venerdì 10 marzo 2023

Gesù e la Donna Samaritana - Giovanni 4,5-42 commento di Valdo Vinay

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 4,5-42

5 Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sicar, vicina al podere che Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe;  
6 e là c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso il pozzo. Era circa l'ora sesta.
7 Una Samaritana venne ad attingere l'acqua. Gesù le disse: «Dammi da bere». 
8 (Infatti i suoi discepoli erano andati in città a comprare da mangiare.)  
9 La Samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» Infatti i Giudei non hanno relazioni con i Samaritani.  
10 Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva». 
11 La donna gli disse: «Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque quest'acqua viva?  
12 Sei tu più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede questo pozzo e ne bevve egli stesso con i suoi figli e il suo bestiame?»  
13 Gesù le rispose: «Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo;  
14 ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna». 
15 La donna gli disse: «Signore, dammi di quest'acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad attingere». 
16 Gesù le disse: «Va' a chiamare tuo marito e vieni qua».  
17 La donna gli rispose: «Non ho marito». E Gesù: «Hai detto bene: "Non ho marito";  
18 perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto la verità». 
19 La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta.  
20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare». 
21 Gesù le disse: «Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre.  
22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei.  
23 Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori.  
24 Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità». 
25 La donna gli disse: «Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annuncerà ogni cosa».  
26 Gesù le disse: «Sono io, io che ti parlo!»

27 In quel mentre giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che egli parlasse con una donna; eppure nessuno gli chiese: «Che cerchi?» o: «Perché discorri con lei?»  
28 La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente: 
29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto; non potrebbe essere lui il Cristo?»  
30 La gente uscì dalla città e andò da lui.
31 Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: «Maestro, mangia». 
32 Ma egli disse loro: «Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete».  
33 Perciò i discepoli si dicevano gli uni gli altri: «Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?» 34 Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua. 35 Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura.  
36 Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme.  
37 Poiché in questo è vero il detto: "L'uno semina e l'altro miete".  
38 Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete lavorato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica».
39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: «Egli mi ha detto tutto quello che ho fatto».  
40 Quando dunque i Samaritani andarono da lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne là due giorni.  
41 E molti di più credettero a motivo della sua parola 
42 e dicevano alla donna: «Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo».


Un commento di un grande teologo il pastore valdese 
professore alla Facoltà Valdese di Teologia di Roma:

Valdo VINAY (1906-1990):

  “ era l’anno 722 a.C. quando la Siria sconfisse e soggiogò il Regno d’Israele delle dieci tribù del Nord e deportò la popolazione in Assiria. Lasciò nel paese soltanto i più miserabili e affinché quelle terre non rimanessero spopolate mandò ad abitarle cinque popoli o gruppi di cinque popoli che aveva a sua volta soggiogato dalla parte di Babilonia e di altre regioni d’Oriente.  Ognuno di questi popoli portò il suo dio: cinque dèi. 

   Gli israeliti rimasti si fusero con questi popoli pagani che adoravano i loro dèi, ma, un po’ alla volta, conservarono soltanto delle costumanze, delle tradizioni, dei riti pagani e accettarono il Dio d’Israele. Però adoravano Dio con molte superstizioni con molte pratiche che sapevano di paganesimo.


[…]


Gesù […] ci sembra che ci fosse in lui una certa simpatia per i samaritani; si pensa anche che ci fossero diversi samaritani nel gruppo delle persone che lo seguivano.

         Quando vuole fare vedere agli ebrei chi è il loro prossimo, che i ladroni hanno lasciato mezzo morto sul ciglio della strada, prende l’esempio di un samaritano. E un’altra volta guarisce dieci lebbrosi che gli erano venuti incontro. Questi tornando per la via si accorsero che erano guariti. Uno di questi tornò a ringraziare Gesù e quell’uno era un samaritano.

     

   Gesù non evitava di attraversare la Samaria. Un giorno veniva dalla Galilea verso la Giudea e doveva pernottare in un villaggio di samaritani. Questi non l’accolsero perché sapevano che andava a Gerusalemme. Giacomo e Giovanni avrebbero voluto chiamare del fuoco dal cielo per distruggere quel villaggio, ma Gesù li rimproverò severamente.

     

   Questa volta da Gerusalemme Gesù si dirigeva verso la Galilea. E di nuovo non evita la Samaria, non fa un giro più largo per non attraversare quel territorio. Per lui non c’è questa discriminazione, questa sorta di scomunica per i samaritani e per la Samaria. E giunge presso il pozzo di Giacobbe, che Giacobbe aveva scavato per sé e per i suoi figlioli e il suo bestiame. A quel pozzo venne una donna ad attingere l’acqua. Allora Gesù rompe quel muro di separazione che c’è tra i giudei e i samaritani. E chiede a quella donna un bicchiere d’acqua, con un messaggio umile, quasi d’aiuto. E chi è quella donna? È una donna della vicina città di Sicar, ma è qualcosa di più nel Vangelo. Essa personifica la Samaria. “



tratto da:
- Valdo Vinay, Commenti ai Vangeli 
Premessa di Ambrogio Spreafico. Appendice di Paolo Ricca.

Comunità di Sant’Egidio (collana Cieli Aperti), Morcelliana, Brescia, 1992, 173-174.