sabato 5 ottobre 2019

la Lumière - Marco 5,1-20 - Domenica 6 ottobre 2019

foglio biblico, teologico, liturgico


DOMENICA 6 OTTOBRE - 17a DOPO PENTECOSTE

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 5,1-20

1 Giunsero all'altra riva del mare, nel paese dei Geraseni.  
2 Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo,  
3 il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno poteva più tenerlo legato neppure con una catena. 
4 Poiché spesso era stato legato con ceppi e con catene, ma le catene erano state da lui rotte, e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la forza di domarlo. 
5 Di continuo, notte e giorno, andava tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percotendosi con delle pietre. 
6 Quando vide Gesù da lontano, corse, gli si prostrò davanti 
7 e a gran voce disse: «Che c'è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi». 
8 Gesù, infatti, gli diceva: «Spirito immondo, esci da quest'uomo!» 
9 Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?» Egli rispose: «Il mio nome è Legione perché siamo molti».  
10 E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese.  
11 C'era là un gran branco di porci che pascolava sul monte.  
12 I demòni lo pregarono dicendo: «Mandaci nei porci, perché entriamo in essi». 
13 Egli lo permise loro. Gli spiriti immondi, usciti, entrarono nei porci, e il branco si gettò giù a precipizio nel mare. Erano circa duemila e affogarono nel mare. 
14 E quelli che li custodivano fuggirono e portarono la notizia in città e per la campagna; la gente andò a vedere ciò che era avvenuto.  
15 Vennero da Gesù e videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la legione; e s'impaurirono.  
16 Quelli che avevano visto raccontarono loro ciò che era avvenuto all'indemoniato e il fatto dei porci.  
17 Ed essi cominciarono a pregare Gesù che se ne andasse via dai loro confini.
18 Com'egli saliva sulla barca, l'uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. 19 Gesù non glielo permise, ma gli disse: «Va' a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te».  
20 Ed egli se ne andò e cominciò a proclamare nella Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatte per lui. E tutti si meravigliavano.



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole

Liberare la Libertà 

  Maurizio Abbà


Gesù e i suoi arrivano  sull'altra sponda del lago il "mare" in terra straniera.
Gesù scende dalla barca, non così i suoi discepoli tra cui gli apostoli,
saranno soltanto spettatori di quanto sta per accadere.
Dopo la tempesta sulle acque (Mc 4,35-41),
ora Gesù affronta una tempesta di terra.

Gesù incontra un personaggio che sembra insolito.
Viveva nei sepolcri, nelle tombe.
La sua quotidianità non poteva riprendere, era relegato.
Il suo triste orizzonte aveva come triste perimetro soltanto un cimitero.

Non poteva essere incatenato, ma perché bisognerebbe incatenare qualcuno?
Incatenare è una scorciatoia negativa, 
è più facile escludere che includere.
Una persona esclusa, con dei problemi sicuramente, tanti, molteplici
che gli succhiano la vita, che annullano la sua vita.
Una persona che non ha un nome,
non l'ha più,
ma il suo nome sono divenuti i problemi 
che riempiono la sua vita svuotandola, disperdendola.
Facendosi del male, autolesionismo.

- Contrariamente a quanto riportano solitamente le traduzioni 
non è "posseduto" - ,
ma è con una compagnia certo non gradita, non cercata, 
ma di cui occorre liberarsi.

Questa persona (perché di persona si tratta) non è più  padrona del suo io, 
(forse non lo è mai stata veramente in grado di orientare il proprio vissuto),
non ha una sua personalità, ma è oppressa da molti non-io,
che si contendono la sua vita frammentandola.
Una vita come un vaso fragile talmente fragile 
che pare ormai in frantumi in mille cocci. 
Occorre allora cambiare compagnia, 
occorre cambiare modi, usi, abitudini,
bisogna cambiare approccio all'esistenza. 
Gesù lo aiuterà a recuperare la sua vita, 
per la precisione lo aiuterà a riprendere e a rac-cogliere i cocci della sua vita.

- E i duemila maiali che finiscono affogati?
Qui la chiave di lettura più plausibile 
è quella politica di liberazione dall'invasore:
infatti l'invasore romano aveva un cinghiale come effigie 
della legione (appunto..), la X legione di Cesare (Legio X Fretensis),
(si vedano gli studi di Pinchas Lapide in merito 
per una lettura ebraica 
delle Scritture neotestamentarie che offrono sovente
una chiave interpretativa più appropriata 
di alcuni testi evangelici).

Finiscono in 'mare': dal mare arrivano coloro che invadono e da lì se ne vanno.
Si pensi ai nuovi orizzonti delineati da Apocalisse 21,1: 

Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, 
poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, 
e il mare non c'era più.

Già il 'mare' non c'era più, 
il che vuol dire che sono finite le invasioni, è finita l'oppressione!

Fra le tante cose che possiamo poi notare di questo testo
i biblisti ci segnalano come:
vi sono molti sconfinamenti, diverse barriere sono superate,
geografiche ma anche mentali.

C'è tanto pregare e scongiurare in questo testo 
ma la preghiera di dialogo non è questa,
non è neppure la preghiera ruspante che cerca 
di richiamare Dio a essere Dio
e niente di meno che Dio
(si veda il libro di Walter Brueggemann,  
Le grandi preghiere dell'Antico Testamento
ed. Claudiana, Torino, 2018, traduzione di Teresa Franzosi);

v. 15b: seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la legione;
e s'impaurirono

certo perché faceva parte con le sue stranezze del paesaggio ordinario,
adesso beh adesso per dirla con una frase celebre tutto è a posto e niente
è in ordine...

Gesù è invitato ad andarsene via dai loro confini,
come se i confini sicuri sono quelli che dove i pazzi restano pazzi
e guai se qualcuno prova a cambiare qualcosa, 
è mandato via,
Gesù è ora il bersaglio dell'esclusione.

Quest'uomo vorrebbe seguire Gesù ed essere con lui
ha capito, infatti, quale compagnia è bene affiancarsi,
si sente finalmente libero.

Ma colpo di scena: Gesù non lo vuole, 
non per escluderlo di nuovo,
ma per non legarlo al suo seguito.
La Sequela essere discepoli di Gesù
non vuol dire essere sudditi ma discepoli
alla Scuola del Maestro
che vuole discepoli liberi,
la libertà occorre sia liberata.

Questa persona potrà proclamare tutto questo 
della libertà liberata
di essere discepolo di un Maestro
che non ti annulla ma ti offre i contenuti della vita. 

La Bella Notizia: non c'è una demonologia,  
quindi non c'è una dottrina sul diavolo, non si crede nel demonio,
ma si crede in Dio.
Tutto questo lo si potrà dire, 
di più: si potrà proclamare,
proprio nel territorio dove ci si trova,
con meraviglia degli altri 
che come i discepoli di Gesù sulla barca
sono solo spettatori di quanto è accaduto,
ma di questo non c'è da meravigliarsi tanto. 
La Bella Notizia rimane è questo è l'importante. 
La Bella Notizia dell'Evangelo ti libera per davvero,
e non c'è catena che ti possa far prigioniero,
la parola come insegna la Riforma protestante 
rende la Parola scatenata, libera,
non può essere domata.
Una fede addomesticata diventa ideologia cristiana
ma non è fede,
la fede è un po' selvatica per poter essere libera, 
libera davvero.