In copertina: Albrecht Dürer, Altare Paumgartner (Monaco, Alte Pinakothek), particolare.
Ambrogio
INNI NATALIZI
CON INCISIONI DI ALBRECHT DÜRER
(collana Nativitas 12)
Presentazione di Carlo Carena
Traduzione di Claudio Casaccia
Interlinea edizioni, Novara, prima edizione 1996, 2021, pagine 65.
Edizione con testo originale a fronte
www.interlinea.com
Presentazione di Carlo Carena su concessione di Arnoldo Mondadori Editore, da Inni, Milano 1992
Le incisioni di Albrecht Dürer (1471-1528) sono tratte dal volume L’œuvre gravée de Albrecht Dürer, a cura di Alain Borer e Cécile Bon, Paris 1994
"Va notato che gli inni sono attribuiti tradizionalmente ad Ambrogio
[...]
ma per alcuni la paternità è discussa, specie per considerazioni di ordine stilistico.
Un caso è dato dall’inno In Epiphaniis Domini che, come osserva Simonetti, «malgrado l’attestazione di Cassiodoro (In Sal. 74, 8) e il fatto che l’inno è dedotto quasi alla lettera da un passo di Ambrogio (In Luc. 6, 84-85; 87), la paternità ambrosiana di questa composizione è da respingere per ragioni stilistiche e perché essa si rivela posteriore al c. 27 di Paolino di Nola». Tra l’altro, per la comprensione dell’inno si tenga presente che «in Occidente erano considerate epifanie del Signore, oltre l’offerta dei Magi, anche il battesimo nelle acque del Giordano e il miracolo alle nozze di Cana»."
In Epiphaniis Domini
Illuminans altissimus micantium astrorum globos, pax vita lumen veritas,
Iesu, fave precantibus;
seu mystico baptismate fluenta Iordanis, retro conversa quondam tertio, praesenti sacraris die;
seu stella partum virginis caelo micans signaveris, et hoc adoratum die praesepe magos duxeris;
vel hydriis plenis aquae vini saporem infuderis; hausit minister conscius quod ipse non impleverat.
Le Epifanie del Signore
O Tu che illumini superno
i globi degli astri splendenti, pace vita verità luce,
Gesù, ascolta chi t’invoca.
Col mistero del tuo battesimo le acque del Giordano, a ritroso per tre volte un tempo fluenti, in questo giorno consacrasti.
Fulgente in cielo, con la stella di Maria il parto nunziasti;
in questo giorno ad adorarti
i magi al presepe guidasti.
Nelle anfore di acqua ricolme sapore di vino infondesti;
ne attinse il servo ben conscio di non averle sì riempite.
Aquas colorari videns, inebriare flumina, mutata elementa stupet transire in usus alteros.
Sic quinque rnilibus virum dum quinque panes dividunt, edentium sub dentibus
in ore crescebat cibus.
Multiplicabatur magis dispendio cibus suo;
quis haec videns mirabitur iuges meatus fontium?
Inter manus frangentium panis rigatur profluus; intacta guae non fregerant fragmenta subrepunt viris.
Vedendo l’acqua imporporarsi ed a tutti infondere ebbrezza,
stupì al mutar degli elementi da una ad un’altra sostanza.
Mentre a cinquemila persone si dividono cinque pani, sotto i loro avidi denti
in bocca cresce il nutrimento.
Era moltiplicato il pane
a misura ch’era gustato;
chi, ciò vedendo, stupirà
del perenne fluir delle fonti?
Fra le mani di chi lo spezza
a profusione scorre il pane; tutti i frammenti non spezzati di là si dileguano intatti.
Ambrogio, Inni Natalizi, Interlinea edizioni, Novara, 2021, 48-51.
"La presente edizione riproduce quella uscita nel 1996 in occasione del sedicesimo centenario della
morte di Ambrogio perché crediamo, con un suo verso, che «a quel canto torna speranza».
dalla Nota all'edizione, 14."