stava lì seduto a chiedere l’elemosina?
9Alcuni rispondevano:
— È proprio lui.
Altri invece dicevano:
— Non è lui, è uno che gli somiglia.
Lui però dichiarava:
— Sì, sono io.
10La gente allora gli domandò:
— Com’è che non sei più cieco?

11Rispose:
— Quell’uomo, che chiamano Gesù, ha fatto un po’ di fango e me l’ha messo sugli occhi. Poi mi ha detto: Va’ a lavarti nella piscina di Siloe. Ci sono andato, mi sono lavato e ho cominciato a vedere.

12Gli domandarono:
— E dov’è, ora, quell’uomo?
Rispose:
— Non lo so.

13Allora portarono davanti ai farisei colui che era stato cieco. I farisei chiesero di nuovo a quell’uomo in che modo aveva cominciato a vedere.
Egli rispose:
— Mi ha messo un po’ di fango sugli occhi. Poi mi sono lavato e ora vedo.
Il giorno che Gesù gli aveva aperto gli occhi con il fango era un *sabato.
 
Alcuni farisei dissero:
— Quell’uomo non viene da Dio, perché non rispetta il sabato.
Altri obiettavano:
— Non è possibile che un peccatore faccia *miracoli così straordinari.
Non tutti dunque erano dello stesso parere.

Si rivolsero di nuovo al cieco e gli dissero:
— Ma tu, che cosa dici di quel tale che ti ha aperto gli occhi?
Egli rispose:
— È un *profeta.

Ma le autorità non volevano credere che era stato cieco e ora vedeva; perciò chiamarono i suoi genitori 19e li interrogarono:
— È questo il figlio vostro, che secondo voi è nato cieco? E come mai ora vede?
20I genitori risposero:
— Noi sappiamo che questo è nostro figlio, e che è nato cieco.
 
21Come mai ora egli veda, non lo sappiamo. Chi sia stato a ridargli la vista, non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: è maggiorenne, può parlare per conto suo.
Dissero così perché avevano paura. Infatti se qualcuno riconosceva Gesù come *Messia, non lo lasciavano più entrare nella *sinagoga. 23Perciò i genitori dissero: «È abbastanza grande, chiedetelo a lui».
Allora chiamarono per la seconda volta quello che era stato cieco e gli ordinarono:
— Di’ la verità di fronte a Dio! Noi sappiamo che quell’uomo è un peccatore!
25Rispose:
— Io non so se è un peccatore o no. Una cosa però io so di certo: che ero cieco e ora vedo.
26Allora gli dissero:
— Che cosa ti ha fatto? In che modo ti ha aperto gli occhi?
27Rispose:
— Ve l’ho già detto e non avete ascoltato. Perché volete sentirlo ancora? Per caso, volete diventare suoi discepoli anche voi?
28Allora lo insultarono e gli dissero:
— Tu sì; tu sei un discepolo di lui! Noi siamo discepoli di Mosè.
 
A Mosè ha parlato Dio, ne siamo sicuri; ma questo Gesù, non sappiamo da dove viene.
30Rispose l’uomo:
— Proprio questo è strano: voi non sapete da dove viene, ma intanto io non sono più cieco perché egli mi ha dato la vista!
 
Non si è mai sentito, finora, che uno abbia dato la vista a un uomo nato cieco. Se lui non venisse da Dio non potrebbe farlo, perché Dio non ascolta i malvagi, ma ascolta chi lo rispetta e fa la sua volontà.
Ma quelli replicarono:
— Tu sei tutto quanto nel peccato fin dalla nascita e vuoi insegnare a noi?
E lo buttarono fuori.
Gesù incontrò quello che prima era cieco. Sapendo che l’avevano espulso dalla *sinagoga gli disse:
— Tu credi nel *Figlio dell’uomo?
36Quello rispose:
— Signore, dimmi chi è, perché io creda in lui!
Gesù disse:
— È qui, davanti a te: è colui che ti parla.

38Quello si inginocchiò ai piedi di Gesù esclamando:
— Signore, io credo!

Gesù disse:
— Io sono venuto per mettere il mondo di fronte a un *giudizio; così quelli che non vedono vedranno, e quelli che vedono diventeranno ciechi.
farisei che erano con lui udirono queste parole e gli domandarono: «Per caso, siamo ciechi anche noi?».
Gesù rispose: «Se foste ciechi, non avreste colpa; invece dite: “Noi vediamo”. Così il vostro peccato rimane».