DOMENICA 17 MARZO - 5a DEL TEMPO DI PASSIONE
- JUDICA Fammi giustizia, o Dio! Salmi 43,1
Versione Biblica Nuova Riveduta
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,20-33
Nel cartone animato disneyano La Spada nella Roccia (1963) - sulla traccia del precedente romanzo omonimo di T.H, White - oltre a mago Merlino, spicca la figura di Semola un ragazzino esile esattamente come il suo nome indica. Il giovane farà il suo percorso di crescita che lo porterà a diventare re Artù.
Fidarsi delle proprie capacità e andare verso il proprio destino è l’insegnamento della storia di Semola mentre l’insegnamento evangelico elargito nel passo giovanneo non annulla per forza questo insegnamento, ma pone in risalto con la storia del granello di frumento che bisogna lasciar andare per poter ri-trovare. Per poter ritrovar-Si.
Il granello di senape (Marco 4,30-34; Luca 13,18-21) che diventerà un florido ed accogliente albero maestoso che offre con i suoi rami il ristoro di una fresca ombra agli uccelli del cielo.
Il parallelismo, non si coglie subito, ma occorre notare che: il seme cade nella terra e muore, poi risorto si erge verso il cielo ed ospita creature che hanno ali per librarsi nel cielo medesimo.
I Greci desiderano vedere Gesù (Giovanni 12,20-21),
ma vedere Gesù non è garanzia di fede autentica che si realizza. I suoi apostoli e discepoli pur con Gesù accanto non riusciranno, se non tempo dopo la Risurrezione, a comprendere la straordinaria portata del suo insegnamento.
Ai nostri giorni si tratta di fare teologicamente anche il percorso inverso verso Atene, ritornare, ma con accortezza biblica, a ciò che il pensiero classico filosofico greco è stato e ha rappresentato.
Vi sono molte fascinose sollecitazioni letterarie e culturali in tal senso, occorre attrezzarsi in merito con lo studio. Il pensiero biblico si può irrobustire nel confronto con il mondo della filosofia greca antica, le peculiarità dell’universo biblico, infatti, possono essere evidenziate e riemergere proprio in un confronto fitto e diffuso con le tematiche filosofiche, ancora una volta, ma questa volta sarà senza dipendenze e privo di commistioni e sovrapposizioni. Il pensiero filosofico classico greco può ‘stuzzicare’ le risposte bibliche che possono riscoprire autonome energie vitali.
Nel cartone disneyano quando il personaggio Semola estrae la spada dalla roccia (la spada Excalibur) il cielo si apre e vi scende un suono, è lui il prescelto. Ma è solo un cartone animato...
Nel testo biblico la voce divina di glorificazione non è da tutti compresa, come tale il messaggio può essere frainteso e sottovalutato. Ma è 'solo' un testo biblico...
Sulla croce Gesù sarà granello di frumento che crocifisso muore per la vita di tutti.
Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo (v.31).
Nella Domenica liturgicamente denominata Judica, con le parole del salmista s’invoca giustizia da Dio, occorre mandare via il principe di questo mondo. Concretamente siamo noi che non dobbiamo seguire i soliti percorsi mondani di predominio e sopraffazione; è questo innanzitutto un esercizio da imporsi prima di pretenderlo da altri.
Granello di frumento, il frumento è più fragile dell’orzo, altro cereale molto importante nell’economia dell’Israele biblico, nel senso che non era sempre disponibile e le carestie riguardavano soprattutto la carenza grave proprio di frumento.
Il termine “grano” linguisticamente ha una pluralità di derivazioni,
non ultima, dal sanscrito ghar- (“spargere”), anche che si sparpaglia, si dissemina.
Biblicamente è la DIASPORA, non necessariamente cacofonicamente dispersiva. Può diventare, anagrammata, com'è noto, RAPSODIA là dove poesia e prosa musicalmente s’incontrano, e poi sempre anagrammata, diaspora si rende anche con PARADISO!
Allora saremo tornati a casa, tutti, e il lutto non ci sarà più.
Il tempo della passione, il tempo dell’assenza di persone non può essere sottovalutato nella sua malinconica tristezza, ma non è per sempre, non è l’ultima parola.
Di questa speranza, di questa fede ne basta un chicco, e quando ci pare che vi sia carestia anche di uno solo di questi chicchi, è solo perché stanno diventando un albero per offrire ristoro per un pezzo di cielo già qui nella memoria dei delicati ricordi già adesso e poi saremo abbracciati a loro, questo ci è angelicamente sussurrato, amplificato forse come il rombo di un tuono, senza fraintendimenti...
La fede ci chiama ad essere coinvolti, motivati, liberati.
Siamo tra terra e cielo,
siamo al cuore della fede,
fede piccola ma grande.
L’ora della fede tenera dolce e compassionevole è questa,
da far sbocciare,
da estrarre proprio nei momenti più difficili.
