venerdì 21 aprile 2023

... cosa sono queste parole che vi state scambiando durante il cammino?

                                                         DOMENICA 23 APRILE 

                                            2a DOPO PASQUA - MISERICORDIAS DOMINI

                                                           Egli ama la giustizia e l'equità; 

                                       la terra è piena della benevolenza del SIGNORE - Salmi 33,5

                                                                 

       Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 24,13-35

                                           Bibbia Nuova Riveduta


13 Due di loro se ne andavano in quello stesso giorno a un villaggio di nome Emmaus, distante da Gerusalemme sessanta stadi; 

14 e parlavano tra di loro di tutte le cose che erano accadute. 

15 Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro. 

16 Ma i loro occhi erano impediti a tal punto che non lo riconoscevano. 

17 Egli domandò loro: «Di che discorrete fra di voi lungo il cammino?» Ed essi si fermarono tutti tristi. 

18 Uno dei due, che si chiamava Cleopa, gli rispose: «Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che vi sono accadute in questi giorni?» 

19 Egli disse loro: «Quali?» Essi gli risposero: «Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo; 

20 come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno fatto condannare a morte e lo hanno crocifisso. 

21 Noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da quando sono accadute queste cose. 

22 È vero che certe donne tra di noi ci hanno fatto stupire; andate la mattina di buon'ora al sepolcro, 

23 non hanno trovato il suo corpo, e sono ritornate dicendo di aver avuto anche una visione di angeli, i quali dicono che egli è vivo. 

24 Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato tutto come avevano detto le donne; ma lui non lo hanno visto». 

25 Allora Gesù disse loro: «O insensati e lenti di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! 

26 Non doveva il Cristo soffrire tutto ciò ed entrare nella sua gloria?» 

27 E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano. 

28 Quando si furono avvicinati al villaggio dove andavano, egli fece come se volesse proseguire. 

29 Essi lo trattennero, dicendo: «Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno sta per finire». Ed egli entrò per rimanere con loro. 

30 Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. 

31 Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve alla loro vista. 

32 Ed essi dissero l'uno all'altro: «Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentr'egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?» 

33 E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro, 

34 i quali dicevano: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone». 

35 Essi pure raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane.


            Joseph von Führich  
              Sulla strada di Emmaus 
(1837)


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole 

                                                                                        Meditazione di Maurizio Abbà

... cosa sono queste parole 
che vi state scambiando durante il cammino?

Sul cammino i due discepoli conversavano tra loro, 

(precisamente il termine greco impiegato è ὡμίλουν alla base dell’arte omiletica, 

quindi anche dei Sermoni!). 

Parole. Sermoni (!). 

Ma di che tipo e, soprattutto, con quale umore?

Possiamo immaginare quanto quello scambio di parole fosse intessuto di delusione, 

profonda delusione, 

Gesù era stato crocifisso, il suo movimento si era disperso, 

insomma tutto pareva finito 

irrimediabilmente. 


Il lettore è già informato di chi sia il viandante che i due incontrano 

- loro invece ancora non sanno la sua identità - .

La domanda rivoltagli: “che tipo di sermone era il vostro?” 

Pensiamo se Gesù s’informasse sui nostri sermoni di tutti i giorni, festivi e feriali, 

cosa ne salterebbe fuori?

- La risposta dei due discepoli è la... tristezza. 

Il messaggio di Gesù sarà liberante e liberatorio.

Ma non poteva che essere così. 

Il discepolo anonimo che affianca Clèopa non ha nome, 

forse possiamo pensare di essere noi ?!


I loro occhi impediti non lo riconoscono (v.16), la tristezza offusca la realtà.

I discepoli pensavano di essersi illusi 

ed ora la realtà si manifestava come una grande delusione. 

Le donne del movimento avevano annunciato un orizzonte diverso, 

gioioso, un orizzonte di Risurrezione ma non erano state credute.

Gesù li accompagna nel ripercorrere la Bibbia 

(si badi è il tesoro dell’Antico Testamento).

La Parola e poi la condivisione del pane: così Gesù incontra i suoi.


Gesù è incontrato come un “forestiero”.

Nella storia dell’esegesi di questo brano, 

Agostino, nel suo Sermo 235, pronunciato il giorno dopo Pasqua, 

a Ippona, intorno all’anno 400, 

pone al centro della sua omelia la presenza del Risorto tra i suoi, 

Gesù è “al contempo visibile e celato”. 

I discepoli hanno agito in maniera decisiva: lo hanno trattenuto, 

offrendogli ospitalità (v.29). 

(Confrontare con il passo di Giovanni 20,17 

in cui Gesù dice a Maria Maddalena: «Non trattenermi»).


                                                       Vetrata nella chiesa di Brou
                                         nota anche come chiesa di San Nicola da Tolentino
                         è parte del monastero reale di Brou vicino a Bourg-en-Bresse, Francia
                                                  
                                           


Passo chiave è altresì il v. 31

i discepoli fino ad allora avevano visto Gesù ma non lo avevano riconosciuto. 

Ora che finalmente lo vedono per chi è davvero, “Gesù diventa invisibile ai loro occhi”.

Gesù non scompare ma continua ad esserci, è la teologia della presenza-assenza.

Gesù si autorivela nel togliere il sigillo alla Parola e nella sua prassi: 

lo spezzare il pane ossia la Cena del SIGNORE.

La Parola e il Pane sono insieme. 

La Parola offre il Pane eucaristico. 

La Cena del SIGNORE/Eucaristia non può essere sottovalutata, 

ma non può dividere, è, infatti, una chiamata all’inclusione! 

Non si può sottovalutare l’importanza dello spezzare il pane insieme,

e, al contempo, l’Eucaristia senza l’annuncio della Parola 

non ha, evidentemente, la medesima forza narrativa.


Possiamo dire che ...

Emmaus è il "villaggio" situato là dove viviamo, speriamo, amiamo.

Siamo alle "sorgenti calde" della nostra fede, 

se lo desideriamo sarà 'fonte calda', benefica.


I cuori possono così essere scaldati e nutriti 

dal sapore buono e misericordioso della Parola.

-Come diceva Agostino, con altri teologi e predicatori della tarda antichità:

«trattieni il forestiero, se vuoi riconoscere il tuo salvatore».

                                                                                                

                                                                                                Maurizio Abbà