venerdì 17 marzo 2023

Gesù libera

 

Gv 9,1-41


Gesù libera

   Il capitolo 9 narra uno degli episodi più importanti e meglio costruiti del

vangelo di Giovanni

Dinnanzi a un cieco nato, che per questo motivo viveva di elemosina, 

i discepoli di Gesù chiedono chi abbia la colpa per il suo male.

Era una idea dominante allora - si pensi a Giobbe e ad Ezechiele - : 

la povertà e la malattia sono il castigo per un peccato.

Il Signore li libera da questa convinzione che lega le mani 

e non consente di affrontare la realtà.

Né quest'uomo né i suoi genitori sono responsabili (cfr. v. 3).

Incolpare chi patisce la malattia o la povertà significa far sprofondare in esse

e impedire inoltre di adottare i mezzi opportuni per uscire da queste situazioni.

   Questo modo di vedere le cose non è finito. Lo troviamo in mezzo alla nostra gente 

che molte vive le proprie sofferenze come una punizione divina. 


Il peccato è una realtà umana, ma noi cristiani crediamo in un Dio pronto al perdono.

È un Dio di amore e non di castighi che giustificano ciò che egli rifiuta: 

le condizioni inumane in cui vive la maggioranza della nostra popolazione.

Nel liberarci da questa angusta - e interessata - interpretazione, 

Gesù ci rivela il Dio della vita e dell'amore.

                                                                                        Gustavo Gutiérrez


tratto da:

- Gustavo Gutiérrez

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Commento alle letture domenicali e festive

del ciclo A-B-C

Traduzione dallo spagnolo di Mauro Nicolosi

Editrice Queriniana, Brescia, 1996, 78-79.

www.queriniana.it