venerdì 22 marzo 2024

Commentari biblici a Marco 11,1-10

 

THEOLOGICA ANTOLOGIA DI TESTI


 1.   L’entrata a Gerusalemme Marco 11,1-10

    Nella Domenica delle palme la mente di coloro che hanno incarichi di predicazione o di insegnamento nella chiesa corre quasi inevitabilmente a questo passo, e ai suoi paralleli (Mt. 21,1-11; Lc. 19,28-40; Giov. 12,12-19). Il racconto di Giovanni, benché sia l’unico a menzionare le fronde di palma, non è incluso nel lezionario comune. Ognuno dei racconti sinottici compare invece in uno o nell’altro dei cicli triennali del lezionario come lettura dei vangeli per la Domenica delle palme.

(Lamar Williamson jr., Marco

Edizione italiana a cura di Teresa Franzosi, Editrice Claudiana, Torino, 2004, 277).


2. Colpisce che Gesù monti un asino e non un cavallo o anche un mulo. Coerentemente con l'insegnamento sulla funzione di capo come servizio di 10,41-45 Gesù non sta su un cavallo o su un cocchio, come farebbe un romano che celebri un trionfo. Non monta nemmeno un mulo, che richiamerebbe la successione di Salomone sul trono di David (1 Re I, 33). 

Cavalca invece un asino, evocando sia la tradizione regale di Gen. 49, 1 1 sia l'umiltà (o l'esercizio mite e benevolo del potere) di Zacc. 9,9. 

(Adela Yarbro Collins, Marco (Vol. 2)

Edizione italiana a cura di Donatella Zoroddu Volume 2 Commento ai capp. 8,27-16,20, 

Traduzione italiana di Franco Bassani, Paideia Editrice, Claudiana, Torino, 2019, 831).


3.     Il termine “Signore” è un titolo cristologico (e non un’allusione al presunto proprietario dell’asinello) che fa eco al “Signore” del v. 9, riferito a Dio. Quindi, in Gesù, è Dio stesso che avanza ed entra in Gerusalemme. Un Dio caratterizzato dall’umiltà.

(Élian Cuvillier, Evangelo secondo Marco

Traduzione dal francese di Laura Marino, Edizioni Qiqajon Comunità di Bose, Magnano (BI), 2011, 327).