mercoledì 25 novembre 2020

Sentire la salvezza


MEDITAZIONE


Tempi incerti


Pastore Angelo Reginato


Viviamo in un tempo in cui è è pressoché impossibile procedere

in automatico. Certo, noi umani siamo animali abitudinari e, fino

a quando la realtà ce lo concede, tendiamo a fare come abbiamo

sempre fatto. Ma, appunto, a volte - anzi, sovente - la realtà non ce

lo concede. Ci mette di fronte ad eventi imprevisti, che cambiano

il corso della storia. Come il recente virus, che ha interrotto 

pratiche abituali - lavoro, scuola, culto... - e ci ha costretti a gestire

diversamente l'esistente. Almeno per tutta la durata dell'emergenza.

Poi alcuni hanno chiuso quella parentesi e sono tornati a vivere

come prima; altri, non meno felici di poter riprendere quanto era

stato sospeso, ritengono decisivo interrogarsi a tutto campo a partire

da quanto successo. Per questi ricercatori di senso anche le grandi

parole della fede domandano di essere ripensate, dal momento che

in certi momenti perdono il loro significato e fanno problema.

Pensate alla "salvezza". Chi crede, sa che la fede è, innanzitutto, un 

desiderio di salvezza. Ma come la intendiamo? Perlopiù ne abbiamo

una concezione magica: Dio, a cui nulla risulta impossibile, ci salva

liberandoci dal male, strappandoci alla morte. Ma non esiste alcuna 

vita umana che non sia attraversata dal male, dalla sofferenza.

Noi umani non moriamo perché ci ammaliamo, ma ci ammaliamo 

perché siamo mortali! La vita buona, sognata da Dio, 

è proprio questa vita fragile.

E la salvezza promessa non consiste nell'essere strappati dalla condizione umana,

ma nell'attraversarla con fiducia, sapendo che nulla potrà separarci dall'amore

di Cristo (Rom. 8, 35ss).

Se nel delirio di onnipotenza in cui abbiamo fin qui vissuto anche la salvezza

veniva pensata come sicurezza di essere esenti da ogni forma di male, ora 

incominciamo a renderci conto di aver scambiato la fede con un'ideologia rassicurante.

E che dobbiamo attingere ad altre immagini per pensare e dire la salvezza cristiana.

La Bibbia, nella sua narrazione plurale, per nulla semplificative, ce ne offre molte.

Come quella della "via diritta", dove finalmente smettiamo di inciampare.

Una via da percorrere al seguito di Dio, ma con la forza e la creatività di cui noi 

siamo capaci. 

Nel groviglio della storia, possiamo provare a rialzarci, intuendo un percorso

e sperimentandolo. 

E nel muovere i nostri passi incerti, sentire che lì c'è la salvezza.



Vengono piangenti e imploranti;

li guido, li conduco ai torrenti,

per una via diritta dove non inciamperanno


                                      Geremia 31, 9-10    



tratto da:

- Angelo Reginato, Meditazione Tempi incerti

in: Voce evangelica Anno 22 - Numero 11 - Novembre 2020, 32.