venerdì 11 ottobre 2019

la Lumière Domenica 13 ottobre 2019 - Marco 5,21-43






 Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 5,21-43


21 Gesù passò di nuovo in barca all'altra riva, e una gran folla si radunò attorno a lui; ed egli stava presso il mare.  
22 Ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi  
23 e lo pregò con insistenza, dicendo: «La mia bambina sta morendo. Vieni a posare le mani su di lei, affinché sia salva e viva».  
24 Gesù andò con lui, e molta gente lo seguiva e lo stringeva da ogni parte.
25 Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni,  
26 e che molto aveva sofferto da molti medici e aveva speso tutto ciò che possedeva senza nessun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, 
27 avendo udito parlare di Gesù, venne dietro tra la folla e gli toccò la veste, perché diceva: 
28 «Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva». 
29 In quell'istante la sua emorragia ristagnò; ed ella sentì nel suo corpo di essere guarita da quella malattia.  
30 Subito Gesù, conscio della potenza che era emanata da lui, voltatosi indietro verso quella folla, disse: «Chi mi ha toccato le vesti?»  
31 I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi come la folla ti si stringe attorno e dici: "Chi mi ha toccato?"»  
32 Ed egli guardava attorno per vedere colei che aveva fatto questo.  
33 Ma la donna paurosa e tremante, ben sapendo quello che era avvenuto in lei, venne, gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità.  
34 Ma Gesù le disse: «Figliola, la tua fede ti ha salvata; va' in pace e sii guarita dal tuo male».

35 Mentre egli parlava ancora, vennero dalla casa del capo della sinagoga, dicendo: 

«Tua figlia è morta; perché incomodare ancora il Maestro?»  
36 Ma Gesù, udito quel che si diceva, disse al capo della sinagoga: 
«Non temere; soltanto continua ad aver fede!» 
37 E non permise a nessuno di accompagnarlo, tranne che a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.  
38 Giunsero a casa del capo della sinagoga; ed egli vide una gran confusione e gente che piangeva e urlava. 
39 Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». 40 Ed essi ridevano di lui. Ma egli li mise tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui, ed entrò là dove era la bambina. 
41 E, presala per mano, le disse: «Talità cum!» che tradotto vuol dire: «Ragazza, ti dico: àlzati!» 42 Subito la ragazza si alzò e camminava, perché aveva dodici anni. E furono subito presi da grande stupore;  
43 ed egli comandò loro con insistenza che nessuno lo venisse a sapere; 
e disse che le fosse dato da mangiare.



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

Trasgressione e Risveglio
Maurizio Abbà

La donna, senza nome, che ha continue perdite di sangue da dodici anni (o dall'età di dodici anni? come hanno ipotizzato dei biblisti), si ritrova in una condizione di marginalità estrema, relegata nella vita sociale ad un ruolo insignificante, un non-ruolo di una non-esistenza.
Ha probabilmente perso quasi tutto: relazioni famigliari, sociali, 
e i suoi averi cercando di curarsi.
Una cosa però non ha perso: la dignità e la tenacia, infatti, riesce a carpire la sua guarigione.

Attenzione questo non è un testo che vuole avvallare la credulità contro la medicina.
Niente di tutto questo.
Ma questo testo vuole valorizzare la fede che sa perdonare che sposta le montagne 
Marco 11,22-26
(ma giustamente non brucia le foreste!)
come risorsa preziosa,
risorsa che sottovalutiamo solitamente e che non sappiamo apprezzare adeguatamente.
Questa donna forse attanagliata da sensi di colpa veri o più probabilmente solo presunti,
finalmente si accetta come persona che può a pieno diritto far parte del tessuto societario.

Allora questa donna trasgredisce alcune regole che la ingabbiavano estromettendola dalla vita quotidiana sociale e vuole rendere incisiva la sua fede, per la sua dignità di donna, di creatura di Dio.
Una trasgressione fatta di amore e per amore. 
Una trasgressione che consiste semplicemente nell'emergere tra la massa
per la sua libertà, per amore.
Per amore verso la sua esistenza per recuperare una dimensione verace della vita,
una vita che non sia più solo un mesto svolgimento ed arrotolamento di giorni, 
ma vita vera per poter poi amare gli altri. 
Per essere in quanto donna rispettata.


Distinta ma non slegata da questo racconto vi è la narrazione della risurrezione della figlia di Iairo,
un funzionario importante della locale Sinagoga.
Ricorre anche qui il numero 12, non è casuale.
A dodici anni all'epoca una ragazza ebrea entrava nell'età adulta,
- ancora oggi con il bat mitzvah una ragazza a dodici anni e un giorno 
ha l'età per l'adesione ritenuta consapevole alla fede ebraica. 
Mentre per i ragazzi a 13 anni e un giorno (si chiama bar mitzvah tradotto con 'figlio del precetto'),
in questa differenza c'è il discernimento su di una maturità raggiunta prima dalle giovani - . 

La giovane ora potrà muovere da sola i suoi passi nella vita
in autonomia il che non vuol dire in solitudine.
Una ragazza che si risveglia consapevolmente alla vita.

Alcuni biblisti fanno notare anche come: "e disse che le fosse dato da mangiare"
è un'attenzione al problema grosso e delicato problema dell'anoressia.
I disturbi alimentari coprono problemi sentimenti ed emozioni che non riescono ad esprimersi.
Le sue emozioni c'è chi se le beve (il triste 'attaccarsi alla bottiglia'), 
c'è chi se le fuma, 
e c'è chi se le mangia (troppo) 
o, all'opposto, non mangia (niente).
Bisogna ritrovare con energia e tenerezza i passi da fare in autonomia,
avendo una solida fiducia come piedistallo,
per far questo all'inizio si comincia lasciandosi prendere per mano
e poi si cammina e si spicca il volo verso la vita,
e allora s'inizia a vivere.

Il Risveglio riguarda anche le chiese, è ovvio.
Grandi momenti di risveglio hanno rilanciato con entusiasmo
la fede che non ostacola ma aiuta 
questa fede accomuna questi due racconti evangelici.

Fede che richiede a seconda dei contesti e delle situazioni 
ora Trasgressione ora Risveglio
                   sempre Fede che sa a chi dare fiducia
compito delicatissimo che richiede un discernimento 
davvero non superficiale ma in profondità
che sa andare oltre le facili apparenze.