Io sono tuo, salvami, Salmi 119, 94b
Dialogo tra Johann
von Staupitz e Martin Lutero
Von STAUPITZ:
[dopo
averne sentito le grida d’angoscia ed essere entrato nella sua celletta
monastica]
Sei troppo duro con te stesso, fratello Martin.
Disputare col demonio non potrà esserti di
alcuna utilità.
Ha cinquemila anni di pratica. Conosce tutti i
nostri punti deboli.
LUTERO: Mi dispiace per
oggi!
Von STAUPITZ: Non sono qui per rimproverarti, Martin.
LUTERO: Ho troppo
peccati per fare il prete.
Von STAUPITZ: In questi due anni non ti ho mai sentito confessare qualcosa di minimamente interessante.
LUTERO: Vivo nel terrore del giudizio universale!
Von STAUPITZ: E pensi di riuscire a salvarti odiandoti?
LUTERO: Avete mai osato pensare che Dio non sia giusto?
Ci fa nascere macchiati dal peccato, e poi è
sempre in collera con noi per le nostre colpe. Questo giusto giudice che ci
condanna, minacciandoci con le fiamme dell’inferno.
Lo
so, sono malvagio a concepire simili pensieri.
Von STAUPITZ: No, non sei malvagio, tu non sei altro che sincero.
Non
è Dio ad essere in collera con te.
Sei
tu a essere in collera con Dio.
LUTERO: Vorrei che non ci fosse un Dio.
Von STAUPITZ: Martin, cosa stai cercando?
LUTERO: Un Dio misericordioso. Un Dio che io possa amare.
Un
Dio che mi ami!
Von STAUPITZ: [mettendogli in mano la croce che lui porta al collo]
Allora
contempla Cristo, affidati a Cristo, e conoscerai l’amore di Dio,
Digli:
«Io sono tuo, salvami». «Io sono tuo, salvami».
LUTERO:
[dopo un attimo di silenzio, stringendo in mano la croce donatagli]
Io sono tuo salvami!
[fine
della scena]
" Lutero
dirà di lui:
«Se
non fosse stato per il Dr. Staupitz sarei sprofondato
nell’inferno»"
Dialogo
tratto dal film Luther (2003) del regista Eric Till,
con
gli attori Joseph Fiennes, Peter Ustinov, Alfred Molina,
Bruno Ganz.
Bruno Ganz.
Il
dialogo è stato poi riportato nel libro:
-
Sergio Manna, L’ascolto che cura. La Parola che guarisce: Introduzione al counseling
pastorale
Prefazione
di Sandro Spinsanti,
(Piccola
biblioteca teologica 124), Claudiana, Torino, 2017, 51-52.