mercoledì 29 luglio 2015

Onnipotenza e fragilità: attributi dello stesso Dio?



Paolo RICCA:

[...] 
Così l'onnipotenza, riferita a Dio, non è un titolo onirifico e decorativo o un'iperbole retorica; 
al contrario è il suggello stesso della divinità. 
Un Dio non onnipotente potrebbe essere tante cose, tranne che Dio. 
Ci sarebbe infatti qualcuno più potente di lui, e a questo qualcuno spetterebbe allora di essere considerato Dio.

[...
Dio condividendo la nostra debolezza, non ne approfitta per imporsi come extrema ratio, come ultima risorsa quando tutte le altre hanno fallito. E allora ricorriamo a Dio, che però non vuole essere l'ultima risorsa, ma la prima: prima che nella malattia, vuol essere riconosciuto e invocato nella salute; non quando siamo in crisi, ma quando stiamo bene; non nei giorni difficili, ma in quelli felici; non quando siamo deboli, ma quando siamo forti. 
Nella nostra debolezza, Dio non ci dice: «Adesso non puoi più fare a meno di me». No, Dio non ragiona così, non ci prende per il collo (se così si può dire); 
vuole che la fede sia un atto di libertà, non di necessità.

tratto da: - Paolo Ricca, Onnipotenza e Fragilità: attributi dello stesso Dio?
in: A cura di Brunetto Salvarani, 
La fragilità di Dio contrappunti teologici sul terremoto
(Itinerari Collana di spiritualità Dottrina esperienze testimonianze),
EDB Edizioni Dehoniane Bologna, 2013, Bologna, 141-156, qui 142-143.155.