31 ottobre
FRA LE TUE BRACCIA
O amato Padre, accogli la cara e povera anima mia fra le tue braccia! Ti ringrazio e ti benedico con tutte le creature. Anche se per me è giunta la fine, conserva a lungo la tua parola! Benedicimi, amato Dio, nella morte e nella vita.
Secondo una tradizione che ha, però, qualche risvolto leggendario, il 31 ottobre 1517 venivano affisse sulla porta della chiesa del castello tedesco di Wittenberg le celebri 95 tesi con le quali Lutero dava inizio a uno degli eventi capitali della cristianità e della stessa civiltà occidentale, ossia la Riforma protestante. L’immagine sanguigna che il pittore Lucas Cranach ci ha lasciato è sovente confermata dalle pagine roventi del Riformatore, dotato di una personalità spesso veemente che non ignorava lo sdegno e l’attacco diretto ai suoi avversari. Eppure, in lui palpitava una vena costante di mistica che gli faceva confessare: davanti a Dio «siamo tutti mendicanti».
Anche la dolcissima invocazione alle soglie della morte che sopra abbiamo citato è l’intensa testimonianza spirituale di una fine che sboccia non in timore o malinconia, ma in fiducia amorosa. «Come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, così è l’anima mia» cantava il Salmista (131,2).
È il dono raro della serenità della coscienza, prezioso per credenti e no.
Scriveva ancora Lutero: «La misericordia di Dio è come il cielo che rimane sempre fermo sopra di noi. Sotto questo tetto siamo al sicuro, dovunque ci troviamo».
Gianfranco Ravasi
tratto da:
- Gianfranco Ravasi, Breviario dei nostri giorni, (Orizzonti), Mondadori, Milano, 2018, 337.
