sabato 22 febbraio 2020

la Lumière - Matteo 5,17-37 Domenica 23 Febbraio

foglio biblico, teologico, liturgico

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2020
ESTO MIHI (Sii per me una forte rocca! - Salmi 31,2b) 
TRASFIGURAZIONE - ULTIMA DOPO L'EPIFANIA


I Corinzi 2,6-10
6 Tuttavia, a quelli tra di voi che sono maturi esponiamo una sapienza, però non una sapienza di questo mondo né dei dominatori di questo mondo, i quali stanno per essere annientati; 7 ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa e nascosta, che Dio aveva prima dei secoli predestinata a nostra gloria 8 e che nessuno dei dominatori di questo mondo ha conosciuta; perché, se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. 9 Ma com'è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell'uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano». 10 A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio.


Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,17-37
17 «Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. 18 Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto. 19 Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avrà messi in pratica e insegnati sarà chiamato grande nel regno dei cieli. 20 Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli.

21 «Voi avete udito che fu detto agli antichi: "Non uccidere: chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale"; 22 ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: "Raca" sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: "Pazzo!" sarà condannato alla geenna del fuoco. 23 Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, 24 lascia lì la tua offerta davanti all'altare, e va' prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta. 25 Fa' presto amichevole accordo con il tuo avversario mentre sei ancora per via con lui, affinché il tuo avversario non ti consegni in mano al giudice e il giudice in mano alle guardie, e tu non venga messo in prigione. 26 Io ti dico in verità che di là non uscirai, finché tu non abbia pagato l'ultimo centesimo.

27 «Voi avete udito che fu detto: "Non commettere adulterio". 28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. 29 Se dunque il tuo occhio destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo. 30 E se la tua mano destra ti fa cadere in peccato, tagliala e gettala via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo.
31 Fu detto: "Chiunque ripudia sua moglie le dia l'atto di ripudio". 32 Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio.

33 «Avete anche udito che fu detto agli antichi: "Non giurare il falso; da' al Signore quello che gli hai promesso con giuramento". 34 Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio; 35 né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. 36 Non giurare neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi far diventare un solo capello bianco o nero. 37 Ma il vostro parlare sia: "Sì, sì; no, no"; poiché il di più viene dal maligno.



Commento di Ernesto Balducci, fu biblista, scrittore, editore, sacerdote dell'ordine degli Scolopi,
fu un profeta del nostro tempo.


ERNESTO BALDUCCI:

" Il Vangelo, e più in genere l'annuncio biblico, non è un annuncio religioso, è un annuncio globale che porta in sé anche una contestazione del religioso. Le parole più forti contro la religione le troviamo nella grande corrente calda della profezia biblica, a cominciare da Isaia per finire a Gesù. Al centro dell'etica cristiana c'è il senso di responsabilità di fronte al mondo, che non può essere attenuato dalla dedizione alla preghiera, dal desiderio di raccoglimento e di purezza. 

Essere nel mondo come responsabile è lo sviluppo ulteriore di quella sapienza morale di cui prima ho tracciato il primo momento: la coerenza con la coscienza più che con la legge. Noi viviamo in un momento storico che esaspera questo senso di responsabilità. Siamo la prima generazione, nella storia umana, le cui scelte possono veramente condizionare tutto il futuro del mondo. 

Un tempo eravamo quasi presi dalla solennità ieratica del contadino che piantava l'albero i cui frutti sarebbero stati colti dai nipoti. In questi anni noi prendiamo delle decisioni le cui conseguenze si faranno sentire per le migliaia d'anni futuri. Il futuro intero della specie umana è plasmato da decisioni prese in questi anni; mai successa una cosa del genere! Ecco perché la nostra responsabilità assume dimensioni smisurate e anche ossessive, fino a produrre in molte coscienze una nevrosi dovuta allo scompagimento degli equilibri tradizionali. E infatti c'è da non poter dormire se si pensa a quello che può capitare ai figli, ai figli dei figli fino alla cinquantesima generazione! Il mondo può essere contaminato per sempre. Anche supponendo che non avvenga la catastrofe (molto probabile, se si va di questo passo), le condizioni di vita sulla terra saranno compromesse per sempre da ipoteche accese da noi in questo momento. Ecco perché la vita morale deve integrare in sé la dimensione del futuro che ieri non c'era; il senso delle nostre scelte dobbiamo sempre determinarlo con una proiezione nel futuro. 

Tanto per portare un esempio didatticamente utile: noi ci dimentichiamo che anche una struttura di pace come può essere una centrale nucleare crea, obiettivamente in un certo ambiente, il pencolo di una contaminazione i cui effetti si fanno sentire, secondo gli scienziati, per venticinquemila anni. 

Dimensioni immense si aprono dinanzi alla nostra coscienza, delle quali dobbiamo tener conto nel prendere le nostre decisioni a tutti i riguardi. La responsabilità è qualificante per un credente. Per sapere se uno è cristiano voglio sapere se si sente responsabile dell’umanità. 

La terza ed ultima qualifica di questa sapienza è espressa, con parole veramente misteriose e allusive, da Paolo dove dice che è «una sapienza nascosta, che i dominatori di questo mondo non conoscono e lo hanno rivelato quando hanno ucciso Gesù Cristo». Rapidamente, tirando fuori da questa circonlocuzione ricca di senso un insegnamento, a me sembra di poter dire che la vera sapienza, la vera nobiltà morale, la vera perfezione morale, si ha quando, rifiutando la morale dei dominatori di questo mondo - diremo noi la morale dominante -, noi accettiamo un principio di condotta che è omogeneo a quello che ha portato Gesù Cristo sulla croce cioè la morale dell' amore e dell' amore non violento. É difficile capirla, anzi essa urta immediatamente non con i dominatori come tali ma con la morale che noi stessi abbiamo assimilato. Quando Gesù dice «se ti danno uno schiaffo porgi l'altra guancia» dà una indicazione morale non conforme al nostro buon senso. Il buon senso non è altro che la propaggine consuetudinaria della morale dominante. 

Il buon senso ci chiede di agire, contro chi ci offende, in maniera adeguata, ricorrendo magari alla legge, se siamo cittadini evoluti, invece che fare la vendetta privata. Nella morale evangelica c'è un di più che non è traducibile norme precise. Anche lo stabilire, come norma «se ti danno uno schiaffo porgi l'altra guancia» significa ricadere, in maniera strana, nel legalismo che abbiamo condannato. 

Non si è non violenti per semplice obbedienza ad una legge esterna. Infatti la non violenza non si può insegnare, non si può nemmeno codificare è uno spazio di creazione della coscienza. Si può fare anche una rivoluzione non violenta, ma essa non si decide una mattina: è l'esplosione di una maturità delle coscienze, di questa sapienza nascosta di cui, quando ne sentiamo parlare, sentiamo il fascino, come nel caso in cui alcuni grandi non violenti sono riusciti a mobilitare la fiumana delle coscienze, (...) dietro Gandhi o (...) dietro Luther King. E una strada estremamente rischiosa e la generalizzazione di quella sapienza morale che cambierebbe il mondo intero non può essere affidata ai legislatori, ai capi storici, al Papa, ai presidenti del consiglio... è una creazione dell’uomo. È una sapienza nascosta di cui - almeno personalmente - sento lo splendore quando non ne parlo e sento l’inefficacia e la incongruenza quando ne parlo. È la bellezza che si conosce sperimentandola ma se si deve descrivere non si fa che blaterare parole insipide. La morale suprema è quella con cui il mondo della violenza viene sconfitto con l'amore e non semplicemente negato con l'amore. "




Ernesto Balducci - da: "Il Vangelo della pace" . vol. 1
il testo integrale in: www.fondazionebalducci.it
riportato da: www.alzogliocchiversoilicielo.blogspot.com