Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-45
Bibbia Versione Nuova Riveduta
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo, e ad alta voce esclamò: «Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno! Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me? Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo. Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento».
Tua madre, Maria, ha appena ricevuto
l'annuncio che le ha cambiato la vita:
sarà la madre del Messia, del Figlio di Dio,
e tu sei già nel suo grembo
dove comincia la tua avventura di uomo.
Le è stato dato un segno:
nulla è impossibile a Dio
se anche la sua parente, Elisabetta,
sterile e per giunta anziana,
sta per dare alla luce un figlio,
colui che sarà Giovanni il Battista.
Ecco perché tua madre ha fretta
fretta di vedere il segno,
di constatare con i suoi occhi
le meraviglie che Dio sta compiendo;
fretta di assistere Elisabetta
nel momento in cui la gravidanza
sta volgendo al termine,
ma fretta anche di condividere
il prezioso segreto che si porta dentro.
Così tra le mura di una casa
di un villaggio vicino a Gerusalemme
avviene un incontro provocato,
organizzato e guidato dallo Spirito Santo.
Sì, perché le sensazioni e gli atteggiamenti,
le parole di Elisabetta e di Maria
non possono che essere ispirati da lui.
Lui, lo Spirito che apre i loro occhi
e permette loro di cogliere i passaggi
di un disegno d'amore che le riguarda da vicino,
lui, che dilata i loro cuori
perché accolgano con gioia il dono,
la creatura loro affidata.
Preghiera di Roberto Laurita
Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee
Editrice Queriniana, Brescia, 2021, n 533, 144.