venerdì 7 aprile 2023

Teologia della croce - 1

 


        In copertina: di Sir Stanley Spencer, Cristo porta la croce 

                      (1920), olio su tela, Tate Modern, London


Amy-Jill Levine

Ai piedi della croce

I testimoni del Venerdì santo

(Itinerari biblici), Editrice Queriniana, Brescia, 2023, pagine 224   

Titolo originale:

Amy-Jill Levine,

Witness at the Cross. A Beginner's Guide to Holy Friday


Traduzione dall'inglese-americano

di Laura Scarmoncin


«Al contempo erudito e personale, questo libro è la miglior risorsa tanto per una lettura contemplativa, quanto per uno studio di gruppo. Levine fa un lavoro magistrale, mostrando ai lettori ciò che ciascun evangelista enfatizza, le cose su cui vuole che riflettiamo più attentamente e quali sono gli interrogativi veri sulla nostra esperienza del mondo» (John S. McClure).


Con la sua sagacia, il suo buon senso e la sua vasta conoscenza del contesto storico delle Scritture, Levine fa rivivere davanti ai nostri occhi i personaggi che hanno assistito alla crocifissione, soffermandosi su ciascuno di essi per vedere, ascoltare e sentire come l’hanno vissuta, come ne sono stati trasformati.

«Levine fa un lavoro magistrale, mostrando ai lettori ciò che ciascun evangelista enfatizza, le cose su cui vuole che riflettiamo più attentamente e quali sono gli interrogativi veri sulla nostra esperienza del mondo» (John S. McClure). L’autrice non si limita a spiegare il testo, ma ne rivela la ricchezza rapportandolo ora alla storia, ora ad altre pagine della Scrittura, ora al contesto sociale dell’epoca. Sfida così ciò che credevamo di sapere e lo fa con un’ironia e una generosità di cuore che sono un’autentica benedizione.

Ai piedi della croce – al contempo erudito e personale, raffinato e spiritoso, oltre che ricchissimo di spunti meditativi – invita a lasciarsi trasformare dalla sinfonia teologica della croce, per una più profonda comprensione del Signore Gesù.

tratto da: www.queriniana.it


R E C E N S I O N E - 1

                              di Maurizio Abbà



Nella copertina: dipinto di Sir Stanley Spencer (1891-1959),

si nota l'attraversamento della città con la croce, 

l’ubicazione non è propriamente dell'area geografica biblica,

non è Gerusalemme, non è una località biblica, 

ma è quella del villaggio di Cookham luogo di nascita di Spencer,

(nella contea del Berkshire, nell'Inghilterra del Sud-Est).

L’artista, Spencer, vuole far comprendere come la situazione di dolore, di croce, 

è là dove ci troviamo.

- Purtroppo non ci vuole molto anche ai nostri tempi, per convincerci. 

Forse si vuol scuotere dall'indifferenza, dal già vista, dal già saputo ...


(Volendo fare un parallelo con il Natale: il presepio nella località di Greccio, 

di francescana memoria, per cui Gesù nasce là dove sei, là dove siamo).


La crocifissione, il luogo:

“ La testimonianza evangelica non indica uno scenario preciso per la crocifissione. Matteo 27,33, Marco 15,22 e Giovanni 19,17 lo chiamano Golgota, un termine aramaico che significa «[luogo del] Cranio». La parola greca è kraníon (da cui «cranio»). Luca, che tende a evitare l’aramaico, lo chiama «Cranio» (Lc 23,33). 

Il latino ci dà «Calvario». Spesso gli artisti ritraggono il sito come una collina – presumendo quindi che la croce sia visibile da lontano – e il nome potrebbe derivare da un appezzamento di terreno a forma di teschio oppure dalle ossa di altre vittime, gettate senza troppe cerimonie in una fossa lì presente. 

Giovanni 19,20 afferma che il luogo si trovava «vicino alla città», ovvero Gerusalemme. Dal tempo di Elena, la madre dell’imperatore Costantino, l’area è stata individuata nei pressi della basilica del Santo Sepolcro. “ 

(Amy-Jill Levine, citazione da pagina 7).



L'autrice, del libro che l’Editrice Queriniana presenta al pubblico italiano: Amy-Jill Levine (1956), statunitense, è docente di Studi Neotestamentari all'Università Vanderbilt a Nashville nel Tennessee. Storica, femminista, membro di una sinagoga ebraica ortodossa. Nel suo impegno accademico lo sforzo ermeneutico per il superamento delle ideologie antisemite, omofobiche e sessiste che incrostano le Scritture e le loro interpretazioni.


- Il sottotitolo del libro, nell'originale, può risuonare così: Una Guida per Principianti al Venerdì Santo, insomma siamo all’abc di uno dei momenti forti di quello che è poi divenuto uno dei capisaldi dell’Anno Liturgico. All’origine storica di quanto accadde fu un momento che poteva essere, evidentemente, disgregativo e annichilente per la fede delle discepole e dei discepoli di Gesù.

" La tradizione ebraica e quella cristiana ci dicono che Dio ha bisogno di noi. È attraverso le nostre mani e i nostri piedi, le nostre bocche che parlano, i nostri cuori e le nostre menti che ci spronano ad agire, che l’opera di Dio si manifesta nel mondo. " (p.9)

Questo vale anche, e tanto!, per l'ecumenismo, per il cattolicesimo ed il protestantesimo.

- Su questo libro, che presenta diversi spunti interessanti, ci tornerò presto.



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Noto per inciso che:

per quanto riguarda l’ecumenismo tra le Chiese la frase dell’autrice:

“È attraverso le nostre mani e i nostri piedi, le nostre bocche che parlano, i nostri cuori e le nostre menti che ci spronano ad agire, che l’opera di Dio si manifesta nel mondo.”

Affiora una formula teologica da far uscire dal lessico specialistico,

la frase è la seguente: 

La Chiesa prolungamento dell'Incarnazione 

come prolungamento del sì a Cristo

è la posizione che sostiene il magistero della Chiesa cattolica.


- Il protestantesimo può riflettere su questo: uno svuotamento dell’agire della chiesa non è forse un indebolimento dell’annuncio del messaggio evangelico?

- Il cattolicesimo può riflettere su questo: quello che appare come prolungamento ecclesiastico dell’incarnazione potrebbe essere invece solo un pallido riflesso accentuato (fin troppo) di una umile doverosa testimonianza?


Testimonianza che, appunto in umiltà è dovuta o forse è ricevuta senza conteggi 

ma in totale gratuità.


Insegna la teologia più attenta e più incisiva: l’agire di Cristo è più grande 

e certo è oltre quello della chiesa, delle chiese, (di tutte le chiese). 

Ogni chiesa è un frammento, 

certo significativo,

della realtà dell'annuncio evangelico, 

un frammento,

niente di più, niente di meno.

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                                                                                            Maurizio Abbà

                                                                                              (1 - continua …)