giovedì 2 dicembre 2021

Avvento, la Memoria e l'Attesa



Karl Rahner, Avvento la profonda nostalgia della nostra vita

A cura di Andreas R. Batlogg e Peter Suchla

(Collana: Meditazioni 257), Editrice Queriniana, Brescia, 2020

Titolo originale: Advent - Von der tiefen

Sehnsucht unseres Lebens


dall’introduzione:

Prima del tempo di Natale c’è l’Avvento. 

La parola avvento proviene dal latino e significa venuta; nel significato cristiano questo vuol dire: la venuta del Signore (adventus Dominī). 

Tuttavia oggi la maggior parte delle persone intendono il tempo di Avvento semplicemente come fosse un tempo di preparazione, cioè come un tempo che va oltrepassato finché alla fine ci sarà la grande festa. 

Karl Rahner, s.j. (1904-1984) tuttavia ci insegna che questo tempo di Avvento è di più: esso ci fa vedere che l’esistenza cristiana, anzi la vita in generale, ha a che fare con la memoria e l’attesa. 

I cristiani vivono della memoria della venuta di Dio in Gesù di Nazaret, nato duemila anni fa a Betlemme, e nell’attesa della venuta di Dio, il suo avvento, che ha mutato definitivamente il mondo e continua a cambiarlo così che questo mondo rispecchi sempre di più la luce di Dio, nonostante tutte le nostre opposte percezioni di sventura, bisogno, guerra e terrore. 

Con il titolo Avvento – la profonda nostalgia della nostra vita, suggerito dai curatori, sono qui raccolti tre piccoli testi di Karl Rahner che ci invitano a comprendere la vita quotidiana, la mera ferialità come avvento – come una venuta unica, un andare verso Dio che ha irrevocabilmente promesso il suo avvento, la propria venuta in questo mondo e la trasformazione di questo nel suo futuro. 

«La vita», dice Rahner, «è un unico avvento. 

La domanda è se siamo disposti ad accogliere e a celebrare la vita come un simile avvento». 


tratto da:

- Andreas R. Batlogg – Peter Suchla,

«Se accogliessimo la vita come un avvento»

L’istanza di Karl Rahner per un ottimismo cristiano, 5-6

Karl Rahner

Avvento la profonda nostalgia della nostra vita

A cura di Andreas R. Batlogg e Peter Suchla