venerdì 1 marzo 2024

Per una fede non annacquata

 DOMENICA 3 MARZO - 3a DEL TEMPO DI PASSIONE 

- OCULI (I miei occhi sono sempre rivolti al Signore- Salmi 25,15)

Versione Biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 2,13-25



13 La Pasqua dei Giudei era vicina e Gesù salì a Gerusalemme. 14 Trovò nel tempio quelli che vendevano buoi, pecore, colombi, e i cambiavalute seduti. 15 Fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio, pecore e buoi; sparpagliò il denaro dei cambiavalute, rovesciò le tavole, 16 e a quelli che vendevano i colombi disse: «Portate via di qui queste cose; smettete di fare della casa del Padre mio una casa di mercato». 17 E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto:

«Lo zelo per la tua casa mi consuma».

18 I Giudei allora presero a dirgli: «Quale segno miracoloso ci mostri per fare queste cose?» 

19 Gesù rispose loro: «Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!» 20 Allora i Giudei dissero: «Quarantasei anni è durata la costruzione di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni?» 21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22 Quando dunque fu risorto dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo; e credettero alla Scrittura e alla parola che Gesù aveva detta.


23 Mentre egli era in Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i segni miracolosi che egli faceva. 24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25 e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull'uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell'uomo.


la Lumière

Francesco Boneri detto Cecco del Caravaggio

Cacciata dei mercanti dal Tempio   (1610-1615)

olio su tela      129,5x174 cm   Gemäldegalerie – Berlino


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Per una fede non annacquata

                                          Meditazione di Maurizio Abbà

Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio
cantava Fabrizio De André
in quella canzone il cantautore genovese denunciava un certo tipo di perbenismo ipocrita, 
un rischio che si corre in diversi ambienti soprattutto quelli religiosi.
Mentre l’intenzione originaria, profonda di Gesù è proprio di svelare il mascheramento religioso della fede!

Nella narrazione la pericope su cui ci soffermiamo è preceduta (Giovanni 2,1-11), dal segno (il primo 'segno' narrato da Gv!) nelle nozze di Cana, un segno che a prima vista appare non proprio così decisivo, è, infatti, la trasformazione dell’acqua in vino... 
Poi Gesù con i suoi discepoli e i suoi famigliari scendono a Capernaum, qualche giorno dopo Gesù sale a Gerusalemme (a Gerusalemme si ‘sale’ sempre nella spiritualità ebraica, qualunque sia la provenienza geografica, qui comunque la discesa e la salita erano anche concretamente fisiche).

Nella Domenica OCULI
cosa possiamo ‘vedere’ grazie a questo testo del IV Evangelo?

La cornice narrativa è la festa della Pasqua Ebraica, una festa di pellegrinaggio, per fare memoria della liberazione d’Israele dalla schiavitù in Egitto. Gesù vi partecipa, è un ebreo praticante, tratto da non dimenticare mai per comprendere appieno il suo insegnamento. Gesù si reca al tempio non per omaggiare la religiosità imperante ma per riportarla alle sue intenzioni originarie: un messaggio di liberazione per una prassi liberatrice.
Il tempio divenuto ormai sede di traffici, che nulla hanno a che fare con la pregnanza della fede, tanto da rendere la stessa “annacquata” con qualcosa che la rendeva inautentica e arida spiritualmente.
Il segno delle nozze di Cana illumina anche questo gesto ‘forte’ di Gesù. v.17: «Lo zelo per la tua casa mi consuma».
Con questa citazione tratta dal libro biblico Salmi 69,9a siamo al bivio per la fede dell’inautenticità/autenticità:

inautenticità: la ritroviamo ogni volta che la religione assume forme e pratiche divoratrici, che consumano e annientano gli altri, come avviene nei fondamentalismi.

autenticità: presi dalla passione come zelo entusiasta ed esigente che porta a fare una scelta precisa per la fede. 

        
Le avversità che Gesù incontrerà lo porteranno invece ad una Passione mortale sulla croce. 

Gesù chiama ad una fede viva e vitale, talmente vitale che sa risorgere, non legata ad edifici che rinchiudono e racchiudono e che comunque passano nella loro provvisorietà (anche se maestosa). Gesù chiama ad una fede che non fa calcoli meschini ed angusti.  
Ciò che conta unicamente e per davvero è l’amore.


Una domanda: e se tra i diversi significati del gesto ‘forte’ di Gesù vi fosse anche quello di tutela degli animali? Animali considerati (non solo all'epoca purtroppo) solo merce da sacrificio (e in molte festività religiose appunto lo sono ancora); ritenuti ‘prodotti’ che non sarebbero in grado di provare dolore e di sentire sofferenza, considerati solo carne da macello, carne da sacrificio.

Il Vangelo degli Ebioniti (scritto apocrifo, andato purtroppo perduto), citato da Epifanio di Salamina (315 circa – 403 vescovo e scrittore greco), riporta l’interessante citazione (nel suo scritto antiereticale Panarion), attribuita a Gesù:

“Io sono venuto per distruggere i sacrifizi e se non cesserete dall’offrire i sacrifizi, 
l’Ira (di Dio) non si ritirerà da voi”

possiamo notare anche nel testo seguente, tratto da Salmi 50,9-15, testo canonico molto chiaro, come Dio non ha bisogno di sacrifici ed esige invece, più  impegnativamente per noi,  la nostra fedeltà:

Non esigo tori dalla tua casa,
né capri dai tuoi ovili.
Sono mie infatti tutte le bestie della foresta,
mio è il bestiame che sta sui monti a migliaia.
Conosco tutti gli uccelli dei monti,
e quel che si muove per la campagna è a mia disposizione.
Se avessi fame, non lo direi a te,
perché mio è il mondo, con tutto quel che contiene.
Mangio forse carne di tori,
o bevo forse sangue di capri?
Come sacrificio offri a Dio il ringraziamento,
e mantieni le promesse fatte al SIGNORE;
poi invocami nel giorno della sventura;
io ti salverò, e tu mi glorificherai».


Dio dice:

"Poiché io desidero bontà, non sacrifici"
   
                                                     Osea 6,6a