venerdì 14 aprile 2023

Beatitudine della fede che crede senza vedere - Il sapore della Pasqua

 

DOMENICA 16 APRILE

1a DOPO PASQUA 

QUASIMODOGENITI Come bambini appena nati - I Pietro 2,2


Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,19-31

19 La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano chiuse per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 20 E detto questo mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. 21 Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi». 22 Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. 23 A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti».


24 Ora Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò».

26 Otto giorni dopo i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!» 27 Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». 28 Tommaso gli rispose: «Signore mio e Dio mio!» 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»


30 Ora Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro; 31 ma questi sono stati scritti affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

     Beatitudine della fede che crede senza vedere

- Il sapore della Pasqua     

                                                           Meditazione di Maurizio Abbà


La fede è credere ciò che tu non vedi ancora; 

il premio per questa fede è vedere ciò che credi

                                                                 Agostino d’Ippona


Gesù era arrivato tra i suoi discepoli, superando le porte della paura, paura dei Giudei, (degli altri) Giudei, perché Giudei sono anche loro.

- Qualche anno dopo saranno gli Ebrei a temere, a ragione, il contatto con i Cristiani, è la tragica storia dell’antisemitismo cristiano che prolungherà le sofferenze sulla croce dell’ebreo Gesù. Storie quelle degli antisemitismi che non sono purtroppo archiviate in un passato remoto ma che riaffiorano qua e là prepotentemente e infaustamente - .



Il Venerdì Santo è il criterio per stabilire 

per la fede cristiana

ciò che è fede e ciò che invece è idolatria.


La Pasqua sa un po' di Venerdì Santo.

Gesù oltrepassa muri di pregiudizi e barriere paurose.

Il suo Pace! è un regalo ed è la vittoria sulle nostre paure ed inquietudini.


Gesù ritorna appositamente per Tommaso, 

L'azione si era già svolta in Gv 20,19-23,

ritorna misericordiosamente, 

è una narrazione gemella,

proprio per Tommaso (in greco detto Didimo che vuol dire 'gemello'!),

proprio per Te.


Tommaso che pur con il suo dubbio espresso la sera di Pasqua: 

"Se non ... e se non ...  io non crederò!" (Giovanni 20,25),

Tommaso non è stato scomunicato.

Tu come persona non sei esclusa.


Gesù ritorna per lui, per te, per me, Gesù ritorna,

in compagnia dello Spirito Santo, 

che è per tutti, appunto: nessuno escluso!


La Pasqua di Risurrezione è una crescita comunitaria nella fede.

La Pasqua ora sa di Pentecoste.


Pentecoste e PerDONO insieme, c'è da riflettere,

il dono dello Spirito santo ed il superamento dei legami che feriscono.


L'invito a Tommaso di toccare le ferite 

(basta vedere le ferite, il che significa no all'indifferenza),

è l'invito a proseguire anche dopo Pasqua, anche dopo Pentecoste,

con la teologia della croce, 

che non è un dolorismo involontariamente crudele 

dove si esalta il dolore che celebra il soffrire.


La teologia della croce è il suscitare il più forte ed energico abbraccio 

con tutti i perdenti (- che non sono i perduti! -) con tutti i feriti dalla vita.


Il mancato abbraccio a Myriam la Maddalena (Gv 20,17), 

ora nella fede pasquale invece si compie.


Ora la Pasqua sì, 

ha il sapore della Pasqua e della Pentecoste.


Credere senza vedere, non è una condanna, è una Benedizione, 

vera Beatitudine!


Ebrei 11,1

Or la fede è certezza di cose che si sperano, 

dimostrazione di realtà che non si vedono.