Eugène Burnand
Les disciples Pierre et Jean courant au sépulcre le matin de la Résurrection
I discepoli Pietro e Giovanni corrono al sepolcro la mattina della Risurrezione
(particolare)
(1898)
Olio su tela 82x134 cm Museo d’Orsay – Parigi
" Bisogna attendere la fine del XIX secolo, nella storia dell’arte cristiana, perché si trovi un artista che ritenne utile rappresentare due degli undici apostoli recarsi alla tomba per sciogliere il dubbio rispetto alle parole che Maddalena aveva annunciato loro.
Eugène Burnand (1850-1921) nacque a Moudon, nel cantone di Vaud della Svizzera francese,
in una famiglia protestante calvinista.
[...]
Un giornale militante protestante sollevò la questione nel 1898:
«Il protestantesimo è incompatibile con l’arte?».
Burnand, invitato a partecipare al dibattito, in sostanza rispose che il protestantesimo è semplicemente il cristianesimo in tutta la sua purezza; e in linea di principio è in grado di dare all’arte ciò che gli manca di più: alta ispirazione, sincerità, emozione persuasiva.
Ne diede prova realizzando I Discepoli Pietro e Giovanni corrono al sepolcro la mattina della risurrezione, che ebbe e gode ancora di un favore eccezionale tra i cattolici e più in generale nei circoli artistici. Questo dipinto riscosse un enorme successo al Salon della Società Nazionale di Belle Arti nel 1898 e fu successivamente acquisito dallo Stato francese per il Museo del Lussemburgo.
Per interpretarlo in modo rigoroso, bisogna prendere consapevolezza dell’assenza paradossale di qualsiasi motivo iconografico specificamente religioso in questa pittura e ricordare che appartiene al periodo di passaggio quando l’artista transitò dalla fase più “naturalista” alla pittura risolutamente religiosa. In ogni caso appartiene alla categoria di opere che, in modo simile alla tela delle Mirofore di Bouguereau, evocano la Risurrezione attraverso un’assenza, senza mostrare il Risorto o il suo modo di uscire dalla tomba, per dimostrare che ha attraversato e vinto la morte.
Il tratto geniale di questo lavoro è quello di essere riuscito a rendere tale suggestione in modo convincente, e anche contagioso, trasmettendo quella sorta di specie di febbre che percorse i due discepoli, concentrandosi sulla loro corsa e astenendosi dal rappresentare la tomba, le pietre che rotolano e le bende.
Allertati da Maria Maddalena dell’assenza del corpo di Gesù, Pietro e Giovanni furono attraversati dalla speranza folle che il Maestro fosse ancora vivo, senza riuscire ancora a crederci pienamente. «Se questo potesse essere vero!», sembrano dire i volti e le sagome tese verso la meta. Anche se Giovanni, più giovane di Pietro, arrivò prima alla tomba come narra il Vangelo di Giovanni (Gv. 20, 3-4), è piuttosto quanto accomuna i due apostoli che ha catturato l’attenzione di Burnand, e non ciò che li distingue.
L’impazienza di uscire dal dubbio.
La speranza li fa correre.
Permette loro di credere,
mentre non c’è ancora nulla da vedere. "
tratto da:
- Francois Bœspflug
Il giorno di Pasqua nell’Arte Gli incontri del Risorto
traduzione di Emanuela Fogliadini,
Jaca Book, Milano, 2021, 100-104.
