domenica 2 febbraio 2020

la Lumière - Luca 2,22-32(33-40) Domenica 2 febbraio 2020

foglio biblico, teologico, liturgico

DOMENICA 2 FEBBRAIO 2020 - 4a DOPO L'EPIFANIA

Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,22-32


22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore,  
23 come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore»; 24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi.
25 Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest'uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui;  
26 e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore.
27 Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge,
28 lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo:
29 «Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo,
secondo la tua parola;
30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
31 che hai preparata dinanzi a tutti i popoli
32 per essere luce da illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele».


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Consolazione è vedere la salvezza


Maurizio Abbà

Simeone il nome in ebraico significa "udire",
Simeone arriva a "vedere" la salvezza.

Simeone ci ricorda i due atteggiamenti fondamentali dei protestanti e dei cattolici
nella fede:
l'ascoltare la Parola e il vederla in azione attuata.



Sono tre i 'cantici' nell'evangelo lucano che si collegano biblicamente e poi liturgicamente
al 'Natale':

- Magnificat  Luca 1,46-56: così Myriam (Maria) sulla scorta di un importante testo 
dell'Antico Testamento:
il Cantico di Anna I Samuele 2,1-10 che ne è, come dire, l'imprescindibile piedistallo del testo neotestamentario.
Il cantico è così denominato dalla traduzione latina: Magnificat anima mea Dominum
detto anche 'Cantico di Maria' è qui costituito da Myriam che dialoga con la cugina Elisabetta,
non citato, ma sullo sfondo, è Giuseppe fidanzato di Maria.


- Benedictus Luca 1,68-79: dall'esordio del testo, in traduzione in lingua latina,
"Benedictus Dominus, Deus Israel", Elisabetta e Zaccaria sono qui la coppia protagonista.


- Nunc dimittis
Il Cantico di Simeone (Nunc dimittis in latino, dalle prime parole della traduzione latina della Bibbia, la Vulgata:
Nunc dimittis servum tuum, Domine, secundum verbum tuum in pace...).
Simeone
e la profetessa Anna (Luca capitolo 2, versetto 36),
sono il tandem di personaggi biblici che compongono la cornice ed il contenuto delle pericopi di questo testo lucano (Lc 2,22-40).


( Siti internet per consultare alcune traduzioni bibliche:
www.laparola.net
www.bibbiaedu.it  (con rinvio alla Nuova Vulgata, testo in latino).
Il latino è la lingua ecclesiastica dell'Occidente cristiano nella storia della liturgia antica e medievale
soprattutto,
ma le lingue bibliche sono: l'ebraico e l'aramaico per l'Antico Testamento,
ed il greco per il Nuovo Testamento ).


La Presentazione di Gesù a 40 giorni dalla nascita come prescritto dalla Legge Ebraica,
- per inciso si può notare che non vi è più (e non c'era nemmeno allora) bisogno di uccidere (sacrificare) animali per essere obbedienti alla volontà di Dio -
questo purtroppo è un discorso che riguarda diverse religioni,
il cristianesimo non può fare la morale ad altri, l'ecatombe di animali nelle feste,
nelle specifico le feste cristiane, è nota.


La base della promessa messianica che si riverbera nel cantico di Simeone in Luca 2,12:
E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia.

La festa della Presentazione del Signore è la festa di Cristo luce da illuminare le genti,
nella liturgia, in Occidente
Nell'Oriente ortodosso si chiama Festa dell'Incontro,
il riferimento è all'incontro "ufficiale" di Gesù con il suo popolo, Israele,
e ad attestarlo e a proclamarlo - a chiare lettere - è Simeone.

In diversi commentari biblici Simeone è definito vecchio, ma è solo un'ipotesi,
il testo biblico non lo afferma.

Il Cantico di Simeone ha un ritmo, un respiro molto ampio.
L'attesa messianica di Simeone è gratificata, enormemente gratificata
dal compimento.

" Nel nostro cuore vive questo simbolo dell'aspettativa di essere sorretti
e accettati da Dio nella nostra vita in maniera tanto autentica,
pura e non contraffatta che il cielo tocchi la terra. "

- Eugen Drewermann, Il Cielo Aperto Prediche per l'Avvento e il Natale,
a cura di Bernd Marz, Traduzione di Claudia Murara,
(Spiritualità 63), Editrice Queriniana, Brescia, 1997, 376.


Non c'è consolazione più grande che vedere la salvezza!

La speranza diventa conforto.


Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,33-40.

33 Il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui.  
34 E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui: «Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione  
35 (e a te stessa una spada trafiggerà l'anima), affinché i pensieri di molti cuori siano svelati».
36 Vi era anche Anna, profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser. Era molto avanti negli anni: dopo essere vissuta con il marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova e aveva raggiunto gli ottantaquattro anni.  
37 Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
39 Com'ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città.
40 E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.


Commento del pastore valdese Alessandro Esposito a Luca 2,33-35:

" Simeone, infatti, vuol dire, letteralmente, «colui che dà ascolto»; ed è questa stessa capacità, il suo saper volgere l’orecchio così come il cuore a Dio, ciò che lo rende, in ultima istanza, un uomo giusto. Ma le sorprese legate a quest’uomo semplice ed integro non sono ancora finite, al contrario, hanno appena avuto inizio. Simeone, infatti, contro ogni consuetudine propria del suo tempo e della sua cultura, sceglie di rivolgere le sue parole non al padre del bambino, ma alla madre. Nella religiosità sacerdotale, ieri come oggi, la donna non è considerata come possibile interlocutrice: la parola circola da maschio a maschio, perché i maschi custodiscono e circoscrivono lo spazio inviolabile del sacro. Il Dio delle istituzioni religiose parla ai soli maschi, i quali poi, sovente, si elevano al rango di depositari del vero. I vangeli, al contrario, sono storia di una rivelazione che, in modo assai significativo, si apre e si chiude al femminile. Ed è con un riferimento all’intimità che Simeone si rivolge, con una confidenza commovente e sorprendente, a Maria. Le dice, infatti: «Una spada, poi, trapasserà la tua stessa anima». Simeone annuncia a Maria il suo dolore di madre, la ferita da cui dovrà imparare a germogliare la sua fede di donna: il suo Gesù infatti, e lei lo sa, appartiene a Dio, e lei dovrà riscoprirsi madre nel lasciarlo andare, nel rinunciare alla spontaneità del sentimento che tende a trattenere l’amato. "

Pastore Alessandro Esposito
(NATALE 2019)  
tratto da: Presenza Evangelica circolare delle Comunità Evangeliche Metodiste di
Verbania-Intra e Omegna – Gennaio/Febbraio 2020.